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MBA online sempre più attraenti: le tecnologie cambiano il settore

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MBA online sempre più attraenti: le tecnologie cambiano il settore

La tecnologia ha trasformato lo stile di vita e il modo di lavorare delle persone, ma non ha ancora trasformato radicalmente il mercato degli MBA. Malgrado la digitalizzazione di molti aspetti dell’insegnamento, non ultima la creazione di una marea di corsi online di massa aperti a tutti, i Moocs, la maggior parte delle persone che portano a termine un MBA presso una delle migliori istituzioni si prende ancora una pausa dal lavoro e dalla carriera per poter studiare in un campus.

Vi sono sempre più segnali, tuttavia, dai quali evincere che un giorno gli MBA online potrebbero diventare l’opzione più popolare. Un numero sempre maggiore di istituzioni e di studenti sta abbracciando infatti la possibilità di offrire e di ottenere qualifiche interamente o per lo più online. L’istruzione online si sta quindi avvicinando alla maggiore età e all’emancipazione. L’anno scorso c'è stato un aumento piccolo, ma significativo, nella scelta dei programmi interessati dalla Classifica degli MBA online redatta ogni anno dal FT. Il numero degli iscritti a questi corsi è aumentato in media del 7 per cento in 15 delle scuole entrate in graduatoria nel 2016. Altre cinque scuole sono entrate in graduatoria quest’anno, riflettendo un aumento effettivo nelle offerte online proposte da istituzioni di rilievo.

A motivare questo cambiamento hanno contribuito numerosi fattori, tra i quali le maggiori difficoltà legate all’ottenimento del visto nel Regno Unito e altrove, il tentativo delle scuole di raggiungere i mercati oltreoceano, i progressi nella tecnologia dell’insegnamento online e il notevole aumento del prestigio dei diplomi conseguiti in questa modalità. Sia la domanda, sia l’offerta di corsi MBA online sono andate aumentando in tutto il mondo, anche se per ragioni differenti a seconda dei paesi: lo afferma Matt Robb, managing director di Parthenon-EY, una società di consulenze nel campo dell'istruzione. L’Australia, per esempio, ha da tempo un fiorente mercato di formazione a distanza per il fatto che molti studiano in aree remote. Essere in grado di offrire corsi online ha consentito alle scuole australiane più importanti di offrire un’esperienza più interattiva a chi vive in località isolate, ha aggiunto.

Nel Regno Unito, invece, i corsi online sono diventati per le scuole di business un mezzo col quale raggiungere gli studenti di oltreoceano che, a causa dei più rigidi controlli sui visti e degli alti costi, non possono studiare nei campus. «Ovunque si guardi, la domanda da parte di studenti per corsi di formazione online ormai supera l’offerta - dice Robb -. Non è mai stato necessario porsi la domanda “C’è mercato?”. La vera domanda è se vi fosse sufficiente offerta».

Altro fattore che riveste grande importanza ai fini dell’evoluzione degli MBA online è che le scuole usano la tecnologia in modo più sofisticato. Molti spezzano le lezioni in segmenti di filmati diversi e tengono lezioni online interattive, nelle quali gli studenti possono rivolgere domande agli insegnanti a mano a mano che questi spiegano. «Nessuno ha voglia di starsene seduto un’ora di fila collegato online ad ascoltare una conferenza: è necessario offrire qualcosa di più coinvolgente», dice.

Le scuole più importanti si stanno interessando sempre più alle potenzialità legate all’insegnamento online per diffondere il loro brand il più possibile e al di là del solo campus. La Warwick Business School del Regno Unito, per esempio, ha oltre 1200 persone iscritte ai suoi corsi MBA online, per lo più oltreoceano, rispetto ai 75 studenti iscritti al programma in campus a tempo pieno. La scuola si è dotata di due studi cinematografici nel campus per creare contenuti online. Una simulazione di un piano di contrattazioni di una banca, per esempio, mostra come si stiano evolvendo i metodi di insegnamento. Il team addetto alla produzione fa visita alle aziende per girare brevi documentari che poi gli studenti possono vedere in streaming.

«Sempre più persone sono abituate a restare collegate online e per certi versi si aspettano di essere istruite e formate online», dice John Colley, rettore associato della Warwick, incaricato di seguire l’MBA. «La flessibilità concessa da un MBA online è molto allettante per una generazione per la quale il tempo non basta mai e le esigenze lavorative aumentano: in questi casi è possibile inserire la frequenza di un MBA nella propria vita», aggiunge.

L’Imperial College Business School ha lanciato il suo primo MBA globale completamente online (GMBA) nel gennaio 2015: oggi, con 220 studenti iscritti, è il corso più frequentato della scuola londinese. La maggior parte degli studenti iscritti al GMBA non prenderebbe mai in considerazione l’idea di frequentare un MBA tradizionale, dice David Lefevre che dirige l’Imperial’s Edtech Lab. «Una percentuale sempre maggiore di studenti di MBA lavora e collabora online sistematicamente e a distanza di vari fusi orari. Per questi studenti, un approccio misto è del tutto naturale, mentre la validità dell’offerta formativa di un MBA tradizionale soltanto in presenza deve essere giustificata».

Malgrado la crescita del mercato online, in molte scuole sussiste una dicotomia tra l’insegnamento solo digitale e il fatto di portare studenti nel campus. In Spagna, la IE Business School si vanta della tecnologia del suo campus di Madrid, che comprende una WOW Room (Window on the World), una parete della quale è formata da 48 schermi che consentono ai professori di tenere conferenze interattive con gli studenti che seguono online. La scuola usa contenuti online da 15 anni per formare i suoi studenti dell’MBA, e tali contenuti sono parte integrante dell’esperienza formativa a scuola: lo dice Jolanta Golanowska, direttrice dell’innovazione nell'apprendimento per la IE. La IE, che ha un accordo di formazione aziendale con il FT, è tuttora priva di un corso MBA integralmente online.

«Noi crediamo fermamente che ci sia l’esigenza di mettere in contatto le persone dal vivo - dice Golanowska -. La gente non si iscrive a un MBA soltanto per apprendere, ma per assicurarsi uno sviluppo personale e imparare a fare rete. Se si prova a farlo online, non si perviene a qualcosa di così profondo come quando lo si fa di persona in un’aula». Sempre in Spagna, Esade – che nella graduatoria del FT si colloca tra i 20 migliori MBA a tempo pieno – non ha un MBA online, ma usa la tecnologia per integrare l’insegnamento nel suo campus di Barcellona. Per esempio, un video può essere pre-registrato dal tutor, così che resti più tempo durante la lezione da dedicare a lavori e discussioni di gruppo.

La scuola offre alcuni corsi esclusivamente online, ma mirati al mercato dei dirigenti nel settore dell’istruzione, per raggiungere persone che lavorano e sono a uno stadio più avanzato della loro carriera e che di conseguenza potrebbero incontrare difficoltà a trasferirsi a Barcellona per studiare a tempo pieno. Anche Esade conferisce molta importanza all’esperienza in campus. «Siamo fortunati a essere in una città dove tutti vogliono recarsi - dice Jonathan Wareham, professore di sistemi informatici -. Per i corsi che teniamo in campus, la vera domanda non è se farli online o offline, ma come usare la tecnologia al meglio per aiutare gli studenti ad apprendere al meglio durante la frequenza”.

Copyright The Financial Times Limited 2017
(Traduzione di Anna Bissanti)

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