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Aziende nella «nuvola»? Per riuscirci serve il cloud architect

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Aziende nella «nuvola»? Per riuscirci serve il cloud architect

Il cloud computing sta diventando la soluzione tecnologica essenziale per le aziende che cercano di ottimizzare e rendere più efficiente la connessione, la gestione e la protezione dei propri sistemi informativi e relativi dati. Non è un mistero, quindi, che ci sia un crescente bisogno di figure informatiche qualificate in questo ambito e fra queste figure, al fianco di business intelligent analyst e data scientist, vi sono i cosiddetti «cloud architect».

Fra le tante nuove professioni che accompagnano la nuova stagione dell’informatica, all’insegna del cloud e dei Big Data, quella di cui stiamo parlando è una delle più ricercate e soprattutto meglio pagate. O perlomeno lo è oltreoceano, se guardiamo alla domanda di profili che ruota intorno alla piattaforma cloud Azure di Microsoft, una delle più importanti e diffuse su scala globale. Ebbene, come recita l’indagine condotta dalla multinazionale americana a fine 2016 («Microsoft Cloud Practice Development Study») avente come campione oltre mille aziende di varie dimensioni a livello globale, il cloud architect è a libro paga di un’azienda statunitense per circa 125mila dollari l’anno rispetto a una media europea di 45mila e una media globale di 80mila dollari, cifra che serve per avere in organico questa figura in Germania e Regno Unito.

Ma chi è e cosa fa il cloud architect? Tecnicamente parlando è colui che si occupa della gestione dei sistemi informatici distributivi, che lavora in ambiti specifici all’interno di un data center o come specialista a livello di procedure di programmazione Api. È in altre parole una figura professionale molto specializzata, la cui missione è quella di far capire come il cloud computing possa entrare in un’azienda, in che modo possa modificare lo status quo delle risorse informatiche già presenti e quale valore aggiunto possa offrire al business.

«Questo profilo professionale - osserva Matteo Biancani, Sales Director di Interoute Italia (fornitore di infrastrutture di rete e servizi cloud) - è in continua evoluzione, così come nel pieno della sua crescita è il contesto in cui opera. Il suo ruolo specifico è quello di progettare e costruire ambienti cloud scalabili e resilienti, che si adattino il più possibile alle esigenze di business di un’impresa». Le aziende che oggi hanno la necessità di migrare i propri dati all’interno di un ambiente cloud, aggiunge il manager di Interoute, sono sempre di più ed è questa un’esigenza che al momento viene soddisfatta attraverso consulenze esterne, che vedono coinvolti singoli professionisti in progetti mirati e a breve termine.

«Lo scenario sta però cambiando, e il prossimo passo per le aziende potrebbe essere quello di assumere a tempo pieno figure professionali come i cloud architect o i cloud engineer, coinvolgendoli nel proprio organico in progetti più strutturali», spiega ancora Biancani. Da parte propria, il cloud architect deve mettere in campo competenze che vanno oltre l’accurata conoscenza dei principi di enterprise computing, sia dal punto di vista teorico che pratico (abbracciando le soluzioni di virtualizzazione e le metodologie DevOps per lo sviluppo software) e dell’offerta dai principali provider cloud presenti oggi sul mercato.

Se vuole eccellere, conclude in proposito Biancani, deve possedere anche una buona comprensione delle infrastrutture di back-end e delle sue risorse a basso livello, dalle reti allo storage fino all’hypervisor, con il preciso obiettivo di fornire alle aziende delle soluzioni capaci di mitigare i rischi associati alle infrastrutture cloud.

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