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Business School in Usa e Gb? No grazie... la nuova meta è…

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Business School in Usa e Gb? No grazie... la nuova meta è il Canada

Quando ha deciso di lasciare la sua città natale, Mumbai, per studiare oltreoceano per un MBA, la consulente di management Urvi Bhandare ha preso istintivamente la decisione di iscriversi a una delle migliori scuole degli Stati Uniti. A dissuaderla dall’inseguire il suo sogno americano sono stati i suoi amici che avevano appena concluso proprio quel percorso ed erano tornati a casa dopo aver lottato per garantirsi l’estensione di un visto o trovare un posto di lavoro. Di conseguenza, lei ha cambiato destinazione: si è orientata sul Canada e ha ottenuto un posto nel programma del MBA della Rotman School of Management dell’Università di Toronto. «Il Canada, con la sua multiculturalità, mi sembrava accogliente e mi sono immaginata di poter lavorare sul serio e piacevolmente in quel paese», ha detto Bhandare.

Le migliori scuole di business di tutto il mondo affermano di apprezzare molto le candidature degli studenti indiani, perché in genere si tratta di candidati dalle competenze eccellenti. I governi, poi, apprezzano gli studenti indiani dal punto di vista economico, perché sono una valida risorsa di manodopera qualificata. I dati delle università dimostrano che gli indiani, più dei cittadini di altre nazioni, dopo gli studi restano a lavorare nei paesi nei quali hanno conseguito un diploma. Adesso, tuttavia, le scuole degli Stati Uniti e del Regno Unito, due delle destinazioni che in passato hanno tratto maggiore beneficio dalla diaspora degli indiani, scoprono di essere passate in secondo piano, perché a centinaia gli studenti di quel paese stanno preferendo il Canada per i loro studi.

Bhandare ha scelto la sua scuola di business dopo che Donald Trump ha annunciato nel 2015 la sua intenzione di candidarsi alla presidenza degli Stati Uniti, prima della nomina a candidato ufficiale da parte del partito repubblicano. Bhandare ha temuto che la promessa di Trump di irrigidire i controlli all’immigrazione, e di riformare il visto di lavoro H-1B per i lavoratori stranieri molto qualificati, potesse limitare le sue possibilità al termine degli studi. Il sistema di rilascio dei visti canadesi consente agli studenti di un MBA di restare a lavorare nel paese fino a tre anni dopo il diploma a prescindere dal fatto che abbiano un posto di lavoro in quel momento.

Il visto H-1B degli Stati Uniti dura tre anni, ma deve essere avallato da un datore di lavoro. Il presidente Donald Trump ha proposto di alzare il salario minimo che le aziende devono pagare alle persone con un visto di questo tipo per incoraggiarle ad assumere invece cittadini statunitensi. Il visto di lavoro del Regno Unito per chi termina gli studi, che consente agli ex studenti di altri paesi dell’Unione europea di restare a lavorare in UK fino a due anni dopo il diploma, è stato abolito nel 2012.

Gli istituti superiori canadesi sono ancora in difficoltà per il mancato riconoscimento delle loro scuole: nella classifica del FT delle 50 migliori scuole al mondo di MBA non sono presenti scuole di business canadesi. La Rotman è la migliore, e si colloca al 65esimo posto. L'Ivey della Western University e la Smith School of Business della Queen's University si collocano rispettivamente al 94esimo e al centesimo posto. Per contro, nove delle 15 migliori scuole al mondo si trovano negli Stati Uniti. Ma l’irrigidimento del governo statunitense nei confronti dell’immigrazione ha radicalmente cambiato il modo col quale gli studenti indiani pensano alle scuole americane: lo afferma Matt Symonds, direttore di Fortuna Admissions, una società di consulenza per chi si vuole iscrivere a un MBA. Molti dei suoi clienti indiani, infatti, hanno immediatamente scelto altre destinazioni dopo l’elezione dell’attuale presidente.

Tra il gennaio 2016 e l’elezione a novembre del presidente Usa, il 4 per cento degli studenti indiani che si sono avvalsi della consulenza di Fortuna si sono interessati alle scuole di business canadesi, soprattutto la Rotman, la Desautels Faculty of Management della McGill University di Montreal, e la Sauder School of Business dell’Università della British Columbia. Da allora, la percentuale è aumentata fino al 16 per cento.

Kunal Khosla ha una laurea in finanza rilasciata dalla Kelley Business School presso l’Indiana University negli Usa, ma per il suo MBA si è assicurato un posto alla Rotman. «Le continue notizie negative relative alle decisioni del presidente Donald Trump mi hanno fatto distogliere l’attenzione dagli Usa», dice. Oltre a ciò, il voto favorevole alla Brexit nel Regno Unito ha aiutato le scuole di business canadesi a spese di quelle del Regno Unito. Il Graduate Management Admission Council, che gestisce l’esame GMAT di ammissione alle scuole di business, ha riscontrato che gli indiani che si sottopongono al test sono tra gli studenti di oltreoceano più negativamente influenzati dal voto del Regno Unito favorevole all’uscita dall’Unione europea. Quando sono stati intervistati in proposito, il 58 per cento di coloro che si sono sottoposti all’esame ha detto che la Brexit ha reso meno interessante per loro studiare nel Regno Unito rispetto al 49 per cento che ha detto altrettanto della Germania.

Le cifre fornite dal Canadian Bureau for International Education e concernenti gli studi superiori indicano che l’attrattiva del paese tra gli studenti indiani si stava formando già da tempo, prima ancora della Brexit o dell’elezione del presidente Trump. Nel frattempo, gli indiani hanno superato i nigeriani diventando di fatto il gruppo di studenti di oltreoceano a più rapido incremento presso le università canadesi nel 2014, secondo il CBIE. L’anno scorso si è registrato un ulteriore aumento del 28 per cento nel numero degli studenti indiani arrivati nei campus canadesi.

Nella Schulich School of Business della York University con sede a Toronto, circa la metà degli iscritti ai corsi MBA del 2010 nati in India ha fatto ritorno in patria dopo aver conseguito il diploma, mentre secondo il rettore Dezsö Horváth tutta la classe dei diplomati dell’anno scorso ha deciso di restare per trovare lavoro in Canada. «Tutti quelli che conseguono un MBA riescono a ottenere un eccellente stipendio dopo il diploma, ma oltre a ciò vogliono un lavoro interessante in una città attraente», ha detto Horváth.

Copyright The Financial Times Limited 2017
(Traduzione di Anna Bissanti)

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