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La Cambridge Judge School entra nell'élite delle scuole di business

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La Cambridge Judge School entra nell'élite delle scuole di business

Arrivando nella stazione di Cambridge, il panorama che più colpisce non è quello dei college medievali dell’Università, la maggior parte dei quali si trova dalla parte opposta della città, ma il mare di gru che sovrastano dall’alto un grande cantiere in costruzione. Il campus della Cambridge Judge Business School si sta espandendo di 3100 metri quadri. L’anno prossimo questi lavori avranno incrementato la superficie della scuola di circa un terzo, aggiungendo due sale anfiteatro per le conferenze e quattro aule da seminario. Lo sviluppo edilizio è l’espressione tangibile delle aspirazioni di Christoph Loch, il rettore, che dice di voler espandere la Judge Business School fino a farla «entrare di diritto» nel novero delle scuole di questo tipo più in alto nella classifica.

Judge, fondata 25 anni fa, quindi relativamente da poco, ha fatto un passo decisivo per coronare questo obiettivo e lo conferma la graduatoria annuale globale delle MBA pubblicata dal Financial Times: la scuola ha compiuto il balzo più alto nelle dieci migliori del mondo, salendo di ben cinque posizioni e collocandosi al quinto posto. Il suo MBA adesso è al primo posto nel Regno Unito, avendo superato per la prima volta quello della London Business School. Il successo della Judge, in ogni caso, si basa in buona parte sull’afflusso dall’estero dei suoi studenti: il novanta per cento dei 173 iscritti di quest'anno al MBA arriva da oltreoceano, come conferma la scuola stessa.

Ciò rende la Judge vulnerabile alle sfide che si verranno verosimilmente a creare in seguito all’uscita del Regno Unito dall’Unione europea. Tra le possibili difficoltà alle quali andrà incontro si prevede che possano esserci la perdita di fondi per la ricerca, la necessità per gli studenti e il corpo accademico di procurarsi più visti e l’eventuale incertezza per i diplomati di avere prospettive concrete di carriera in UK. «Ogni difficoltà che si frappone a perseguire dinamiche opportunità di carriera dopo l’MBA nel Regno Unito incoraggerà molti aspiranti studenti internazionali a pensarci due volte» dice Matt Symonds, direttore di Fortuna Admissions, con sede a Parigi, che aiuta chi vuole presentare richiesta di ammissione alle scuole di business.

Il netto miglioramento di posizione della Judge nella classifica del FT è dovuto all’abilità dei suoi ex alunni di garantirsi posti di lavoro lautamente retribuiti. Un sondaggio condotto dall’FT mostra che, a tre anni dal diploma conseguito alla Judge School nel 2013, le entrate degli ex alunni sono in media di 164.714 dollari, ossia il 107 per cento in più di quanto guadagnavano prima dell’MBA. Una delle possibili ragioni di questo trend è la volontà degli ex alunni di trasferirsi anche molto lontano, prima per studiare, poi per trovare un posto di lavoro dopo il diploma.

Milan Cooper si è diplomato alla Judge nel 2013: è partito dalla Nuova Zelanda, dove aveva lavorato come avvocato specializzato in brevetti, e dopo il diploma è stato assunto dallo studio Bain di consulenze per il management a Oslo. Tre anni dopo ha più che raddoppiato lo stipendio che riceveva prima del MBA.
«Ci sono molti altri corsi che ti possono portare a lavorare da Bain, ma di certo giova avere sul curriculum un diploma preso in un’Università riconosciuta come Cambridge», dice Cooper. Le tasse di frequenza della Judge sono relativamente basse: 51mila sterline rispetto alle 75.100 chieste da LBS, altra scuola che Cooper ha preso in considerazione per un MBA. Il corso della Judge dura 12 mesi, ed è dunque più breve di molti altri MBA: questo significa minor reddito mancato e spiega perché il corso di questa scuola ha il più alto rapporto qualità-prezzo nella graduatoria degli MBA del FT.

Per i diplomati che hanno in mente di fermarsi a Cambridge esistono opportunità di carriera, essendo stata questa una delle città a più rapida espansione l'anno scorso, come dimostrano i dati del Centre for Economic and Business Research dello studio legale Irwin Mitchell. «La maggior parte di chi resta qui lo fa per lavorare nelle start-up tecnologiche» dice Conrad Chua, responsabile delle ammissioni all’MBA, riferendosi alla reputazione di Cambridge di nuovo centro tecnologico che ha dato i natali a start-up del calibro di Arm, che progetta chip, e Rasperry Pi, che produce computer delle dimensioni di una scatola di fiammiferi.

Con il suo Centro per l'imprenditoria, costituito nel 2015, la Judge School ha cercato di trasformarsi in un hub per gli studenti di Cambridge che hanno l'ambizione di aprire una start-up. In ogni caso, quando il Regno Unito uscirà dall’Ue e introdurrà controlli molto più rigidi per l’immigrazione per tutti coloro che arrivano da fuori Europa, quasi certamente restare in UK diventerà sempre più difficile per molti dei suoi studenti. Il professor Loch, un tedesco che ha insegnato all’Insead per 17 anni prima di assumere il rettorato della Judge nel 2011, ribadisce che di sicuro l’importanza del marchio Cambridge metterà al riparo la sua scuola da qualsiasi ricaduta negativa della Brexit.

Cambridge, insieme a Oxford, Imperial e Bath, è una delle università del Regno Unito ad aver ricevuto uno status privilegiato per i visti. Lo schema pilota del Dipartimento degli Affari interni è stato lanciato l’anno scorso per alleggerire le restrizioni imposte a chi vuole prendere un master. Nel frattempo, la minaccia di tagli ai fondi di ricerca dell’Ue è «un fattore secondario» per la Judge, sostiene Loch, pur ammettendo che il valore in caduta della sterlina complicherà l’assunzione di docenti per il corpo accademico. Fu un laureato di Cambridge, Sir Isaac Newton, a far notare che tutto ciò che va su prima o poi deve venire giù: si tratta di un’affermazione che merita di essere presa in seria considerazione dalla leadership della Judge se intende tenere i piedi ben saldi per terra.

Copyright The Financial Times Limited 2017
(Traduzione di Anna Bissanti )

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