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Marketing estivo nell’alto dei cieli: i «ragazzi del…

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breve storia della pubblicità aerea

Marketing estivo nell’alto dei cieli: i «ragazzi del Piper» pronti al decollo

Un Piper Pa-18 di Aertraining decolla per portare un messaggio pubblicitario sulle spiagge italiane
Un Piper Pa-18 di Aertraining decolla per portare un messaggio pubblicitario sulle spiagge italiane

A «inventare» il genere fu probabilmente il vate Gabriele D’Annunzio che, a cavallo della Grande guerra, sorvolò prima Trieste e poi Vienna diffondendo volantini tricolore a celebrazione della gloria italica oltre le linee nemiche. Dopo la fine della Seconda guerra mondiale, più di un pilota italiano si congedò con un aereo per liquidazione e un mestiere da inventarsi. Qualcuno si diede alle acrobazie, allestendo circhi volanti, i più lungimiranti capirono che quegli stessi velivoli potevano tornare in battaglia ma stavolta senza tirare neanche una bomba: le nuove armi sarebbero stati volantini e e striscioni promozionali.

I ragazzi del Piper
È nata così la pubblicità aerea, un settore che negli anni del boom economico aveva innazitutto un player - la Transavio di Italo Ballerio, azienda di Bresso con una flotta di addirittura 40 Piper - e oggi è in mano a una manciata di operatori per una dozzina di velivoli attivi in servizio, quasi tutti Piper Pa-18. Il periodo di attività si concentra nei mesi estivi, soprattutto nei weekend. Il teatro delle «esibizioni» è rappresentato dalle spiagge affollate di bagnanti: i migliori mercati sono Veneto, riviera Romagnola e Marche sull’Adriatico, poi la Liguria, Toscana, Lazio e Campania sul Tirreno con Salento e Nord della Sardegna come «new entry». I piloti sono inquadrati come lavoratori stagionali: retribuzione netta che oscilla dai 20 ai 40 euro l’ora cui si aggiungono le indennità di trasferta.

Quanto costa una missione
Una missione comporta per l’iserzionista un investimento iniziale che va dai mille e ai 2mila euro per la realizzazione del banner pubblicitario - 100 metri quadri dello stesso tessuto che si usa per le vele spinnaker - poi le spese di volo che variano dai chilometri parcorsi, spaziando dai 700 ai 1.600 euro. Se siete interessati al servizio, dimenticatevi però il volantinaggio, tanto in voga negli anni Ottanta: oggi è vietato dalla legislazione a salvaguardia dell’ambiente. «Il settore non muove cifre esorbitanti», spiega Giuliano Catacchio, direttore commerciale di Aertraining, una tra le principali aziende di settore, nella cui flotta figura anche il Piper che fu utilizzato per le riprese del film premio Oscar Mediterraneo di Gabriele Salvatores, «ma è un settore sul quale sono tornati a concentrarsi gli interessi delle grandi aziende». Nel portafoglio clienti della società bresciana, fondata da un ex pilota di Transavio, rientrano brand di abbigliamento come Moncler, del food come Ferrero, case editrici come Mondadori e major cinematografiche come Disney. «I contatti arrivano tramite agenzie di pubblicità», aggiunge Catacchio.

Diego Abatantuono sul set di «Mediterraneo» con il Piper della flotta Aertraining

Dove osano gli aerostati
Se agli aerei preferite i palloni aerostatici, attenti all’offerta di Aeronord, azienda di Sesto San Giovanni che li produce e li utilizza per la pubblicità. Da sempre: sono stati loro a far volare sullo Stivale il pallone Goodyear - chi non ricorda i celebri dirigibili, una vera icona dell’aviazione mondiale - fino ai primi anni Duemila. E adesso hanno clienti come Carrefour, Coca Cola e Ducati. Il fatturato oscilla sui 500mila euro «e dalla pubblicità e gli eventi arriva un contributo importante», spiega il patron Enzo Cisaro.

Dirigibili che pubblicizzavano Goodyear e Fujifilm alle Olimpiadi di Los Angeles 1984

Dirsi «Ti amo»tra le nuvole
Tra i segmenti emergenti, c’è quello delle pubblicità private: messaggi come un “Ti amo” o “Perdonami” indirizzati al proprio partner con un investimento tra i 500 e i mille euro. «Un segmento molto interessante», secondo Claudio Barbieri, direttore operativo della concessionaria Europe Media che opera attraverso il sito pubblicitaerea.it tra i cui clienti c’è stato pure il governatore Luca Zaia nella campagna referendaria per l’autonomia del Veneto. Perché anche la comunicazione politica è tornata a volare. Com’era ai tempi di D’Annunzio.

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