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Mirandola nell’era biomedicale. Così nasce il brevetto salva…

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Mirandola nell’era biomedicale. Così nasce il brevetto salva vita

È frutto di un’alleanza transoceanica tra due giovani aziende biomedicali con piccoli numeri ma altissimo potenziale, la modenese Aferetica e l’americana CytoSorbents, il brevetto mondiale “PerLife”, presentato pochi giorni fa a Madrid al Congresso internazionale dei trapianti: un sistema che attraverso la “pulizia” degli organi vivi da trapiantare è in grado di aumentare dal 20 al 30% la percentuale di successo dell’intervento chirurgico. In uno scenario globale in cui il gap tra domanda e offerta è del 90%, ovvero c’è un solo organo disponibile a fronte di 10 trapianti da eseguire.

«Dopo quattro anni di ricerca siamo pronti a passare dalla fase pionieristica a quella industriale. La chiave di volta è stata l’integrazione dell’innovativo filtro PerSorb di CytoSorbents, grazie alla partnership siglata dieci mesi fa. Ora puntiamo a concludere la certificazione dell’apparecchiatura, dei disposable e delle soluzioni per iniziare la commercializzazione entro l’inizio del 2019. Il nostro obiettivo è produrre più di 300 apparecchiature da qui al 2021 e quadruplicare il fatturato, dai 2,5 milioni di euro del 2017 a 10 milioni nel giro di tre anni», afferma Mauro Atti, amministratore delegato di Aferetica. Start-up innovativa da lui creata nel distretto di Mirandola nel 2014, assieme a Stefano Rimondi (altro nome con un lungo curriculum nel polo biomedicale), all’interno del Parco scientifico-tecnologico costruito dopo il sisma per stimolare la ripartenza del più importante cluster in Europa dei dispositivi monouso: nella Bassa Modenese è concentrato oggi un centinaio di aziende, per 5mila addetti e un miliardo di euro di giro d’affari.

«Il successo del nostro progetto è il risultato di un lavoro di squadra che ha coinvolto tutto il distretto. Attorno ai nostri 12 ricercatori diretti ci sono almeno altre cinque aziende del territorio, per una cinquantina di persone, tra meccanica, elettronica, disposable», precisa Atti, convinto che per una start-up come Aferetica non abbia senso crescere dimensionalmente per impelagarsi nella produzione, quando ci sono già nel Mirandolese tutte le competenze e le tecnologie necessarie a sviluppare e trasformare idee medico-scientifiche in dispositivi per il mercato. «Sono le idee la merce più preziosa e non nascono stando chiusi nei laboratori ma andando in giro per gli ospedali a parlare con clinici e sanitari – l’ad di Aferetica fa suo il mantra di Mario Veronesi, il padre del distretto, fondatore dell’azienda capostipite Bellco nel 1972 –. E anche questo nuovo brevetto PerLife nasce dalle discussioni e dalla collaborazione con il prof. Giuseppe Remuzzi dell’Istituto Mario Negri, con i medici dell’Ospedale di Bergamo, con i ricercatori delle Università di Torino e Pisa, con il Centro nazionale trapianti».

Il macchinario made in Mirandola funziona così: l’organo da trapiantare, prelevato dal donatore, viene sottoposto a una perfusione, ossia un lavaggio a temperature tra i 4 e i 37 gradi con un liquido affine a quello corporeo, che lo purifica e ne migliora funzionalità e vitalità, aumentando del 20-30% la possibilità di recuperare organi cosiddetti marginali (altrimenti inutilizzabili) e quindi il numero di trapianti. Il valore aggiunto portato dalla Corporation CytoSorbents di Monmouth Junction, quotata al Nasdaq, leader nei sistemi salvavita di depurazione del sangue in terapia intensiva (15,1 milioni di dollari di ricavi 2017, con un exploit del +59% in dodici mesi e 8,8 milioni di spesa in R&S solo nell’ultimo anno), è la tecnologia racchiusa nel brevetto CytoSorb: si tratta di polimeri che come spugne assorbono le impurità del sangue evitando infezioni e sepsi. «Nel New Jersey c’è il più importante distretto mondiale di queste resine sintetiche assorbenti, così come a Mirandola c’è il polo dei dispositivi monouso e in Valtellina quello delle soluzioni infusionali per gli ospedali», aggiunge Atti, citando la terza gamba del progetto. Arrivano infatti dalla Valtellina le soluzioni per perfondere e depurare con il nuovo sistema PerLife gli organi ex vivo da trapiantare, per ora rene e fegato, che rappresentano l’88% dei 136mila trapianti di organi fatti lo scorso anno nel mondo. Ed è figlio del fondatore di Bieffe Medital (marchio storico del distretto sondriese, oggi gruppo Baxter) Alberto Siccardi, titolare della società biomedica svizzera Medacta che ha iniettato da poco un altro milione di euro in Aferetica, di cui è azionista, per accelerare lo sviluppo del brevetto.

Non esistono confini e bandiere, insomma, quando in gioco ci sono innovazioni e terapie medico-scientifiche in grado di cambiare la sopravvivenza dell’uomo. E mirano proprio a consolidare il ruolo di crocevia internazionale di Mirandola, i nuovi investimenti in arrivo nel distretto per spingere innovazione e formazione: «Entro il 2019 sarà pronto l’ampliamento del Tecnopolo, da 600 a mille mq – spiega Giuliana Gavioli, vicepresidente Democenter con delega al Parco scientifico-tecnologico – con nuovi laboratori, una sala usability, un incubatore. E il Comune si è già impegnato ad aprire altri 2mila mq di spazi per coworking e incubazione, dove ospitare non solo start-up ma anche laboratori di imprese e favorire la contaminazione tra scienze, economica, It, digitale. Inoltre l’Its Biomedicale sta lavorando a un nuovo corso post diploma in Scienze della vita focalizzato sull’Industria 4.0, mentre all’UniMore partirà nel 2019 un Master di II livello in Scienze regolatorie dei dispositivi medici».

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