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Acqua, pronta la mega-diga che darà da bere a Reggio Calabria

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Acqua, pronta la mega-diga che darà da bere a Reggio Calabria

A 50 anni dalla sua progettazione, entra in funzione la più grande opera idropotabile della Calabria: 50mila metri cubi di acqua che consentono l’erogazione continua di 500 litri al secondo. Entro massimo 8 settimane l’acqua della diga del Menta sgorgherà dai rubinetti di Reggio Calabria (dal centro alle periferie) con una portata commisurata alle esigenze della popolazione, circa 186mila abitanti. Valore complessivo dell’opera, 300 milioni di euro.

Dismissione dei pozzi
Un salto di qualità per la città dello Stretto che consente di dismettere tutti i pozzi, oggi ancora in attività: erogano acqua con concentrazione salina ben al di sopra dei limiti di legge per il consumo umano e quindi necessitano di costosi trattamenti di desalinizzazione. «Già solo la dismissione di questi impianti - spiega il sindaco Giuseppe Falcomatà – ci consentirà di risparmiare fino 1,3 milioni di euro». Per efficientare ulteriormente il sistema sono previsti interventi sulla vecchia rete idrica, ripulitura e ingegnerizzazione per individuare perdite e disfunzioni.

Addio alle docce a mezzanotte
Così i reggini potranno dire addio alle scorte di acqua minerale, di cui per necessità sono da anni i maggiori consumatori, dimenticheranno le riserve nei cassoni, nelle damigiane, nelle bacinelle, nelle vasche da bagno. Le docce e le faccende domestiche a mezzanotte. «Quest’opera rappresenta un fatto di civiltà che cambia le abitudini dei cittadini e li svincola dalle inaccettabili fasce orarie cui finora sono stati costretti», spiega Luigi Incarnato, commissario della Sorical, Società risorse idriche calabresi in liquidazione, dalla cui compagine sta uscendo il socio privato, lasciando dentro circa 6 milioni di euro. Si tratta infatti di una società mista, il cui capitale è detenuto per il 56,5%, dalla Regione Calabria, proprietaria di 7.169.000 azioni ordinarie del valore nominale di 7.169.000 euro, e, per il restante 46,5%, dalla società Acque di Calabria Srl. Ora su proposta della Regione ci sia avvia alla sua completa pubblicizzazione.

In attesa delle certificazioni dell’acqua
«I lavori sul Menta sono stati progettati nel ’68, avviati agli inizi degli anni ’80 e interrotti nel 2011 – dichiara il presidente della Regione Mario Oliverio durante il sopralluogo alla infrastruttura in località Pendola di Armo - Il cantiere è stato ripreso nel 2015, subito dopo il mio insediamento. Così dopo 35 anni possiamo finalmente dire oggi che l’acqua è arrivata al potabilizzatore, è pronta per essere immessa nei serbatoi e nella rete. Ho premuto un pulsante e si sono alzate le paratoie. In poche settimane saranno espletate le procedure necessarie per la certificazione della potabilità dell’acqua che, peraltro, è eccellente. Sono già in corso lavori di ingegnerizzazione della rete. Ora ci occuperemo del resto».

La soluzione alla carenza idrica in 24 invasi
Oltre alla diga del Menta che serve oggi l’area di Reggio Calabria, la Sorical gestisce la diga dell’Alaco che rifornisce una parte del territorio di Catanzaro e quello del vibonese. «La diga dell’Esaro - aggiunge il commissario - potrebbe essere una soluzione definitiva per l’acquedotto dell’Abatemarco che serve Cosenza e la Sibaritide». Su questo impianto e su quello catanzarese si stanno facendo interventi per 10 milioni di euro. «Sono strategie per il futuro», conclude Incarnato. La soluzione alla carenza idrica della Calabria, i cui impianti risalgono ai tempi della Cassa per il Mezzogiorno e all’urbanizzazione degli anni ’50, «sta nelle dighe. Ventiquattro invasi a uso agricolo e non che se ripensati garantiranno per sempre l’approvvigionamento dell’acqua in tutta la regione».

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