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Start up, arriva l’«arrotino 2.0». Da Roma a Milano…

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tradizione e innovazione

Start up, arriva l’«arrotino 2.0». Da Roma a Milano ritorna una professione antica

«Donne! È arrivato l’arrotino!». Fino a qualche anno fa non era strano sentire questo annuncio urlato nelle strade di paese. Poi è scomparso, insieme a una professione “antica” che riporta la memoria a decenni passati, molto passati, del secolo scorso. Ora l’arrotino ritorna in versione 2.0.

A riportare in auge la professione l’idea nata dall’incontro di due giovani imprenditori poco più che ventenni – Andrea Binini e Tiziano Di Biase – con un esperto arrotino. Binini e Di Biase si sono divisi i compiti: responsabile commerciale il primo, resposabile di amministrazione, logistica e customer service il secondo. «Vogliamo rilanciare e rendere moderno questo servizio, facendolo conoscere anche alle nuove generazioni» dice Di Biase.

Rilancio di un antico mestiere
L’idea prende corpo nella primavera di un anno fa. A Roma. A spingere Binini e Di Biase una semplice analisi di mercato: «Abbiamo constatato che sull’area di mercato consumer (quella che riguarda le famiglie) – spiega Andrea Binini –c’è un grande bacino di utenza potenziale. Il nostro obiettivo è andare a sopperire a una carenza dovuta alla progressiva chiusura delle attività di arrotino: oggi ne restano infatti poche centinaia, principalmente nei capoluoghi di regione e di provincia».

Il progetto parte con il marchio Qui Arrotino che poi a inizio 2018 viene incorporato dalla società Antico Mestiere, costituita al 40% da Andrea Binini e Tiziano Di Biase e per la quota restante da un investitore esterno. Intendiamoci, non sentiremo di nuovo lo slogan antico urlato per le strade, oggi l’idea di Binini e Di Biase si basa sulla collaborazione con i tabaccai che fanno da terminale per la clientela consumer. «Abbiamo individuato nelle tabaccherie la rete distributiva più adeguata per lo sviluppo del servizio. Oggi la tabaccheria non è solo rivendita di tabacco ma sempre più distributrice di servizi ed è la rete più capillare d’Italia (circa 58mila punti vendita)» afferma Di Biase. Inoltre questi esercizi aprono prospettive in vista di uno sviluppo futuro, essendo molto diffusi anche in altri stati europei come Francia, Germania, Spagna. «La nostra rete commerciale stringe accordi direttamente con le singole tabaccherie» fa eco Andrea Binini.

Ma come funziona il servizio dell’arrotino 2.0?
La società creata da Binini e Di Biase non prevede l’impiego di arrotini esterni ma l’utilizzo di un unico laboratorio in centro Italia. «Questo aspetto – chiarisce Tiziano Di Biase – ci consente di avere il controllo su ogni pezzo lavorato, con un’attenzione particolare sulla qualità che è fondamentale per il successo del progetto». Il sistema ideato per la vendita del servizio prevede «che il cliente consegni gli oggetti al tabaccaio, il quale emette uno scontrino e incassa – spiega Binini –. Al momento di riconsegnare le buste al tabaccaio, l’incaricato di Qui Arrotino rilascia al gestore la ricevuta per il pagamento dell’importo dovuto al netto della scontistica, come qualsiasi altre referenza presente in negozio».

Gli oggetti da affilare sono stati raggruppati in 5 macrocategorie, con 5 prezzi distinti, così che i rivenditori nelle tabaccherie possano identificare con immediatezza il prezzo. Oltre al settore consumer, Qui Arrotino si occupa anche del canale Horeca, cioè professionale, che rappresenta un’altra importante fetta di mercato e ha una gestione ad hoc.
I test sul servizio destinato alle famiglie ha preso il via da Roma, dove lo scorso anno in un paio di mesi sono stati siglati accordi con 300 tabaccheria, salite oggi a 400.

Dopo Roma, Milano e Torino
Da aprile di quest’anno il servizio comprende anche Milano, dove hanno aderito oltre 100 tabaccherie in appena una ventina di giorni di attività. Nel frattempo è partito lo sviluppo su Torino, «mentre da settembre in poi contiamo di espanderci su altre regioni d’Italia dove vorremmo consolidare la presenza entro l’estate 2019» spiega Andrea Binini. Il passo successivo «è quello di arrivare in tutta Italia e, nei prossimi anni, anche nei principali paesi europei (Francia, Germania, Spagna)».

Gli articoli per estetica guidano le lavorazioni
Viene spontaneo associare la figura dell’arrotino all’affilatura dei coltelli, ma gli oggetti maggiormente lavorati da Qui Arrotino per le famiglie sono per il 70% attrezzi per manicure e pedicure (forbicine, tronchesine, sgorbiette) e forbici di ogni tipo (da sarto, giardiniere, ecc), mentre solo il 30% è rappresentato da coltelli (da tavola e da cucina), lame dei robot da cucina nonché attrezzi da giardinaggio, caccia e pesca.

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