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Il «corso di addestramento» Ignite di Stanford per gli imprenditori

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Il «corso di addestramento» Ignite di Stanford per gli imprenditori

Rinchiudersi al venerdì sera in un’affollata aula londinese ad ascoltare un professore che a 8370 chilometri di distanza analizza un’azienda giapponese di distribuzione di vassoi bento probabilmente non incarna per tutti l’idea di passatempo. Dubitavo che potesse essere il mio caso. In verità, poi, la qualità dei professori della Stanford Graduate School of Business e la vitalità dei 42 studenti che hanno frequentato il suo recente programma Ignite nel Regno Unito sono state tali che quelle sessioni a tarda sera sono diventate l’appuntamento clou della mia settimana. Il corso, che tra settembre e dicembre ha previsto la frequenza obbligatoria di sette interi fine-settimana su undici, è stato concepito come un mini-MBA per chiunque sia interessato a lanciare un progetto aziendale o a fondare una propria società. Il corso dà particolare importanza all’offerta di una metodologia per l’innovazione, argomento di cui ho scritto per il Financial Times.

Yossi Feinberg, professore di Stanford che dirige il programma Ignite, dice che il corso è un mix «alquanto unico» di teoria e pratica. «Non aspiriamo a incubare imprese, ma persone. Si tratta di un modo molto efficiente per acquisire le basi necessarie a far partire una nuova iniziativa aziendale, ed è un sistema strutturato per mescolare formazione, esperienza pratica e full-immersion». Ogni fine-settimana il programma affronta un aspetto diverso del business: l’imprenditoria, la strategia, le comunicazioni, il marketing, la logistica, l’aspetto finanziario e quello legale. In sostanza, si tratta di un corso intensivo sui principi di base, e di un ripasso a grande velocità di un’enorme massa di informazioni. A chi ha il tempo di assorbire queste nozioni sono forniti ulteriori materiali e link utili.

Metà corso si concentra sui classici casi di studio delle business school, tra i quali McAfee, Uber, Qualcomm e Webvan. Alcuni insegnamenti sono impartiti da un corpo docenti di Stanford che è presente a Londra a rotazione, altri sono in videocollegamento con il campus in California, sistema che funziona in modo sorprendentemente buono. Il resto delle lezioni implica di lavorare in gruppi di sei per sviluppare un’idea, creata e scelta dagli studenti, e poi di proporla a un pannello di investitori con capitali di rischio a Londra e in California. Gli studenti di questo corso di addestramento in start-up provenivano da un’ampia gamma di esperienze, professioni e nazionalità diverse, e hanno pertanto contribuito a creare un vivace mix di prospettive differenti. Le loro idee andavano dall’applicazione commerciale di un rivoluzionario rivestimento industriale a un’app di viaggio attivata da Instagram.

Per chi lavora a tempo pieno, Ignite è un programma impegnativo. Il corpo docenti di Stanford calcola in 100 ore di lavoro a casa e in altre 100 di studio il tempo necessario a prepararsi prima di entrare in aula. Questo ritmo serrato rende l’esperienza particolarmente ardua per molti iscritti, specialmente chi ha famiglia. Questa fatica, tuttavia, ha uno scopo preciso: l’idea di fondo è che gli studenti devono capire le intense esigenze che comporta il lancio di una start-up. Con una tassa di frequenza di diecimila dollari, il corso non può dirsi economico, sebbene sia di gran lunga meno costoso di un MBA a tempo pieno. Se poi vi fermerà prima che possiate lanciare un progetto che parte col piede sbagliato già in fase di gestazione, di sicuro si tratta di denaro – e tempo – ben spesi.

L’esperienza che si vive con questo corso dipende in ampia misura dagli studenti con i quali dovrete collaborare: io ho avuto fortuna, perché i cinque membri del mio team avevano tutto ciò che avrei potuto desiderare. Erano brillanti, avevano una mentalità aperta ed erano ambiziosi. (Grazie, ragazzi!). Alcuni studenti mi hanno riferito di aver vissuto un’esperienza meno piacevole, perché erano capitati in gruppi nei quali c’erano personalità dominanti che vanificavano ogni possibilità di discutere. In ogni caso, il corpo docente di Stanford effettua controlli settimanali su ogni gruppo, per cercare di indirizzarli nella giusta direzione.

Mentre raccoglievo risposte e riscontri dagli studenti, ho sentito elogiare in maniera particolare la struttura del programma e il dinamismo del corpo insegnante, ma anche esprimere qualche dubbio relativo alla fissazione, tipica della Silicon Valley, di avere idee in grado di far nascere aziende da un miliardo di dollari. Alcuni studenti avevano la più modesta ambizione di imparare a guidare aziende più piccole o no-profit. Il corso è stato arricchito da interventi di imprenditori che ci hanno reso partecipi dei loro successi e – insegnamento forse più istruttivo ancora – dei loro fallimenti. Alcuni imprenditori hanno raccontato interessanti «testimonianze di guerra», per esempio come hanno fatto a capire gli investitori con capitale di rischio ed evitare le loro peggiori predazioni.

Una studentessa, Tomi Otudeko, dirigente esecutivo nigeriano, ha detto che il programma ha rappresentato per lei il modo perfetto per affrontare e superare le prime fasi di una nuova impresa. «Mi sono sentita più preparata a sviluppare e concretizzare la mia idea, oltre che ad apprezzare l’opportunità di sfruttare le risorse e il corpo docente di Stanford», dice. A me il corso ha offerto più «piatti da asporto» (volendo utilizzare quell’orribile definizione) di quanti ne consegni la pizzeria Domino al sabato sera. Forse, l’insegnamento più pratico e – spero – più duraturo che ne ho ricavato è stato semplicemente l’obbligo a portare a termine le cose, anche se in modo imperfetto.

«Lanciate la vostra attività rapidamente, collaudate la vostra idea nel mercato ripetutamente e adeguatela, adeguatela, adeguatela» è il mantra di Stanford. In altre parole, come preferisce dire il professor Feinberg, «le idee contano molto, ma se non le si concretizza non valgono niente». Ecco, vale proprio la pena tenere a mente questo insegnamento mentre mi accingo quest'anno a far decollare un progetto collaudato da Stanford Ignite. Ritornerò per raccontarvi come dalla teoria si passa alla pratica.

Copyright The Financial Times Limited 2017
(Traduzione di Anna Bissanti)

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