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Zhou Yuan, l’imprenditore che ha una risposta per il successo dei forum

Qual è il paese migliore per una donna che vuole viaggiare? Che cosa ne pensano gli amanti del grande schermo dell’ultimo film di supereroi? Come si apre un’azienda all’estero? Ogni giorno sono centinaia di migliaia le domande come queste che arrivano sul forum online di domande e risposte più popolare in Cina. Zhihu, valutata oggi 1,25 miliardi di dollari, pubblica libri online, molti dei quali scritti o editati dai suoi utenti più assidui e spesso incentrati su argomenti molto in voga; oltre a ciò, vende podcast e spiegazioni di testi. Zhihu Live, una piattaforma pay-per-view in livestreaming per interviste e interventi di personaggi famosi ed esperti, attira circa quattro milioni di visualizzazioni. In quattro anni, hanno avuto accesso a Zhihu cento milioni di utenti singoli registrati e le visite uniche mensili sono 780 milioni. Quora, con i suoi 200 milioni di visitatori mensili, passa dunque in seconda posizione.

L’idea alla base di Zhihu venne a Zhou Yuan una decina di anni fa quando, entusiasta di un blog cinese per utenti appassionati di Apple, credette di poter fare qualcosa di simile. Un fondatore dell’ormai defunto «apple4us», che inaugurò le chat online dal vivo tra appassionati, in seguito gli mostrò un sito americano di domande e risposte. E così scattò in lui l’ispirazione giusta: «Quora inspiegabilmente mi era molto familiare» dice Zhou, ricordando quella cena del 2011 con l’amico. «All’improvviso mi tornò l’idea di creare un prodotto in stile apple4us… Fu come riuscire a collegare tutti i puntini e farmi un quadro chiaro d’insieme di quello che volevo realizzare».

Il giorno seguente Zhou reclutò due partner di lavoro di Metasearch, una società di analisi dei dati, sua prima avventura nel mondo imprenditoriale, e chiese loro di realizzare una versione nuova. Quello stesso giorno si unì a loro come business angel un dirigente di una società quotata alla borsa cinese. Con tre successivi round di raccolta fondi, l’azienda ha messo insieme 87 milioni di dollari. A gennaio Zhihu ne ha ricevuti altri 100 da investitori come Tencent, il gruppo internet, e Sinovation Ventures, l’azienda di venture capital cofondata da Kai-Fu Lee, ex dirigente di Google China.

Zhou è cresciuto nell’epoca dell’ascesa dei colossi cinesi dell’hi-tech. NetEase, l’azienda Internet cinese fondata nel 1997, era assai popolare e finalizzata alla nascita delle start-up così come l’azienda del motore di ricerca Baidu e la società online Sina. Tutte queste hanno ispirato Zhou a studiare informatica e a diventare un programmatore software prima e un giornalista poi. Zhihu è nata dalle ceneri della prima azienda di Zhou. Quando nel 2010 la sua Metasearch è fallita si è «sentito molto triste e perduto» dice. Oggi Zhihu punta a instaurare rapporti tra gli utenti in un mercato on-demand senza intermediari. Negli ultimi tempi, Zhihu ha stretto una partnership con una società di cacciatori di teste per valutare le possibilità di assunzione di determinati utenti da parte di aziende come la piattaforma per Didi Chuxing per il trasporto individuale o la start-up Mobike per la condivisione di biciclette.

«In passato si poteva comperare un libro, ma non rispondere a domande su di esso» dice, dimostrando sul suo iPhone una spiegazione che ha dato su Zhihu Live su «come essere artefici di cambiamenti rivoluzionari». Nei primi due anni della sua attività, Zhihu ha selezionato chi invitare a usufruire del servizio. Altri utenti potevano presentare domanda e attendere la relativa autorizzazione. Molti, impazienti di entrare a farne parte, si sono rivolti a Taobao, un sito di e-commerce che vendeva a cifre considerevoli (anche 120 renminbi, pari a circa 18 dollari) codici di invito da parte di singoli utenti già ammessi. Nel frattempo, quest’anno le autorità cinesi hanno portato a un livello superiore le loro politiche per le piattaforme dei contenuti, prendendo di mira nuove app come Toutiao e la piattaforma Sina Weibo di micro-blogging, chiudendo nel contempo sui social media alcuni account molto popolari ritenuti “volgari”.

Con la sua espansione, Zhihu deve bilanciare le due cose: mantenere vivaci le conversazioni online e soddisfare i requisiti pretesi dalle autorità cinesi che vigilano sul ciber-spazio. Per individuare lo spam, Zhihu fa uso del programma di intelligenza artificiale Monkey King che prende nome dal protagonista della tragedia epica fantastica cinese «Viaggio in Occidente». Un altro programma di IA, Wall-E, serve invece a scoprire e cancellare tutti i post offensivi o diffamatori. Nel frattempo, a Sichuan un team di redattori risponde alle rimostranze degli utenti, aumentate di dieci volte rispetto all’anno scorso, secondo quanto afferma Zhou. Questo approccio nella gestione dei contenuti non sempre è stato considerato ideale. Gli utenti deplorano il fatto che, a mano a mano che il sito diventava sempre più commerciale, nei post dei blog si siano moltiplicate le pubblicità occulte.

Malgrado l’imprevedibilità dei contenuti generati dagli utenti - a un tratto Zhou si volta per scrivere la parola “troll” sul vetro alle sue spalle, per illustrare le carenze dell’Internet americano senza controlli - egli crede ancora in un prodotto gestito interamente dagli utenti. «Negli Stati Uniti quando pubblichi un saggio molte persone evitano di leggere i commenti che lo riguardano perché in buona parte sono opera di troll» dice Zhou. «Nell’Internet cinese, invece, la sezione dei commenti di solito è la più interessante». L’intuizione di Zhou si è rivelata redditizia e di ciò egli rende merito all’impegno assunto nei confronti della funzione essenziale Domande e Risposte di Zhihu che ha contribuito a far sopravvivere il sito mentre molti altri simili a esso chiudevano i battenti.

In ogni caso, la pressione a mettere il sapere di Zhihu al servizio di scopi commerciali aumenta di continuo. Il sito deve far fronte alla concorrenza di piattaforme come Fenda, più piccola ma in rapida espansione, nella quale gli utenti pagano per rivolgere domande, e anche di Douban, un social network e un forum online. Tutto ciò, in ogni caso, non preoccupa Zhou che dice: «L’Internet cinese è proprio un mercato enorme. C’è ancora tanto da sperimentare».

Copyright The Financial Times Limited 2017
(Traduzione di Anna Bissanti)

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