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Telecom, firmato accordo su esuberi: solidarietà per 29.500…

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Telecom, firmato accordo su esuberi: solidarietà per 29.500 lavoratori

(Imagoeconomica)
(Imagoeconomica)

Accordo fatto sulla gestione dei 4.500 esuberi individuati da Telecom Italia. La firma è arrivata nella notte, dopo una trattativa-fiume tra sindacati e azienda, con la mediazione del governo, iniziata al ministero del Lavoro intorno a mezzogiorno di ieri. Telecom Italia ha accolto la richiesta dei sindacati di utilizzare i contratti di solidarietà, come anticipato da Radiocor, per 29.500 lavoratori al posto della cassa integrazione straordinaria. Inoltre l'intesa prevede l'utilizzo dei prepensionamenti (ex articolo 4 della legge Fornero), delle internalizzazioni e delle riqualificazioni per arrivare, a fine dell’arco di piano 2018-2020, al riassorbimento di tutti gli esuberi. Il neo ministro dello Sviluppo e del lavoro, Luigi Di Maio, si è detto «felice» dell’accordo raggiunto e ha sottolineato come sia solo una prima vittoria. «Ora - ha detto il ministro commentando a caldo su Facebook la firma dell’accordo - il prossimo passo è
continuare a collaborare con tutti per verificare se questo
piano industriale è sostenibile».

In particolare, l’intesa prevede l’applicazione della solidarietà difensiva per un anno, a partire dal 19 giugno prossimo, per una plata di quasi 30mila dipendenti. La riduzione verticale dell'orario di lavoro, per un totale di 26 giornate di solidarietà in un anno, pari al 10% dell'orario, coinvolgera' tutte le funzioni tranne il personale che svolge attività aziendali con necessità di continuita' operativa e settori impegnati nei processi di digitalizzazione e innovazione. Secondo l’accordo, inoltre, per il 2018 potranno essere collocati in prepensionamento i lavoratori che avevano presentato istanza con l’intesa sottoscritto nel 2015; nel 2019 potranno essere prepensionati quanti maturano il diritto alla pensione entro il 31 maggio 2024; nel 2020 i prepensionamenti sono previsti per chi matura il diritto alla pensione entro il 31 dicembre 2025. L’azienda, inoltre, ha dato disponibilità ad aprire, a partire da settembre, la contrattazione di secondo livello che era stata disdettata in passato da Telecom per poi adottare un regolamento unilaterale. Un punto, quest’ultimo, particolarmente caldeggiato dalla Cgil.

La consultazione coi lavoratori si chiuderà il 18 giugno

Adesso l’accordo sottoscritto da Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil e Ugl sarà sottoposto alla consultazione dei lavoratori che dovrà concludersi entro il 18 giugno. Secondo quanto sottolinea il segretario nazionale della Slc Cgil, Marco Del Cimmuto, le uscite volontarie, attraverso i prepensionamenti, interessano, «un bacino potenziale di cinquemila dipendenti». In particolare «mille prepensionamenti sono previsti con il vecchio accordo per il 2018, altre quattromila persone, secondo l'esplorazione condotta dall'azienda, potrebbero andare in prepensionamento nel 2019-20». Si tratta, comunque, di «una scelta volontaria del lavoratore» e, dunque, i numeri vanno presi in maniera indicativa. L'importante e' che, alla fine del piano, «non ci sara' nessun licenziamento». I sindacati, aggiunge Vito Vitale, segretario della Fistel Cisl, hanno chiesto al ministro Di Maio, presente all'incontro, «di aprire un tavolo al Mise al fine di affrontare i temi di sviluppo, di innovazione, di investimento e di politiche di rilancio della piu' grande azienda di Telecomunicazioni nel nostro Paese». Un’occasione per verificare anche le conseguenza della separazione della rete su cui l'Agcom ha dato un primo via libera «in termini di mantenimento del perimetro industriale e occupazionale del gruppo Tim». Il ministro ha dato la sua disponibilità.

Accordo dopo un lungo braccio di ferro

L'accordo di stanotte è arrivato dopo un lungo braccio di ferro tra l'azienda e i sindacati, nell'ultimo giorno utile previsto dalla procedura. A gennaio scorso Tim ha presentato ai sindacati un piano di ristrutturazione del personale che, a fronte di migliaia di esuberi, proponeva 6.500 uscite volontarie (tra prepensionamenti e incentivi), 3500 riqualificazioni e duemila assunzioni da finanziare con la solidarieta' espansiva. Di fronte al muro alzato dalle sigle sindacali, soprattutto riguardo all'uso della solidarieta', strumento che non prevedeva un termine di applicazione, l'azienda a marzo ha messo sul piatto l'ipotesi della cigs. Sono seguiti circa due mesi di stallo, parallelamente alla battaglia sulla governance tra i soci Elliott e Vivendi, vinta dal fondo americano nell'assemblea del 4 maggio. I contatti che sono seguiti all'assise che ha sancito il ribaltone, non hanno aperto la strada a un accordo con le sigle. I sindacati sono rimasti fermi nella loro contrarietà alla cigs e il management non ha ceduto sul ripristino delle vecchie condizioni della contrattazione di secondo livello. Da qui la decisione di avviare le procedure per la cigs il 16 maggio. Dopo una serie di incontri al Ministero, con la mediazione dunque del governo, si e' arrivati all'intesa di stanotte. Il contratto di solidarieta' non si applichera' ai 14 mila lavoratori della rete.

Genish, «grazie a sindacati e Di Maio, spero presto incontro col ministro»

«Siamo particolarmente soddisfatti per questo accordo raggiunto con le associazioni sindacali. Voglio ringraziare i rappresentanti nazionali e territoriali delle associazioni che hanno dimostrato una volta di più di avere a cuore le sorti dell’azienda e del Piano Strategico DigiTIM come dei lavoratori», ha commentato l’amministratore delegato di Tim Amos Genish. «Un particolare ringraziamento - ha aggiunto - va al ministro Luigi Di Maio per il sostegno che ha dimostrato nelle fasi finali del negoziato. Spero di poterlo incontrare quanto prima per affrontare i vari temi di impegno comune».

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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