Economia

Dossier Decathlon in montagna

  • Abbonati
  • Accedi
Dossier | N. 84 articoliIn bici sulle dighe

Decathlon in montagna

Un esempio classico è quello del trekking che dalla Diga di Campomoro porta al Rifugio Bignami, a quota 2400 metri: una passeggiata per le famiglie (o quasi) di circa 400 metri di dislivello e un'ora e mezzo circa. Chiesa Valmalenco-Caspoggio è un comprensorio ideale per lo sport e il tempo libero. L'Alpe Palù, che si raggiunge con la Snow Eagle, la più grande funivia d’Europa, ospita un'ampia skiarea con piste e impianti per lo sci alpino, lo sci nordico e lo snowboard; senza contare gli innumerevoli i tracciati per gli sci alpinisti e per gli amanti delle ciaspole. Per chi vuole invece ripercorrere le vie che hanno fatto la storia dell'alpinismo, la scelta è molto ampia: il Pizzo Bernina, il Monte Disgrazia, il Pizzo Scalino, il ghiacciaio dello Scerscen mentre per gli amanti dei sentieri del passato è obbligatorio percorrere l'Alta Via della Valmalenco (110 km in otto tappe) il Sentiero Rusca e l'Antica Via della Valmalenco, itinerario secolare che da Sondrio arriva al Passo del Muretto e sconfina in Svizzera. Se invece si vogliono ammirare dall’alto le dighe di Campomoro e di Alpe Gera allora la passeggiata ideale parte proprio dal parcheggio dell’Alpe Gera e arriva ai 3068 metri di Cima Fontana: un trekking alla portata di tutti (o quasi) che presenta 1000 metri di dislivello ma pochi passaggi davvero complessi.

L’elenco degli sport che si possono praticare, dal rafting all’equitazione per arrivare a mountain bike e ciclismo, è praticamente infinito ma due attrazioni meritano una citazione. Una, per i più grandi, è stata inaugurata da poco: si chiama “Gola Up” ed è un affascinante percorso alpinistico tracciato tra le gole del torrente Scerscen in località Campo Franscia-Lanzada che viene percorso, attaccati a una corsa e sospesi a un filo d’acqua, in un ambiente dai riflessi e dai colori unici. I più piccoli, invece, si innamoreranno dell’altra attrazione: il parco delle marmotte di Chiareggio. Nessuno zoo, ovviamente, ma semplici prati in cui questi roditori di alta montagna circolano liberamente e si fanno fotografare accettando anche qualche carota dai turisti.  

© Riproduzione riservata