Management

È lotta per i talenti tra « big Usa» e start-up tecnologiche…

caccia alle competenze

È lotta per i talenti tra « big Usa» e start-up tecnologiche britanniche

Pochi mesi dopo aver lasciato l’ufficio londinese di Google nel 2010, il pakistano Azmat Yusuf ha fondato Citymapper, una app di cartografia urbana ora utilizzata in 29 città di tutto il mondo. Il suo trasferimento da un settore consolidato ad una start-up tecnologica britannica è un esempio di una tendenza ormai comune nel settore. Secondo un nuovo rapporto di Balderton Capital, che ha intervistato 1000 società i primi cinque datori di lavoro del Regno Unito nel campo delle start-up tecnologiche oggi sono Ibm, Hp, Microsoft, Google e Yahoo.

«Aziende come Google, Facebook e Microsoft stanno preparando in modo efficace la nostra forza lavoro locale a diventare imprenditore» dice James Wise, partner di Balderton Capital, la società europea di venture capital. «Alcuni dei fondatori di maggior successo all’interno del nostro portfolio, da Citymapper a TransferWise, sono usciti da queste grandi aziende tecnologiche.» Per questo motivo i recenti annunci, da parte di due delle maggiori aziende di tecnologia degli Stati Uniti, di voler creare centinaia di nuovi posti di lavoro nel Regno Unito, avrebbero dovuto essere visti come un notevole impulso all’intero settore tecnologico britannico.

L’amministratore delegato di Google, Sundar Pichai, ha da poco annunciato che la nuova sede nel Regno Unito del gruppo avrebbe avuto spazio per almeno 3.000 nuovi dipendenti a Londra. Quando Facebook ha seguito la stessa strada con un proprio annuncio la settimana successiva, promettendo di aumentare il suo organico nel Regno Unito a quota 1.500. il doppio di oggi, la cosa ha aumentato di molto la fiducia mostrata dai gruppi statunitensi nelle competenza tecniche della Gran Bretagna.

Ma mentre molti imprenditori e investitori ritengono che queste mosse avranno l’effetto di galvanizzare la forza lavoro locale, altri temono che l’industria - in particolare le piccole aziende di tecnologia e le start-up - potrebbero essere limitate nello sviluppo da una conseuguente carenza di talenti disponibili sul mercato. L’aumento della concorrenza per accaparrarsi gli ingegneri più qualificati, insieme con i più severi controlli sull’immigrazione post-Brexit, stanno alimentando i timori di una crisi nel settore della ricerca del personale nel Regno Unito.

«C’è una guerra globale per il talento, e le nostre aziende (UK) sono assolutamente coinvolte in questa competizione. Per noi è un problema significativo», dice Fred Destin, un venture capitalist di Accel Partners, che siede nel consiglio di amministrazione di molte aziende, tra cui Deliveroo. «Chiunque ti dica che non è in competizione per le risorse umane non sta dicendo la verità».” Né Google, né Facebook hanno detto esplicitamente i quali settori creerebbero posti di lavoro nel Regno Unito, ma entrambi hanno indicato che molte posizioni riguarderanno ingenegneri altamente qualificati di ingegneria, provenienti dal pool di scienziati informatici di talento del Regno Unito.

Capitali tecnologiche europee: Londra è al top
La Gran Bretagna ha la più alta percentuale, in Europa , di laureati sotto i trent’anni in materie scientifiche, tecnologiche e matematiche. È anche una calamita per attrarre il talento: secondo lo studio Balderton, Londra è la patria di 300.345 sviluppatori, più di ogni altra città europea. Ma l’anno scorso il 32 per cento degli sviluppatori del Regno Unito ha cambiato posto di lavoro, secondo lo stesso rapporto. «Gli stipendi sono aumentati notevolmente, soprattutto per le competenze di nicchia come l’apprendimento automatico e la scienza dei dati, perché ci sono alti livelli di logoramento», dice James Wise.

La prospettiva di un aumento degli importi nelle buste paga dovrebbe essere un ostacolo più grande per le start-up, che non per i grandi gruppi tech come Google e Facebook. Le start-up britanniche impiegano attualmente il 31 per cento di coloro che lavorano nelle piccole imprese tecnologiche in Europa, il che rende la Gran Bretagna di gran lunga il maggior datore di lavoro tecnico (per il primo impiego) dell’intero continente. «Le nostre aziende sanno che sugli stipendi non potranno mai competere da sole con le imprese leader a livello mondiale» - dice Wise -. Su questo fronte, la capacità delle start-up di continuare ad attrarre talenti sta per essere messa in difficoltà». In particolare, le aziende tecnologiche britanniche lanciano l’allarme sul fatto che le start-up rischiano di perdere addetti neo-laureati, anche se potrebbero fare un po’ di make-up sui numeri complessivi attraverso le assunzioni di addetti con maggiore esperienza alla ricerca di nuove sfide.

«Google e Facebook possono aumentare la concorrenza per il talento: hanno più probabilità di avere sistemi di reclutamento più sviluppati grazie ai legami più stretti con le università, per esempio, ma possono anche attirare più talenti a Londra», dice Jo Bianco, direttore delle comunicazioni presso l’azienda fintech londinese TransferWise. «Ma le grandi aziende hanno un fascino diverso dalle start-up. Per molte persone dipende dal tipo di esperienza lavorativa che stanno cercando nelle diverse fasi della loro carriera».

Dato che il settore tecnologico del Regno Unito si basa fortemente sulle assunzioni effettuate in tutta Europa (i fondatori di nuove aziende stimano che tra un terzo e la metà degli ingeneri che lavorano nelle start-up del Regno Unito sono stranieri) ci sono preoccupazioni sul fatto che una carenza di personale qualificato potrebbe colpire le aziende, grandi e piccole.

Il background di chi lavora nelle start-up tecnologiche britanniche
Dominic Jacquesson, «responsabile del talento» alla Index Ventures, società che aiuta a trovare personale aziende come Circle e TransferWise, dice che si può già vedere una stretta sui talenti. «Ogni forma di sponsorizzazione dei visti necessari quando il Regno Unito lascerà l’Ue sarebbe un duro colpo per il settore tecnologico del Regno Unito in termini di assunzioni. Quella “piscina profonda” potrebbe davvero iniziare ad asciugarsi», dice.

Copyright The Financial Times Limited

© Riproduzione riservata