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Lombardia, ritorno alla concorrenza. Divorzio Ferrovie…

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servizi ferroviari regionali

Lombardia, ritorno alla concorrenza. Divorzio Ferrovie Nord-Trenitalia

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Regione Lombardia punta sulla concorrenza per risollevare le sorti del servizio ferroviario regionale, giudicato dai pendolari tra i meno affidabili d’Italia. L’esperienza Trenord, nata nel 2011 sotto la presidenza Formigoni e controllata al 50% da Ferrovie Nord Milano (Regine Lombardia) e Trenitalia (gruppo Fs), è giunta al capolinea. Nell’arco dei prossimi 6-8 mesi, a valle di un complesso processo di riorganizzazione incentrato sulla gestione separata del servizio di trasporto ferroviario regionale, in Lombardia saranno attive due distinte imprese ferroviarie: una controllata da Ferrovie Nord, cioè dalla Regione Lombardia e l’altra da Trenitalia, disciplinate da due diversi contratti di servizio stipulati con la Regione, con l’obiettivo di garantire gli investimenti e migliorare la qualità del servizio. Un regime di competizione virtuosa per ridare dignità al servizio ferroviario regionale.

Il modello a cui guarda il nuovo presidente lombardo Attilio Fontana (Lega), che ieri ha illustrato in Consiglio regionale le linee guida della riforma, è quello parigino della Rete Espressa Regionale. «L’unica soluzione - dice Fontana - è quella di dividerci le tratte, lasciando a Trenitalia quelle più a lunga percorrenza». Per perfezionare questo passaggio si stima un arco temporale che va da oggi a fine anno. Entro il 30 luglio verrà sottoscritto un accordo quadro per definire dettagliatamente le fasi del percorso di riorganizzazione del servizio ferroviario regionale.

In particolare alla nuova “nuova Trenord” (Regione) verranno affidate «le tratte suburbane S attorno alle città», la maggior parte delle quali utilizzano il Passante ferroviario di Milano «e anche il Malpensa Express» basato a Cadorna, mentre Trenitalia potrebbe essere titolare del servizio tra Malpensa e la stazione Centrale di Milano. Regione Lombardia gestirà quindi attorno al 45% del totale delle linee regionali, mentre Trenitalia il restante 55 per cento. Alla domanda se Trenord cambierà nome risponde, Fontana risponde: «È uno degli aspetti di discontinuità che stiamo valutando». Intanto è previsto il cambio immediato di governance di Trenord con decadenza di tutti i patti parasociali e quindi con autonomia da parte del nuovo a.d. per costruire un nuovo managment. Trenitalia, nel vertice di lunedì a Palazzo Lombardia, ha confermato di essere d’accordo nel ripartire in maniera differente le quote di Trenord.

«Con l’amministratore delegato di Fs, Renato Mazzoncini - prosegue Fontana - abbiamo condiviso i passaggi per dare ai nostri pendolari treni più moderni e confortevoli e linee più efficienti. Questo è quello che ci interessa». La Regione, come ente regolatore, detterà i parametri per l’età idonea della flotta. Trenitalia dovrà dunque investire in nuovo materiale rotabile per equilibrare l’età media delle due flotte che oggi vede quella regionale attestarsi intorno ai 10 anni, mentre quella dei treni Fs è di circa 40.

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