Management

I robot sostituiscono l’uomo, ma ne ereditano anche le ansie

L'Analisi|lavoro

I robot sostituiscono l’uomo, ma ne ereditano anche le ansie

I robot sono pronti a prendere il nostro posto, a spodestarci dalla scrivania, a eliminarci dal mondo del lavoro. Ma qualcuno si è mai chiesto come si sentano in questa situazione ad alta tensione emozionale? Le condizioni apprensive non sono, quindi, una prerogativa assoluta dei lavoratori. Anche chi li va a sostituire vive con ansia questo fatidico passaggio.

Nella sua rubrica «La pazienza di Job» sul canale lavoro Job24, Umberto Rapetto riprende e commenta l’articolo «The Robot Are Anxious About Taking Your Job», scritto da Alexandra Ossola su Digg.com. La storia è quella di Joanne Pransky, l’autoproclamata «prima psichiatra per robot al mondo», e delle sue tante diagnosi in cui sono emerse patologie ben diverse da un guasto alle batterie, un transistor. Il suo sito web è robot.md, che commercialmente suona come lo specialista sanitario per automi.

L’esito delle visite di questo particolare genere di pazienti è il più bizzarro e include disordini della personalità, probabilmente derivati dalla possibilità che i robot siano chiamati a interpretare differenti ruoli in ragione delle specifiche esigenze di chi se ne serve.

Per leggere l’articolo integrale clicca qui: La pazienza di Job - «Chiedimi se sono felice»: e se il robot fosse dispiaciuto di portarci via il lavoro?

© Riproduzione riservata