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La soddisfazione passa da una profonda conoscenza di sé stessi

Coaching

La soddisfazione passa da una profonda conoscenza di sé stessi

«Troppo spesso le persone restano ancorate a un'immagine costruita della propria identità. Invece, tutte le esigenze personali vanno rispettate, ascoltate e fuse in un tutt'uno, perché sono tutte istanze che corrispondono alla nostra vera essenza ». Valgono per molti di noi l'analisi (e forse anche la soluzione) che Giovanna Giuffredi formula per l'imprenditore che, con la sua storia, è protagonista della seconda «Pillola di coaching» online sul canale lavoro Job24.

Nel video si parla di Massimo (il nome è di fantasia) , titolare di una società di comunicazione, molto affermato nel lavoro e considerato un esperto e un punto di riferimento nel suo mercato. Nonostante i tanti successi e i buoni risultati economici, però, l'uomo era profondamente insoddisfatto e per questo aveva intrapreso un percorso di coaching. Fuori dal lavoro, Massimo coltivava da anni la passione per le filosofie orientali, aveva preso nel tempo libero una laurea in psicologia, leggeva tutto quello che poteva nutrire la sua sete di conoscenza e di crescita personale e sentiva che era ormai arrivato il momento di rilasciare per gli altri quanto aveva preso e appreso. Voleva ragionare su un un'idea concreta, aveva tutti gli strumenti tecnici e l'esperienza per realizzare un progetto, ma non trovava mai la via che lo convincesse. Nonostante le molte idee, aveva una resistenza.

Sul piano professionale, Massimo si considerava un adulto realizzato in grado di creare business per se e per gli altri. Tutto ciò che riguardava il piano della crescita personale, invece, lo riteneva una sorta di area hobby, un limbo privato dove si sentiva come un bimbo saggio nel paese dei balocchi. «Non c'era contatto tra i due mondi – spiega la coach Giuffredi - Solo ascoltandosi, accogliendo la sua insoddisfazione, Massimo ha permesso ai due personaggi di incontrarsi, di parlarsi, di immaginare l'adulto e il bambino mentre si prendevano per mano e ciascuno offriva un buon consiglio all'altro. Così le idee hanno cominciato a fluire e, gradualmente, Massimo è riuscito a ricomporre questa frattura interiore e a trovare facilmente strade gratificanti e percorribili, anche grazie alla sua esperienza di imprenditore».

(R.San.)

Per ascoltare la storia, cliccate: Pillole di coaching (2) – So(no) troppe cose , voglio sentirmi libero – Giovanna Giuffredi, executive & team coach
(R.San.)
Per il video con la prima pillola di coaching, cliccate: Coaching - Cambiare lavoro? Occorre uscire dalla propria «comfort zone»

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