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Stipendi con aumenti record per chi esibisce un Mba «importante»

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Stipendi con aumenti record per chi esibisce un Mba «importante»

A distanza di tre anni dal loro ritorno al mondo del lavoro, i diplomati che hanno conseguito un MBA percepiscono stipendi che in virtù di esso stanno facendo registrare aumenti record negli ultimi dieci anni. Nel 2016 gli ex alunni delle scuole di business dei 100 corsi di MBA più illustri al mondo, presenti nella graduatoria stilata dal FT, a tre anni dal diploma hanno percepito in media una retribuzione di 142mila dollari. I diplomati dell’anno precedente dopo lo stesso periodo hanno guadagnato in media 135mila dollari. L’ultimo aumento di questa entità si era verificato nel 2006: dopo la crisi finanziaria, infatti, gli stipendi si sono appiattiti e tra il 2008 e il 2013 si sono mantenuti intorno ai 127mila dollari.

Judith Hodara, cofondattrice di Fortuna Admissions, che offre servizi di consulenza a chi desidera iscriversi alle scuole di business, definisce gli ultimi tre anni «un’epoca d’oro» per chi ha conseguito un MBA e lavora. Secondo lei la concorrenza è aumentata per gli studenti e i diplomati, perché aziende di settori che in precedenza non reclutavano dipendenti direttamente dalle scuole hanno deciso di andare proprio nei campus a offrire posti di lavoro.

Il settore più remunerativo per chi ha conseguito un diploma MBA nella graduatoria stilata dal FT è quello dei servizi finanziari, in cui in media gli impiegati hanno percepito 159mila dollari; il secondo settore più remunerativo è quello dell’e-commerce, dove la retribuzione è stata di 154mila dollari. Di fatto, però, le retribuzioni sono aumentate in tutti gli ambiti a eccezione dell’istruzione, e in quasi tutte le regioni del mondo. Soltanto in Africa si è registrato un lieve calo. In ogni caso, l’impatto di un MBA varia enormemente a seconda della scuola frequentata. Gli ex alunni della Stanford Graduate School of Business, al secondo posto della graduatoria del FT, con i loro 195mila dollari possono vantare lo stipendio medio più alto, mentre quelli che hanno frequentato l’Incae Business School in Costa Rica con i loro 91mila dollari sono distanziati parecchio.

Gli aumenti di stipendio inoltre hanno rallentato il calo di rendimento degli investimenti, che tra il 2008 e il 2014 erano precipitati in maniera significativa quando i livelli salariali si erano appiattiti, ma le spese di frequenza erano aumentate in media del 46 per cento.

Frequentare un MBA in una delle 100 business school al top nel mondo è un investimento significativo: le rette sono pari ormai a circa 8,7 mesi di stipendio annuo lordo a tre anni dal diploma, con un aumento considerevole rispetto ai 6,2 mesi del 2006. Se a tale cifra si aggiungono le spese per vitto e alloggio e, ancora più importante, il costo opportunità – l’importo derivante dal fatto di lasciare il proprio posto di lavoro per studiare a tempo pieno –, la cifra complessiva necessaria a frequentare un corso biennale MBA di alto livello negli Stati Uniti supera i 300mila dollari.

In ogni caso, molti diplomati sostengono che quando si decide di frequentare un MBA bisogna tener conto di molte più cose rispetto al solo aspetto finanziario: «Nei due anni a Stanford, ho fatto più progressi nel mio sviluppo personale di quanti ne abbia fatti in tutti gli anni della mia vita prima del corso», ha scritto un diplomato in risposta al sondaggio del FT sugli ex alunni.

Quella di quest’anno è la diciannovesima edizione della Classifica Globale degli MBA del FT. Per il secondo anno consecutivo, al primo posto della graduatoria si colloca l’Insead, la scuola internazionale di business con sede in Francia e a Singapore. In ogni caso, le scuole di business degli Stati Uniti e del Regno Unito continuano a svettare in cima alla classifica, rispettivamente con 56 e 13 scuole tra le top 100. Per stilare la sua graduatoria MBA 2017, il FT ha sentito il parere di oltre 21mila studenti diplomatisi in 156 scuole di business. Circa novemila di loro hanno completato il sondaggio, per una percentuale di risposta pari al 41 per cento.

Copyright The Financial Times Limited 2017
(Traduzione di Anna Bissanti)

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