Economia

Ilva, ecco il piano ArcelorMittal per abbattere CO2, polveri e diossine

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AL TAVOLO del mise

Ilva, ecco il piano ArcelorMittal per abbattere CO2, polveri e diossine

Maggiori dettagli e vincoli più stringenti. In occasione della riunione al Mise, ArcelorMittal, azionista di maggioranza della cordata Am Investco Italy, che si è aggiudicata gli asset dell’Ilva in amministrazione straordinaria, ha presentato il proprio «addendum» al piano industriale a 61 interlocutori chiamati al tavolo – che si è concluso – dal ministro dello Sviluppo Luigi Di Maio.

In base al documento, ArcelorMittal si impegna a ridurre del 15% le emissioni di anidride carbonica per tonnellata di acciaio liquido prodotto, abbattendo rispettivamente del 30% e del 50% (rispetto alle migliori tecnologie europee disponibilili) le polveri e le diossine derivanti dall’impianto sinterizzazione, grazie all’applicazione di filtri ibridi di ultima generazione. In aggiunta, la multinazionale assicura che a Taranto, dal 2020 in poi, non ci saranno più wind days. Spazio anche alle tecnologie low carbon: previo studio di fattibilità, a piano concluso e per le tonnellate eccedenti i limiti produttivi ambientali.

Un pacchetto ambientale al quale si aggiungono anche impegni sul fronte della ricerca (l’azienda fornisce maggiori dettagli sul centro di Taranto, sul quale saranno investiti 10 milioni) e dei rapporti con la comunità (si prevede di saldare le pendenze con l’indotto e sono previste aperture della fabbrica alla cittadinanza).

Oggi tavolo al Mise sull'Ilva

Gli interventi per l’ambiente
Nel documento Mittal affronta innanzitutto il tema della copertura dei parchi delle materie prime, rivendicando il merito di avere aderito al piano dei commissari, dando così la possibilità dell’avvio immediato dei lavori. L’azienda assicura ora che per i parchi di minerale ferroso terminerà i lavori con 18 mesi d’anticipo (a gennaio 2020) rispetto al piano ambientale, mentre per i parchi carbone il termine lavori sarà anticipato di 13 mesi (giugno 2020).

Uno degli snodi centrali della proposta aggiuntiva di Mittal riguarda gli interventi sulla depolverazione dell’impianto di sinterizzazione, che saranno anticipati di 6 mesi sulla prima linea, e di 8 sulla seconda. L’azienda intende utilizzare la tecnologia proprietaria dei filtri ibridi, adottato finora solo in tre siti produttivi del gruppo (a Zenica, a Gent e in Polonia). «L’impianto di sinterizzazione di Taranto rappresenterà il più grande progetto finora realizzato - spiegano i tecnici di Mittal - e trarrà vantaggio dall’esperienza acquisita durante il periodo di test dell’impianto pilota e dalle prime applicazioni industriali complete in altri siti ArcelorMittal». Con questa tecnologia si punta alla riduzione del 30% e 50% delle polveri rispetti ai valori associati alle migliori tecnologie disponibili. Si prevede anche la riduzione del consumo energetico e delle emissioni di CO2 rispetto alle soluzioni attualmente imposte dal decreto ambientale. In generale, per la co2, ArcelorMittal si impegna a ridurre le emissioni del 15 per cento.

Mittal interverrà anche sulle cokerie miglioramento entro 36 mesi dall’ingresso gli impianti di desolforazione, con l’obiettivo di raddoppiarne l’efficacia.

Altri impegni ambientali riguardano la pavimentazione del parco loppa (entro 12 mesi) e l’anticipo di 8 mesi degli interventi sulla raccolta delle acque piovane.

Per quanto riguarda le tecnologie low carbon, l’azienda si impegna, anche per il periodo successivo alla durata del piano Industriale, a mantenere la produzione dell’acciaieria a ciclo integrato ad un livello non eccedente gli 8 milioni di tonnellate di acciaio liquido annue, con la possibilità di incrementare ulteriormente tale livello produttivo mediante l’impiego, per la realizzazione dei volumi produttivi addizionali, di processi di produzione a basso utilizzo di carbone (quali processi di produzione a base di gas naturale), verificate
le relative condizioni di sostenibilità tecnica ed economica. Mittal accetta «l’obbligo a elaborare e trasmettere ogni due anni, uno studio di fattibilità in merito all’implementazione presso lo stabilimento di Taranto di processi di produzione alimentati a gas naturale – nonché di processi alternativi di produzione a basso utilizzo di carbone – basato sui criteri del contratto e recante puntuale indicazione del prezzo del gas naturale e/o delle altre risorse alternative impiegate che renderebbero sostenibile l’implementazione delle tecnologie considerate».

Maggiori dettaglia anche sul centro di ricerca: costerà 10 milioni, saranno impiegati 20-25 ricercatori, ogni anno Mittal trasmetterà una relazione dettagliata sull’attività.

Infine, nell’ottica di un approccio all’economia circolare, Mittal intende incrementare nel processo produttivo l’utilizzo di rottami metallici e in generale ad aumentare del 15% l’utilizzo di residui e sottoprodotti.

La collaborazione sul territorio
ArcelorMittal si impegna a cooperare attivamente con Arpa Puglia, Asl e Ares per
l’aggiornamento annuale della Valutazione del danno sanitario. L’azineda immagina di produrre in futuro politiche di «fabbrica aperta» («open plant») volte a promuovere la trasparenza nella gestione, anche mediante: apertura impianti industriali a visite guidate in conformità alle politiche internazionali
standard di ArcelorMittal al fine di illustrare i progressi nel ripristino; consultazioni con i rappresentanti delle comunità locali con cadenza almeno semestrale per comprenderne priorità e preoccupazioni; pubblicazioni periodiche con cadenza almeno annuale di rapporti per rendere noti i progressi
effettuati dall’affittuario nel raggiungimento dei propri obiettivi ambientali e industriali; divulgazione periodica dei dati sulle emissioni con cadenza almeno semestrale.

Altri impegni per la comunità riguardano la promozione di interventi sul verde, sulla scuola, sulla sanità e sull’imprenditoria, con l’obiettivo di investire tra i 500mila e un milione di euro per 5 anni.

Lavoro e indotto
La discussione sulle soglie occupazionali è sostanzialmente demandata al confronto sindacale. Per quanto riguarda l’indotto, ArcelorMittal si obbliga, anche ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 1381 del codice civile ad applicare, in relazione ai pagamenti dovuti nei confronti di fornitori dell’indotto, le disposizioni previste dal decreto legislativo dello scorso ottobre 2002. ArcelorMittal si impegna inoltre a pagare i debiti ceduti entro il relativo termine di scadenza ovvero, qualora detto termine sia già scaduto alla data di esecuzione, entro 30 giorni dalla stessa data.

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