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Stelle (marine) e manager per i «chiringuito» della Calabria

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lavoro e turismo

Stelle (marine) e manager per i «chiringuito» della Calabria

Gestire un chiringuito sulla spiaggia? Coordinare tutte le attività di uno stabilimento balneare? Ci vuole un manager che diriga la struttura con capacità imprenditoriali e competenze specifiche. In Calabria i direttori dei lidi sono da tempo una realtà on the beach: operano grazie all’abilitazione conseguita a conclusione di un corso organizzato un paio d’anni fa da Terredamare, consorzio che aggrega un centinaio di stabilimenti dell’area tirrenica e jonica cosentina, e Confesercenti. Otto mesi di formazione: 400 ore, di cui la metà in aula, l’altra metà in spiaggia.

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Stelle marine per classificare i lidi
La Calabria è stata la prima regione a dotarsi di queste nuove figure professionali. Ma la legge regionale n. 17/2005 (“Norme per l’esercizio della delega di funzioni amministrative sulle aree del demanio marittimo”), che regola anche l’attività delle 2.500 imprese balneari, resta in parte incompiuta. «La classificazione degli stabilimenti, contenuta nella tabella A del Piano di indirizzo regionale approvato nel 2007, è solo sulla carta», spiega Francesco Imbroisi, direttore del Consorzio Terredamare. Prevede l’assegnazione da 1 a 4 stelle marine super, in base alla sistemazione dell’area (superficie destinata a verde, distanza tra i punti d’ombra), alle attrezzature e ai servizi offerti all’utenza (in primis pronto soccorso, salvataggio in mare, accessi senza barriere). Al pari di un hotel.

Il settore balneare in Calabria
Mentre si attende una rivisitazione organica dell’impianto normativo del demanio marittimo, il settore, strategico per tutta la filiera turistica e commerciale, amplia l’offerta e punta su nuove professionalità. Del resto, quello delle strutture balneari è un contributo non proprio secondario alla crescita dell’economia turistica della Calabria: vale due milioni di euro a stagione, 25mila lavoratori e interessa meno del 30% della spiaggia libera balneabile, in media 2mila metri quadrati a struttura.

Wellness beach
«Gli stabilimenti sono cambiati radicalmente negli ultimi dieci anni – aggiunge Francesco Imbroisi – prima fornivano solo sdraio e ombrellone, adesso l’offerta è diventata ricca e complessa. Il mare è per noi come la neve in Trentino. Così le nostre strutture si sono arricchite di centri benessere e di tutti i servizi “wellness beach”, dallo yoga ai pilates». E ovunque il wi-fi. Nello stabilimento di Imbroisi, il Beach Story, a Paola, lavora Lorena Giugnatico. Ha 33 anni, gestisce l’accoglienza e coordina 14 operatori balneari impegnati tra mini club, area benessere, bar, ristorante. «In un lido da 4 stelle marine in su è indispensabile la figura del direttore di stabilimento».

Qualificare l’accoglienza turistica
Per la prossima stagione l’intenzione del consorzio Terredamare è di tornare a investire sulla formazione per qualificare il servizio di accoglienza turistica diurna: «Si prevedono nuovi corsi per continuare a innalzare il livello degli operatori turistici calabresi», spiega Adele Filice responsabile della comunicazione del consorzio e direttrice della rivista Terredamare. Economia, marketing, gestione risorse umane, contabilità aziendale, normativa di riferimento, scienze turistiche, conoscenze storiche e del territorio, fra le materie d’insegnamento.

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