Management

La vera storia della vita del capo di Blippar? Una realtà aumentata

imprenditoria

La vera storia della vita del capo di Blippar? Una realtà aumentata

Tra pochi giorni Ambarish Mitra arriverà a Monaco in qualità di candidato ai premi «Imprenditore globale dell’anno» di Ernst & Young. L’amministratore delegato e cofondatore dell’app Blippar per la realtà aumentata, uno dei pochi “unicorni” britannici – nome col quale si designano le start-up dell’hi-tech che valgono un miliardo di dollari o più – rappresenterà il Regno Unito in mezzo ai candidati di altri 60 paesi. Lo scorso ottobre, quando i giudici di E&Y lo hanno candidato al premio, lo hanno definito «un uomo con una grande visione» e con una coscienza sociale «guidata, almeno in parte, dalle esperienze personali di vita vissuta in gioventù», in riferimento alla storia di Mitra più volte raccontata di come egli sia riuscito ad avere la meglio sulle avversità nei ghetti di Delhi. Il riferimento ha indotto la Bbc a soprannominarlo un «multimilionario dei bassifondi della vita reale».

Mitra ha ottenuto finanziamenti per 100 milioni di dollari per Blippar da società del calibro di Qualcomm e dal fondo sovrano malese. La start-up ha creato un’app che riconosce oggetti del mondo reale e sovrappone a essi informazioni interessanti. La CNBC la colloca al nono posto nella sua graduatoria dei 50 “rivoluzionari” più importanti al mondo.
Quando però si parla della storia della sua considerevole vita, uno sguardo più approfondito al background di Mitra suggerisce alcune discrepanze significative tra la realtà oggettiva e la favola inventata alla quale alla gente ha fatto piacere credere.

Per esempio, il mito della carriera di Mitra si basa su un’azienda che egli avrebbe fondato e fatto sopravvivere in India durante il boom delle dotcom, eppure noi non siamo riusciti a trovare nessuna traccia dell’esistenza di un’offerta pubblica iniziale nella quale lui sia stato coinvolto. Mitra, inoltre, ha affermato di aver frequentato la London School of Economics, mentre all’Università non risulta che egli sia mai stato iscritto. Infine, i «tre disastri di vasta portata» che Mitra dice di aver lanciato nel Regno Unito prima di fondare Blippar erano soltanto progetti personali, e non vere e proprie aziende. Mitra ha detto al FT che è stato «un po' complesso analizzare la mia vita senza capirmi sul serio», e ha detto che le sue parole sono state riportate dai media in modo fuorviante e fuori contesto. Dopo che lo abbiamo contattato, Mitra ha rimosso dalla sua pagina LinkedIn numerosi dettagli della sua vita.

La storia di Ambarish Mitra, raccontata in innumerevoli articoli, ha inizio in India alla metà degli anni Novanta, quando scappò dalla casa di famiglia a Dhanbad, una cittadina industriale nella parte orientale dell’India, per finire negli slum di Delhi. E fu lì che ebbe la sua prima intuizione folgorante. Secondo quanto si racconta, intorno al 1996 o 1997 Mitra vide su un giornale la pubblicità di un concorso per un business plan, vi partecipò con la proposta di un sito web tutto al femminile, vinse il primo premio e con quei 10mila dollari lanciò womeninfoline.com. Nel 2000 lanciò la sua azienda in tutta l’India.

Peccato, però, che FT non abbia trovato alcun riscontro ufficiale su Ambarish Mitra, i suoi exploit o il suo debutto nel mercato azionario. Al contrario, negli articoli dell’epoca e nella versione in archivio di womeninfoline.com, compare il riferimento a un’azienda denominata «Mudra Consultants». Presidente di Mudra quando fu lanciato womeninfoline.com era Ashok Kumar Gadiya, oggi cancelliere della Mewar University nel Rajasthan, una regione nella parte nord-occidentale dell’India. Gadiya ci ha detto che fu la sua azienda, Mudra Consultants, a lanciare il sito indirizzato alle donne, e ha aggiunto che Mitra «non era un dipendente regolare», suggerendo che possa essere stato un semplice consulente. In seguito, tuttavia, ha detto di non essere «affatto sicuro che avesse rapporti di alcun tipo con la nostra azienda».

Mitra dissente energicamente dalle parole di Gadiya, e dice che Mudra divenne proprietaria ufficiale di womeninfoline.com, insistendo però sul fatto che il sito web fosse una sua idea e una sua realizzazione. «Nelle mie interviste ho sempre detto che all’epoca ero molto giovane e non avevo il pieno controllo di ciò che significa fare affari» ha detto. Questa settimana, dopo le domande rivoltegli dal FT, in un blog ha reso noto che Mudra Consultant entrò nel mercato azionario dopo che lui se ne fu andato. Dopo womeninfoline.com, Mitra si trasferì dall’India nel Regno Unito dove ha frequentato l’Università. Nel 2015, Mitra ha twittato il link a un articolo del «Sunday Times» dal quale risulta che egli «conseguì un master» presso la London School of Economics. Nell’agosto 2016, «The Economic Times» ha riferito che Mitra avrebbe affermato di «aver frequentato la LSE per la consuetudine molto radicata in India di prendere un diploma». La LSE ha detto di non essere riuscita a trovare Mitra nel suo database di ex alunni e Mitra, a quel punto, ha precisato al FT di non aver mai studiato all’LSE, facendo intendere di non aver mai messo in giro lui la voce.

La parte successiva della sua vita comprende gli anni da lui trascorsi nel Regno Unito come imprenditore prima di co-fondare Blippar nel 2011. L’anno scorso «The Times of India» ha riferito che Mitra aveva dichiarato di aver “lanciato” cinque aziende, quattro delle quali avevano fatto un buco nell’acqua. In ogni caso, nel Regno Unito – stando ai dati di Companies House – avrebbe diretto una sola azienda, e questa sarebbe Blippar. Mitra ha detto che le altre quattro non erano registrate come aziende, «non avendo mai ricevuto i finanziamenti necessari. Essere imprenditori non significa necessariamente essere padroni di qualcosa con tanto di carta bollata: può voler dire anche solo trascorrere molto tempo con un amico in un appartamento a cercare di costruire qualcosa e a spendere insieme i propri soldi», ha riferito Mitra al FT.

Da quando è stata fondata nel 2011, Blippar è cresciuta fino ad avere centinaia di dipendenti sparsi in una decina di uffici in tutto il mondo. Nei 16 mesi prima del marzo 2016 ha perso 26 milioni di sterline, ma afferma che la sua app per la realtà aumentata avrebbe 65 milioni di utenti. Mitra oggi ha 38 anni e ha fatto di sicuro molta strada rispetto ai bassifondi di Delhi. Il successo per lui è arrivato dopo un periodo che egli ha definito «una vita molto dura con molti alti e bassi». Dice che se Blippar non esistesse nessuno si sarebbe mai interessato al suo passato, il che «dimostra quanto è superficiale la società». E conclude dicendo: «Il mio vero inizio è Blippar».

Copyright The Financial Times Limited 2017
(Traduzione di Anna Bissanti)

© Riproduzione riservata