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Dossier Il Duomo di Milano in una diga

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Dossier | N. 84 articoliIn bici sulle dighe

Il Duomo di Milano in una diga

Due laghi artificiali che sfidano, in bellezza, quelli naturali. La Val Malenco è attraversata dal Mallero, che nasce dai ghiacciai del gruppo del Disgrazia e sfocia a Sondrio dopo un percorso di 29 km. Il torrente è alimentato da numerosi corsi d’acqua, fra i quali il Lanterna, proveniente dal gruppo del Bernina, e l’Antognasco, che ha origine dallo Scalino. Oltre ai pittoreschi laghi naturali (Palù, Pirola, Campagneda, Sassersa, Lagazzuolo, Scarolda, d’Entova), certamente spettacolari, anche i due bacini artificiali dell’Alpe Gera e di Campo Moro costituiscono un’interessante meta d’escursione.

Lo sbarramento Enel Green Power di Campo Moro, costruito tra il 1956 e il 1958, è formato da due dighe: la diga est in calcestruzzo, alta 96 metri, e quella ovest in pietrame, alta 35 metri. Il bacino ha una capacità massima di 11 milioni di metri cubi d’acqua, pari alla capienza di 10.200 piscine olimpioniche. La diga dell’Alpe Gera, invece, edificata tra il 1961 e il 1964, ha determinato la formazione dell’omonimo lago artificiale a quota 2125 metri (uno dei più alti d’Europa) che ha una capacità massima di 68 milioni di metri cubi. Lo sbarramento è costituito da una diga massiccia a gravità in calcestruzzo lunga 530 m e alta 174 m (pari a un grattacielo di 58 piani): in pratica potrebbe contenere il Duomo di Milano.  

L’energia idroelettrica è la principale risorsa della Valmalenco: questa valle insieme a tutta la provincia di Sondrio ha il primato assoluto in Italia per la produzione di elettricità da questa fonte rinnovabile. L’asse idroelettrica della Valmalenco è composta da due serbatoi artificiali (Alpe Gera e Campo Moro) a da tre centrali, tutte gestite da Enel Green Power, con una capacità installata complessiva che supera i 400 MW. La centrale di Campo Moro (a quota 1916 metri) si trova all’interno di una caverna artificiale. Iniziata dalla società Vizzola nel 1959 e ultimata dal gruppo Enel nel 1965, la centrale sfrutta le acque dei torrenti Scescen, Cormor e Poschiavino ed è utilizzata anche come stazione di pompaggio tra i serbatoi di Campo Moro e Alpe Gera.

La centrale di Lanzada (a 962 metri) è stata costruita dalla società Vizzola tra il 1949 e il 1962, anno in cui è passata sotto la gestione di Enel e quella di Sondrio (300 metri sul livello del mare), entrata in funzione nel 1960, è alimentata dalle acque restituite dalla centrale di Lanzada, che vi giungono scorrendo in una galleria di 10 km e una condotta forzata lunga 1375 m, e da quelle dei torrenti Lanterna e Antognasco.

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