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Cinque suggerimenti per affrontare gli errori della vostra azienda

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Cinque suggerimenti per affrontare gli errori della vostra azienda

La vostra azienda si è imbarcata in un’acquisizione che sospettate possa presto condurre ad anni di intasamenti informatici e di lotte interne per le posizioni di lavoro. Oppure si sta espandendo negli Stati Uniti senza tener conto delle molte aziende che lì hanno fatto fiasco. O, ancora, sta dando a un prodotto molto amato un nuovo nome perché così è chiamato nel resto del mondo. Non si tratta di linee etiche invalicabili. Di solito, non sono neppure faccende per le quali rassegnare le dimissioni. In ogni caso, voi credete che potrebbero nuocere alla vostra azienda: che cosa dovreste fare? Ecco qui alcune cose concrete, secondo me, da fare quando pensate che la vostra azienda si sta avviando nella direzione sbagliata. Probabilmente, voi avete le vostre.

Esternate le vostre obiezioni. Come deciderete di farlo dipende dal tipo di azienda per la quale lavorate e dalla vostra posizione al suo interno. Se siete senior manager abbastanza in alto da essere coinvolti nel processo decisionale aziendale, esprimete pure la vostra opinione: l’azienda sta commettendo un errore. Spiegate perché e cercatevi qualche alleato. Se siete troppo junior per poter prendere parte a questo tipo di discussioni, esprimete i vostri pensieri, gentilmente e con calma, per mezzo dei forum approvati dall’azienda per la quale lavorate. Se il dirigente esecutivo si rivolge a tutti con domande precise, cogliete questa occasione. Se avete a disposizione un indirizzo email per i suggerimenti degli impiegati, usatelo. Se l’azienda per la quale lavorate non ha un mezzo per sollecitare le vostre opinioni o non se ne dà pensiero, guardatevi attorno e cercate altre opportunità di lavoro. Un’azienda che non prova interesse verso ciò che ne pensano i dipendenti non fa per voi. Se, invece, appartenete a quel genere di persone che pensa che in ogni caso sia più saggio tenere la testa bassa così da non ostacolare le prospettive di una promozione, questo articolo non fa per voi.

Restate irreprensibilmente fedeli. Lo state facendo per l’azienda per la quale lavorate, non per voi. Non criticatela mai con chi non ne fa parte, soprattutto i clienti o i fornitori. Se uno di loro dovesse esprimere obiezioni simili alle vostre, ditegli che le riferirete. E poi fatelo davvero. Quello che pensano i fornitori è importante, e ancora più quello che pensano i clienti. Ogni azienda valida ne parlerà ai clienti in ogni caso, anche se i massimi dirigenti, come il resto di noi tutti, hanno la tendenza a ignorare le opinioni che non vogliono sentire.

Cercate di attutire il colpo. Se la decisione è stata presa in ogni caso, fate presente come limitereste i danni. Se l’azienda sta entrando in un nuovo mercato a rischio, suggerite di iniziare con un progetto pilota. Se un’acquisizione poco avveduta sta andando avanti in ogni caso, esercitate pressioni per una pianificazione migliore, che integri le due aziende. È importante essere costruttivi e, in questa fase, saper scegliere quali battaglie combattere. A nessuno piace chi si lamenta di continuo o dice sempre e in ogni caso “no”. Svolgete il vostro lavoro in modo impeccabile, così che sia difficile cogliervi in flagrante performance mediocre. Una volta presa la decisione, e iniziato ciò che secondo voi è un errore, adoperatevi al massimo perché le cose funzionino. Non c’è nient’altro che possiate fare in questa fase, quindi cercate di rendere proficuo l’accaduto. Se vi dimostrerete lavoratori competenti è molto probabile che la prossima volta vi daranno ascolto.

Aspettate il momento opportuno. In definitiva, o la strategia nei confronti della quale avete obiezioni si rivelerà vincente oppure si trasformerà nel disastro che avete pronosticato. Potrebbero occorrere mesi, forse addirittura anni, prima di poter essere sicuri dell’uno o dell’altro caso. Quando la situazione si farà chiara, saranno accadute molte altre cose ed è inverosimile che la gente si ricordi chi ha detto cosa quando è stata presa la decisione. La maggior parte delle persone affermerà di essere stata favorevole a una politica aziendale che ha avuto successo, ma si dimenticherà di averne sostenuta una che ha fatto fiasco.
Se salterà fuori che avevate torto, ammettetelo. Chiedere scusa e ammettere i propri errori, specialmente quando spiegherete il motivo per il quale li avete commessi, di solito migliora la posizione di qualcuno invece di farla peggiorare.

Se invece la decisione presa si rivelerà disastrosa, non dite mai: «Ve l’avevo detto». Alla gente non piace trovarsi in modo smaccato dalla parte di chi ha torto. E non aspettatevi che qualcuno riconosca che voi eravate dalla parte giusta fin dall’inizio. Potreste ottenere una sorta di rispetto rancoroso da parte di chi ricorda ciò che vi siete detti, ma è improbabile. Voi vi siete comportati come vi siete comportati perché credete nel vostro lavoro e nel suo futuro. E per rispetto di voi stessi.

Copyright The Financial Times Limited
(Traduzione di Anna Bissanti)

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