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Cuki e Domopak in mani tedesche ma la governance resta italiana

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Cuki e Domopak in mani tedesche ma la governance resta italiana

«Dopo dieci anni di un difficile percorso di ristrutturazione e riduzione del debito finanziario, da oggi possiamo concentrarci sul piano di sviluppo di Cuki, con alle spalle la solidità economica e finanziaria di un grande gruppo come Melitta». Corrado Ariaudo, amministratore delegato del gruppo piemontese che produce i marchi Cuki e Domopak, e fino a ieri suo azionista di maggioranza, spiega così il senso del passaggio al gruppo tedesco del 100% delle azioni della società, leader in Italia nel settore del packaging alimentare.

«Non è un altro pezzo del made in Italy che se ne va – precisa Ariaudo –. Al contrario: grazie a una proprietà solida, che provvederà a ripianare il debito residuo, ora possiamo procedere con maggiore decisione nella nostra strategia di crescita, che avevamo comunque portato avanti anche in questi anni difficili». Il travaglio dell’azienda inizia nel 2005-2006, quando i marchi Cuki e Domopak erano ancora nell’orbita di Comital Saiag, società di Volpiano (nel Torinese) poi ceduta al fondo M&C di Carlo De Benedetti. Nel 2009 l’azienda viene rilevata da Ariaudo che, anche attraverso la cessione di alcune linee produttive, come la laminazione d’alluminio, riesce a ridurre il debito da 260 a 67 milioni di euro, raggiungendo inoltre nel 2017 un fatturato di oltre 200 milioni di euro, per un quarto realizzato all’estero.

Proprio all’espansione sui mercati esteri sono state rivolte alcune recenti operazioni strategiche: la joint venture con un partner locale per l’apertura di uno stabilimento in Polonia, nel 2013, attraverso cui sostenere lo sviluppo dell’attività nei mercati dell’Est Europa; l’apertura dello stabilimento di La Terrasse in Francia, a metà 2017, dedicato alla produzione di contenitori in alluminio e cartoncino destinati al mercato francese, tedesco, svizzero, spagnolo, al Benelux e al Regno Unito. E sempre nel 2017 l’acquisizione di Ilmak, in Turchia, che opera nei mercati medio-orientali e balcanici.

Per Ariaudo l’operazione – che sarà perfezionata nei prossimi, previa approvazione da parte dell’Antitrust – è anche il riconoscimento del successo del lavoro di ristrutturazione compiuto in questi anni. L’obiettivo è crescere più della media del mercato, da anni stagnante, e consolidare la presenza oltreconfine. La conferma di Ariaudo alla guida del gruppo (che oggi conta 503 dipendenti di retti, di cui 376 in italia) è il segno della continuità di questo piano di sviluppo. «Della continuità ma anche della sua accelerazione», precisa l’ad. Cuki Group potrà infatti contare, d’ora in avanti, non soltanto della forza finanziaria di Melitta, principale produttore europeo di prodotti per la conservazione, preparazione e congelamento di alimenti, con 110 anni di storia alle spalle e un fatturato di 1,54 miliardi di euro. Ma potrà inoltre far leva sulle sinergie in ambito europeo con Cofresco Frischalteprodukte, controllata al 100% da Melitta, operante nel settore del packaging alimentare e già socio al 18% della controllata operativa di Cuki, Cuki Cofresco. «Questa operazione è espressione della nostra strategia di internazionalizzazione e della nostra ambizione di crescita e sviluppo – ha detto infatti Kurt Groh, direttore Corporate Finance di Melitta – Cuki con la sua gamma di prodotti si inserisce perfettamente nella nostra offerta e condivide i nostri stessi valori imprenditoriali».

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