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Le scuole di business tedesche puntano alla leadership europea

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Le scuole di business tedesche puntano alla leadership europea

Se gli studenti dell’ESMT con sede a Berlino avessero voglia di dare un’occhiata alla storia recente, invece di ascoltare una lezione sull’ultimo caso di studio di business, non dovrebbero fare altro che alzare lo sguardo al soffitto: sulle loro teste, nell’aula principale, c'è un mosaico rappresentante lo stemma con compasso e martello della Repubblica democratica tedesca. La scuola di business, infatti, è ospitata nell’edificio che in passato fungeva da sede del consiglio statale della Germania Est prima che la repubblica si dissolvesse nel 1990.

Oggi l’ESMT, la scuola di business più internazionale della Germania, è molto richiesta, e il numero degli stranieri che vorrebbero essere ammessi all’MBA è in costante aumento. Si tratta di una situazione assai diversa rispetto ai suoi esordi, quando dovette fare l’impossibile per convincere i connazionali – abituati a un sistema di istruzione superiore finanziato dallo stato – di essere in grado di assicurare una valida istruzione nel campo degli affari. Fondata quindici anni fa come istituto privato no-profit per l’istruzione superiore, la scuola fu vista con grande sospetto dall’establishment accademico tedesco. Il suo presidente, Jörg Rocholl, ricorda anche che «si trattava di un modello di scuola completamente diverso rispetto alle loro università, e c’erano preoccupazione e incertezza in relazione ai valori che propugnava».

Le università finanziate dallo stato tedesco ritenevano discutibile che gli studenti dovessero pagare per conseguire un diploma. Il futuro della scuola, tuttavia, appare molto più luminoso. Le domande per l’ammissione al programma MBA a tempo pieno sono aumentate del 46 per cento l’anno scorso, effetto che Rocholl attribuisce alla reputazione globale della Germania di locomotiva economica, allo status di Berlino di hotspot per le start-up, e infine agli atteggiamenti interni sempre più bendisposti nei confronti dell’MBA.

Il voto del Regno Unito per uscire dall’Ue e l’elezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti hanno infine costituito altrettante opportunità per attirare gli studenti stranieri. La Germania ha risultati inferiori in termini di business education: le scuole ESMT e Mannhein sono le uniche due incluse nell’elenco dei 100 migliori corsi al mondo di MBA compilato dal FT, rispetto alle 13 del Regno Unito e alle quattro spagnole. Spagna, Singapore e Australia hanno più scuole di business in questa graduatoria della Germania.

Molti imputano questa lacuna alla struttura stessa del sistema dell’istruzione superiore tedesca, che da sempre si concentra nella maggior parte dei casi sul conseguimento di un diploma che non soltanto richiede più anni dei diplomi di laurea in altri Paesi, ma oltretutto da molti datori di lavoro tedeschi è considerato equipollente a una certificazione postlaurea come l’MBA. Una costosa istruzione in business, insomma, ha offerto pochi vantaggi concreti a coloro che erano alla ricerca di una promozione.

Il conflitto tra le diverse qualifiche in ogni caso è stato in buona parte risolto grazie al processo di Bologna, una serie di accordi che ha preso il nome dalla città nella quale è stata firmata per la prima volta nel 1999 per armonizzare l’istruzione di più alto livello in tutta Europa. «Adesso anche noi abbiamo gli stessi processi di accreditamento delle università pubbliche tedesche», dice Rocholl. La fiducia delle scuole tedesche di poter essere in grado di conquistare una fetta del mercato globale dei corsi di MBA ha tratto nuovo slancio di recente dagli eventi politici negli Usa e nel Regno Unito, due paesi che in precedenza erano in testa alla graduatoria. Sia il voto per la Brexit sia l’arrivo di Trump alla Casa Bianca rischiano infatti di rendere il Regno Unito e gli Stati Uniti meno allettanti per gli studenti internazionali, perché entrambi gli eventi politici prevedono controlli più rigidi sull’immigrazione.

Nel dicembre scorso ESMT e Mannheim hanno formato un'“alleanza” MBA con altre tre scuole di business tedesche, riuscendo a ottenere che i giornali pubblicassero con grande rilievo i loro risultati e sottolineassero la loro apertura nei confronti degli studenti di oltreoceano. Le scuole facenti parte di questa nuova alleanza si distinguono rispetto alle altre 500 università rivali ubicate in paesi nei quali si parla il tedesco e oltretutto i suoi corsi sono previsti in lingua inglese. Rocholl sostiene che a motivare questa alleanza non è stata la Brexit, bensì il fatto di rendersi conto che il mercato per gli MBA in Germania è solido e in forte espansione. In ogni caso, gli studenti di oltreoceano sono indispensabili all’ESMT, dove è nato in Germania appena il 5 per cento degli attuali componenti della classe MBA. Rocholl ammette che la Brexit ha “influito” sugli studenti che stavano prendendo in considerazione altre opzioni in paesi diversi.

Tra di loro c'è Hillary Batchelder, un’americana con un bachelor’s degree in letteratura inglese rilasciato dal Williams College in Massachusetts: per il suo MBA ha scelto l’ESMT, privilegiandolo rispetto ad altri istituti europei ai quali aveva dato la preferenza in un primo tempo, tra i quali l’LBS nel Regno Unito e l’Insead in Francia. Subito dopo essere stata accettata all’ESMT, il Regno Unito ha votato a favore della Brexit e per l'uscita dall’Ue, ma le restrizioni previste per i visti degli studenti di oltreoceano l'avevano già dissuasa dal cercare di essere ammessa in una scuola britannica.

«Ho amici che avevano scelto corsi e programmi di studio nel Regno Unito, ma poi sono incappati in parecchie difficoltà per ottenere il visto di lavoro», dice. «Il voto in UK del giugno dell’anno scorso mi ha reso sicuramente più prudente nella scelta di un corso di studi in Gran Bretagna». I controlli sugli studenti immigrati nel Regno Unito erano stati rafforzati già prima del voto per la Brexit, per esempio anche con l’eliminazione nel 2012 del visto di lavoro che si otteneva dopo aver completato gli studi in UK. Oggi chiunque si rechi a studiare nel Regno Unito da paesi che non appartengono all’Ue o da Svizzera, Islanda, Liechtenstein e Norvegia devono spendere 335 sterline e procurarsi un visto Tier 4.

La Germania vuole invece che chiunque abbia un documento di residenza, che costa 110 euro, ma offre ingressi con visti gratuiti non soltanto agli studenti che provengono dalle nazioni europee incluse nell’elenco del Regno Unito, ma anche a quelli in arrivo da Stati Uniti, Canada, Australia, Nuova Zelanda, Israele, Corea del Sud e Giappone. Le rette di frequenza previste per i corsi sono un altro vantaggio per chi vuole studiare business in Germania: la retta di 43.500 euro prevista dal programma annuale dell’ESMT di Berlino è assai elevata per lo studente medio tedesco, che può assicurarsi un’istruzione universitaria gratis, ma è pur sempre inferiore rispetto alle spese di frequenza previste dalla London Business School e che si aggirano intorno alle 75.100 sterline (88.300 euro).

Passeggiando nel campus dell’ESMT, è impossibile distinguere qualcuno che parli tedesco, tra le varie lingue straniere. L’aula principale è piena di dirigenti cinesi. A mensa incontriamo Elisabeth Wilkie, studentessa dell’MBA cresciuta in California: ci racconta che i suoi amici sono rimasti alquanto sorpresi quando ha comunicato loro di aver scelto una scuola in Germania, ma ritiene logica la sua scelta tenuto conto che ha conseguito un diploma di laura in Svizzera. «Ho scoperto che a Berlino è facile essere un’Auslander», dice Wilkie che fa notare anche come in giro per la città ci sia una notevole prevalenza di anglofoni e questo le risparmia il fatto di dover imparare il tedesco.

Altre università facenti parte del sodalizio degli MBA vorrebbero facilitare la vita agli studenti come Wilkie. Andreas Pinkwart, rettore della Graduate School of Management HHL di Lipsia, dice che i vari istituti che ne fanno parte si sentono impegnati in una sorta di «competizione amichevole» e tutti condividono l’obiettivo sempre più sentito di aumentare il numero complessivo di studenti di oltreoceano che si iscrivono alle scuole di business tedesche. In cinque anni HHL ha raddoppiato il numero dei suoi iscritti al corso MBA, sicuro riflesso del miglioramento della qualità e del numero delle richieste che la scuola riceve, afferma Pinkwart.

Il successo delle scuole di business tedesche nell’insegnamento dell’imprenditoria è una delle ragioni all’origine dell'aumento delle richieste di ammissione, dice ancora Pinkwart. Trivago, il servizio di prenotazione alberghiera online quotato nel Nasdaq, è stato cofondato da tre ex-alunni di questa scuola, e nell’ambito del corso MBA si insegna a diventare per l’appunto imprenditori. Secondo quanto afferma Rocholl dell’ESMT, però, una delle più grandi sfide in futuro sarà migliorare la posizione delle scuole tedesche di business nella graduatoria globale che secondo lui privilegia i punti di forza delle scuole del Regno Unito che attirano gli studenti interessati a posti di lavoro nei servizi finanziari molto ben retribuiti.

La graduatoria degli MBA redatta dal FT è un indice ponderato nel quale un elemento fondamentale è per l’appunto l’aumento di stipendio che si percepisce a tre anni dal diploma. «In termini di qualità dell’istruzione, della facoltà, delle strutture e dei servizi che si ricevono, le scuole tedesche migliori ormai sono alla pari con le scuole migliori del Regno Unito», dice. «Il fatto che la Germania attragga un numero inferiore di studenti che ambiscono a entrare in settori molto remunerativi come le banche di investimento implica che sarà difficile riuscire a superare le scuole del Regno Unito che occupano le posizioni più alte della graduatoria».

Copyright The Financial Times Limited 2017
(Traduzione di Anna Bissanti)

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