Economia

La Calabria cresce anche grazie ai fondi europei

  • Abbonati
  • Accedi
politiche di coesione

La Calabria cresce anche grazie ai fondi europei

(Fotogramma)
(Fotogramma)

Lo ha certificato nei giorni scorsi la Svimez, lo ha constatato il ministro per il Sud Barbara Lezzi nel corso dell’incontro a Catanzaro con il governatore Mario Oliverio: la Calabria cresce e lo fa grazie ai Fondi europei. Che sta utilizzando correttamente.  Almeno così sembra. I tecnici del ministero e dell’Agenzia per la coesione arrivati a Catanzaro hanno preso atto di una situazione che forse non è brillante ma sicuramente appare positiva tanto da non ritenere opportuno, per questa regione, varare il protocollo di cooperazione rafforzata così come è stato fatto per la Sicilia.

Il ministro: «Far ripartire il Sud conviene anche alla Lega»

Il ministro non si è sottratto alle domande sul tema delle grandi opere e dello scontro con il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini: «Troveremo un accordo sulla base dell’analisi costi-benefici e sul rispetto dei numeri che ne verranno fuori sia per Tav che per Tap. I numeri sono numeri - ha detto-. L’altro giorno, presentando un anticipo del Rapporto Svimez è emersa l’interdipendenza non indifferente tra Nord e Sud. Perché la Lega, dunque, non dovrebbe essere d’accordo a far ripartire il Sud in maniera significativa? Finalmente. Sarebbe un successo storico anche per la Lega. Tutti gli investimenti che vanno dalle strade, alle ferrovie, all’università, alla ricerca e ai settori innovativi, portano lavoro.Ed è il lavoro che porta al consumo interno. E quindi anche ad un maggiore sviluppo per le nostre piccole aziende che hanno a che fare con l'artigianato, con l'agroalimentare e con tutto quello che, soprattutto al Sud, sappiamo fare benissimo».

I dati della Svimez sulla Calabria
Partiamo dal dato della Svimez di cui forse troppo poco si è parlato nei giorni scorsi, almeno per quanto riguarda la Calabria. Il rapporto segnala che «nel 2017, Calabria, Sardegna e Campania sono le regioni meridionali che fanno registrare il più alto tasso di sviluppo, rispettivamente +2%, +1,9% e +1,8%». E anche se si tratta di variazioni del Pil comunque più contenute rispetto alle regioni del Centro-Nord, dopo tanti anni la Calabria si ritrova con un risultato economico positivo, il migliore nel 2017 tra le regioni esaminate dal rapporto e comunque la regione è terza se guardiamo al dato cumulato per gli anni 2015-2017 con un 4,1 per cento a fronte di un 11,1% della Basilicata e 5% della Campania. Il giudizio della Svimez è netto: «In Calabria, la regione che l’anno scorso ha fatto segnare la più significativa accelerazione della crescita, nel periodo 2015-2017 sono state soprattutto le costruzioni a trainare la ripresa (+12% nel triennio), grazie anche alle opere pubbliche realizzate con i fondi europei, seguite dall'agricoltura (+7,9%) e dall'industria in senso stretto (+6,9%). Molto più modesto nell'ultimo triennio l'andamento dei servizi (+2,9%)».

Una proroga strategica per le Regioni in difficoltà

E certo stando così le cose la Calabria, questa volta, non è certo tra le regioni che abbisognano di attenzioni particolari. Come avviene per altre (della Sicilia abbiamo detto) per le quali il ministro è pronta a chiedere una proroga per evitare di perdere risorse in caso di mancato raggiungimento del target fissato dall’Ue: «A settembre - ha detto - incontrerò al ministero il capo di gabinetto della commissaria europea alle Politiche regionali, Corina Cretu, per discutere della possibilità di una proroga 'chirurgica' per quei programmi che sono in ritardo con la rendicontazione e a fine anno, magari solo per qualche mese, rischiano di perdere risorse». Per il futuro il ministro auspica un cambio di metodo: «In virtù soprattutto della nuova programmazione europea post 2020 vorrei che la stessa programmazione si facesse con il coinvolgimento di tutte le Regioni del Mezzogiorno in modo da evitare di avere progetti frammentari e ottenere maggiore organicità. La presenza del Ministero - ha aggiunto il ministro - sarà per questo su tutte le regioni. Tra l’altro abbiamo anche cambiato la norma in capo all’Agenzia per la Coesione in modo da operare scelte sul territorio e anche nei Comuni che, molto spesso, non hanno all’interno le risorse giuste per poter programmare. Ci sarà quindi questo ruolo di assistenza».

Il governatore Oliverio: «Siamo nella giusta direzione»

Lo stato dell’arte della spesa comunitaria in Calabria è stato descritto dallo stesso governatore qualche settimana fa nel corso del Comitato di sorveglianza: al 31 luglio è stata certificata alla Commissione una spesa di oltre 200 milioni e «possiamo già annunciare il superamento del target intermedio spesa pari a 173 milioni di euro - ha detto Oliverio -. Stiamo procedendo nella giusta direzione e con il giusto ritmo, ma dobbiamo continuare con la stessa intensità anche nella seconda parte dell'anno: da ora a dicembre abbiamo l'obiettivo di produrre mediamente spese per 30 milioni al mese (dalla precedente riunione di Comitato l'incremento è stato in media di circa 20 milioni al mese) e di raggiungere gli obiettivi realizzativi che ci siamo prefissati, perché la spesa ha senso se è una buona spesa e se porta risultati ai cittadini calabresi.Il frutto del nostro impegno si vede nel fatto che abbiamo attivato oltre l'80% delle risorse disponibili grazie a circa 40 avvisi pubblici, di cui la metà già chiusi con graduatoria definitiva».

Le Zes, il ministro: «Occorre sburocratizzare»
Infine il ministro ha parlato delle Zes, anche in vista della sua visita a Gioia Tauro: in materia di Zone economiche speciali «la sburocratizzazione equivale ad una iniezione di risorse - ha detto il ministro per il Sud -. Lavoreremo soprattutto sulle semplificazioni perché quelle rappresentano l'aspetto più importante e, come ho detto anche in altre occasioni, sono oggetto di un tavolo che vede impegnati diversi ministri di questo Governo. Sulla Zes di Gioia Tauro abbiamo ragionato assieme al presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio e domani sarò proprio a Gioia Tauro, che è il perno della Zes calabrese».

© Riproduzione riservata