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La catena Miscusi diventa grande e cerca 60 ragazzi da assumere

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La catena Miscusi diventa grande e cerca 60 ragazzi da assumere

Un piatto da Miscusi
Un piatto da Miscusi

Da startup ad azienda sana e in crescita nell’arco di un anno o poco più. Miscusi - azienda della ristorazione che ha adottato la formula piatto di pasta più un bicchiere di vino e il dolce - è stato fondato da due giovani imprenditori, Alberto Cartasegna e Filippo Mottolese. La catena sta crescendo rapidamente. A febbraio del 2017 il primo Miscusi ha aperto in via Pompeo Litta 6, zona Piazza Cinque Giornate, a Milano, il secondo ristorante sempre a Milano in Piazza San Camillo De Lellis. Ora Miscusi si accinge a triplicare la presenza nel capoluogo lombardo con una nuova apertura nel quartiere Isola, il più trendy della metropoli, e conta più di 60 persone in organico. E in progetto c’è una prima apertura fuori Milano all'inizio del prossimo anno ed è già stato pianificato il debutto all'estero, a partire dal 2020.

Per crescere servono però anche le persone. Per questo Miscusi ha organizzato un evento di selezione del personale, altre 60 posizioni, che si terrà sulla terrazza della nuova sede in Corso Buenos Aires 75 a Milano giovedì 28 giugno. I profili più richiesti sono quelli di manager con esperienza nel food retail, meglio se nel contesto di medio - grandi gruppi anche internazionali o hotellerie. Le altre posizioni aperte sono invece rivolte a camerieri di sala e in generale a giovani ragazzi che ambiscano ad entrare a far parte di un contesto stimolante ed in forte crescita. Le candidature sono aperte e i cv possono essere inviati a hr@miscusi.com.

La sfida non è di quelle semplici. Miscusi vorrebbe ribaltare lo stereotipo del lavoro instabile e poco gratificante spesso associato a chi lavora nella ristorazione. «Da Miscusi la maggior parte delle persone viene assunta con contratto a tempo indeterminato. Abbiamo scatti di livello e promozioni in base agli obiettivi raggiunti, chiediamo molto impegno e serietà ma offriamo un ambiente stimolante, giovane e soprattutto che pensa in grande», racconta Alberto Cartasegna, che non nasconde le ambizioni di questa aspirante multinazionale del food made in Italy. «Le migliori ispirazioni - conclude - arrivano sempre da casi di successo all'estero, ma sta poi nel coraggio e nella perseveranza imprenditoriale italiana crederci. Un giorno, magari, saremo noi il caso di successo a cui guardare».

Pasta e un bicchiere di vino, la formula vincente di Miscusi

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