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Berchidda ombelico del jazz. La creatura di Paolo Fresu richiama artisti e…

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l’altra sardegna

Berchidda ombelico del jazz. La creatura di Paolo Fresu richiama artisti e turisti

E ora i numeri. Quelli romani che compongono il XXXI e cuciono storie, arte, musica, ambiente, cucina poesia e letteratura.

In viaggio tra paesi costieri e dell’entroterra seguendo un cammino avviato ormai 31 anni fa e che oggi vede alternarsi e mescolarsi musicisti e artisti internazionali con gli emergenti, deejai e star da palco. “Time in jazz”, evento ideato e diretto dal trombettista Paolo Fresu compie 31 anni e da Berchidda, piccolo centro di 2.700 abitanti in provincia di Sassari e per dieci giorni (dall’8 al 16 ma con una anticipazione il 7) lancia la nuova sfida. Quella della musica contaminante e trascinante.

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Ma anche capace di unire e far convivere pittura e letteratura, poesia e installazioni grafiche oltre che video e cortometraggi. Punto di partenza proprio il numero XXXI che, per la prima volta vede abbandonare la consuetudine di ruotare intorno a un tema caratterizzante. «Ciò che vogliamo fare per i prossimi 3 anni – anticipa Paolo Fresu nelle sue note di presentazione - è giocare sui numeri romani XXXI, XXXII, XXXIII perché ci appassiona ed è stimolo per nuove connessioni artistiche e creative. Del resto, se abbiamo fatto 30 possiamo fare 31 e, dopo l’edizione del 2020, proveremo a “dire 33” per comprendere se lo stato di salute di Time in Jazz è buono. Perché lo sia continueremo ad impegnarci come abbiamo fatto in questi primi 30 anni. Con passione e dedizione. Mettendoci all’ascolto di quelle che sono le novità della musica contemporanea in campo internazionale ma senza dimenticare il jazz italiano che, sempre di più, è presente in seno al programma del nostro festival».

E i numeri sono quelli che caratterizzano anche la manifestazione che registra 60mila presenze (movimentando oltre un milione e mezzo di euro) 30 iniziative musicali distribuite in 20 centri. Globale e locale, con artisti noti e giovani emergenti locali. Non a caso sul palco “diffuso” si esibiranno il sassofonista americano Steve Coleman con i Five Elements, il suonatore di oud e cantante tunisino Dhafer Youssef, la formazione franco-algerina-marocchina Fanfaraï Big Band e, in arrivo dalla Svezia, il pianista Jan Lundgren e il trombonista Nils Landgren con i rispettivi progetti. Spazio agli italiani con Enrico Rava con il suo gruppo Tribe (Gianluca Petrella, Giovanni Guidi,Gabriele Evangelista, Fabrizio Sferra), Gegè Munari, Greta Panettieri, Enrico Zanisi, William Greco, Emanuele Maniscalco, Carla Casarano,Matteo Bortone, Vincenzo Saetta, Gabrio Baldacci,Francesco Lento, Pasquale Mirra, Marco Bardoscia, Stefano Tamborrino, Francesco Diodati, Luca Bulgarelli, oltre ai quasi esordienti Plus 39, ovvero il gruppo composto dai migliori allievi della scorsa edizione del Seminario Nuoro Jazz, e al batterista berchiddese Giovanni Gaias.

Eppoi i protagonisti di “Time is Over”, l’appendice ai concerti in programma nelle quattro serate (quelle da domenica 12 a mercoledì 15) sul palco “centrale” del festival, quello allestito nella piazza del Popolo a Berchidda: un momento “dopofestival” curato da Gianluca Petrella, all’insegna di groove e ritmiche africaneggianti, hip-hop e scratch con ospiti di volta in volta diversi come Mop Mop (Andrea Benini) con Pasquale Mirra, il progetto “Aforemention” di Tommaso Cappellato, dj Gruff con lo stesso Petrella, e altri a sorpresa.

Anteprima anteprima martedì 7 a Sassari: nella centrale piazza Santa Caterina, alle 21.30 si accendono i riflettori per Greta Panettieri, una delle voci più interessanti del panorama italiano e internazionale. A Chiudere la maratona musicale, giovedì 16, nell’omonimo stagno, con il rinnovato incontro in musica tra il caldo timbro della tromba e del flicorno di Paolo Fresu con l’inconfondibile canto e le sonorità dell’oud di Dhafer Youssef.

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