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Tecnologie, brevetti e servizi: così l’innovazione trova…

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L’evoluzione degli studi

Tecnologie, brevetti e servizi: così l’innovazione trova fondi

(Marka)
(Marka)

C’è chi punta sugli aiuti per l’acquisto di attrezzature, software e assistenza tecnologica. Chi finanzia parte di un piano di sviluppo o effettua un vero e proprio check-up a tutto tondo delle potenzialità tecnologiche. Per tutti il filo rosso è il sostegno all’innovazione. Se è questa la chiave di volta per migliorare il fatturato e la redditività, da Nord a Sud le Regioni si attivano periodicamente mettendo in campo strumenti per accompagnare, oltre alle Pmi, anche i professionisti e gli studi nel salto di qualità.

Il Sole 24 Ore ha selezionato tre bandi a sportello aperti in Valle d’Aosta, Piemonte e Calabria, cofinanziati con i fondi europei 2014-2020 (Fesr o Fse), con finalità e caratteristiche diverse a seconda della Regione.

Con il bando «Ideazione» la Calabria offre un sostegno a tre facce. Il professionista o lo studio che superano la fase di selezione possono infatti ottenere un audit tecnologico per identificare le opportunità di sviluppo tecnologico. Non solo. Possono inoltre contare su analisi di mercato e brevettuali per monitorare tecnologie di particolare interesse o su ricerche per individuare possibili partner con cui condividere un progetto innovativo. L’istruttoria si concluderà entro 60 giorni dalla data di presentazione della domanda.

Una volta superata la verifica di ammissibilità con il controllo di tutti i requisiti necessari (si veda la scheda a fianco) i professionisti (o le imprese) saranno contattati dal soggetto gestore Fincalabra per una visita presso la loro sede. A quel punto una commissione procederà alla valutazione delle proposte attraverso precisi criteri.

Il punteggio massimo è di 100 punti. Saranno ammesse all’erogazione dei servizi le domande con una valutazione uguale o superiore a 60. A fare premio saranno le innovazioni radicali con un alto grado di originalità e complessità progettuale, l’impatto sulle quote di mercato, il coinvolgimento di figure qualificate, le iniziative che prevedono di ridurre le ricadute sull’ambiente.

La Valle d’Aosta finanzia piani di sviluppo da almeno 50mila euro da uno a due anni di carattere tecnologico e innovativo con contributi a fondo perduto fino al 65% delle spese per realizzarli. Possono partecipare al bando nuove imprese innovative, ma anche liberi professionisti che devono però rispettare una serie di requisiti.

In primo luogo devono essere operativi da non meno di sei mesi e non più di 5 anni e avere come attività esclusiva o prevalente la ricerca, lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi. I costi di ricerca e sviluppo devono inoltre rappresentare almeno il 10% del totale di esercizio nei tre anni che precedono la concessione dell’aiuto. Nel caso di un’attività appena avviata senza dati finanziari precedenti occorre la certificazione di un revisore dei conti esterno con almeno 8 anni di esperienza in gestione di start up o 5 in gestione di incubatori o acceleratori di impresa.

Infine il Piemonte: qui si concedono prestiti a sostegno di investimenti di almeno 50mila euro per l’innovazione, la sostenibilità ambientale, l’efficienza energetica e la sicurezza nei luoghi di lavoro. Accanto alle micro, piccole e medie imprese possono partecipare anche gli studi scientifici e tecnici più strutturati purché rispettino una serie di requisiti, tra i quali l’iscrizione al Registro delle imprese.

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