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Diplomati MBA messi sotto pressione per giustificare il loro stipendio

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Diplomati MBA messi sotto pressione per giustificare il loro stipendio

Tara Case non ha dubbi su quanto valga il suo MBA, sia dal punto di vista finanziario, sia come passe-partout per una seconda carriera. Ex terapista occupazionale, Tara Case ha 46 anni e ha utilizzato il Master conseguito alla Durham University Business School per passare dalla pratica clinica al lavoro di dirigente retribuita «notevolmente meglio». Oggi è direttrice esecutiva di Ways to Wellness, una start-up no-profit che assiste undicimila pazienti per conto del Servizio Sanitario Nazionale. «Ufficialmente sono una Ceo, ma svolgo anche le mansioni di direttore operativo e di direttore strategico - dice Case -. Senza il mio MBA, non avrei avuto la minima fiducia in me stessa né l’attitudine a occuparmi di tutti questi ruoli».

Per Chris Drinkwater, presidente di Ways to Wellness che ha guidato la commissione nomine nella scelta di Tara Case, assumere qualcuno in possesso di un MBA ha voluto dire pagare uno stipendio molto più alto di quello che si aspetterebbe chi non ha un MBA. Ma tale stipendio è in ogni caso «parecchio inferiore» a quello che esigerebbe un Ceo del settore privato. Questa scelta è servita all’associazione di beneficenza anche per restare nell’ambito delle 250mila sterline del suo budget operativo annuo. Ex dipendente del Servizio Sanitario Nazionale, Tara Case ha oltretutto portato all’associazione no-profit tutta la sua valida esperienza. «Il fatto che Tara sia in possesso di un MBA dimostra che ha avuto iniziativa, che era motivata a migliorare la sua carriera e aveva le giuste competenze in business - dice Drinkwater -. Siamo stati fortunati a trovare qualcuno che possiamo permetterci di assumere, tenuto conto dei nostri finanziamenti».

Le scuole di business in genere spiegano ai diplomati il grande peso che possono avere le gratifiche finanziarie e professionali legate a un MBA. Ma per chi assume diplomati MBA, e deve bilanciare le spese di retribuzione più onerose e il potenziale di un più alto valore per l’azienda, i rendimenti degli investimenti rappresentano di sicuro una preoccupazione. È probabile che la fiducia dei datori di lavoro porti a un lieve aumento dei posti di lavoro disponibili quest’anno. Delle aziende interpellate dal Graduate Management Admission Council, l’ente che si occupa della gestione degli esami di ammissione alle scuole di business, quest’anno il 72 per cento (rispetto al 69 per cento dell’anno scorso) si ripromette di assumere diplomati in possesso di MBA.

I programmi di MBA dovranno darsi battaglia e competere per riempire quei posti con i loro diplomati, visto che il 40 per cento dei datori di lavoro interpellati dice di voler assumere più persone con competenze specialistiche, per esempio quelle garantite da un master in management e da un master in finanza, rispetto al 28 per cento di coloro che hanno detto di volerli assumere più che altro per gli insegnamenti generali di un corso MBA.

Secondo Scott DeRue, rettore della Michigan’s Ross School of Business, le scuole di business devono fare molto di più per promuovere il rendimento dell’investimento delle aziende in un MBA. DeRue afferma che in base ai calcoli a spanne della sua scuola, il rendimento dell’investimento di un’azienda che assume un diplomato MBA in genere è in passivo fino al terzo anno di occupazione, il che rifila alle scuole l’onere di spiegare quali siano i proventi legati all’assunzione dei loro studenti. «Dobbiamo dimostrarne il valore presso chi li assume», dice. DeRue teme che i datori di lavoro delle aziende hi-tech affermino la loro leadership addestrando le aziende, se le scuole di business non dimostreranno il valore dei loro diplomati MBA: «Amazon dice che se potremo fornire studenti che abbiano il giusto mix di competenze di business e capacità di analisi dei dati li assumerà. Se non lo faremo, faranno quello che hanno sempre fatto in qualsiasi altro settore nel quale abbiano visto un bisogno non risposto: si metterà in aperta concorrenza».

La prova migliore del rendimento degli investimenti per i datori di lavoro che assumono un diplomato MBA è la disponibilità a tornare nel campus universitario per assumerne altri: lo afferma Andrea Masini, responsabile del programma MBA all’HEC di Parigi. Il numero di società di spicco che assumono in blocco - definite dall’HEC come aziende che assumono più di un diplomato MBA per classe - è aumentato negli ultimi quattro anni e l’anno scorso ha interessato il 44 per cento di tutte le posizioni, ben più rispetto al 20 per cento del 2014, dice Masini. Le grandi aziende hanno assunto circa l'80 per cento dei diplomati MBA dell'HEC, poiché in buona parte cercavano persone con doti imprenditoriali tali da lavorare a progetti innovativi. Il vantaggio di queste assunzioni non può essere misurato soltanto in termini finanziari, dice Masini. «Queste aziende possono procurarsi competenze tecniche dagli studenti più giovani che conseguono diplomi master specialistici. Ma ciò di cui hanno davvero bisogno sono i leader, e i leader si trovano soltanto nei programmi MBA».

Arjun Duggal crede che il suo MBA abbia un valore economico per il suo datore di lavoro Anheuser-Busch InBev, il più grande birrificio al mondo. Il diplomato della Iese Business School, nato in India, è entrato l’anno scorso in azienda per uno stage di 10 settimane, durante le quali ha creato una dashboard online per aiutare il ramo approvvigionamenti a tenere traccia degli acquisiti di sottobicchieri, boccali di birra e altri materiali brandizzati. La dashboard ha aiutato quel reparto a ridurre del 20 per cento i costi degli acquisti l’anno scorso, secondo Duggal. Egli pensa che la formazione ricevuta alla IESE lo metta in grado di individuare opportunità laddove altri non ne vedono, una competenza assai difficile da misurare. Da quando nel giugno scorso è entrato a AB InBev a tempo pieno, Duggal ha trovato altri modi nuovi ancora per presentare le informazioni raccolte dal team marketing commerciale europeo. «Io apporto valore aggiunto con uno sguardo fresco e innovativo», dice.

I diplomati che conseguono un MBA alla IESE sono di particolare interesse per le assunzioni in questo team, secondo il responsabile Felipe Blasques. «Noi apprezziamo il talento, chi ha voglia di crescere e di migliorare all’interno dell'azienda. Questi profili MBA si sono rivelati una buona scelta», dice.

Che cosa vuole Amazon
L’anno scorso, Amazon ha assunto più di mille diplomati MBA per ricoprire varie posizioni all’interno delle sue divisioni aziendali, dai product manager nei suoi servizi Amazon Web e Prime Air a ruoli logistici nella sua rete globale di centri operativi. La sua prima considerazione non è la spesa, ma il valore delle competenze nei confronti di una particolare operazione di business, secondo quanto afferma Miriam Park, direttrice per Amazon dei programmi universitari:
«Siamo un’azienda impaziente di creare e costruire - dice - e pensiamo che i candidati con MBA siano portatori di un mix assai valido di pensiero analitico, acume imprenditoriale e interesse nel realizzare grandi cose».

Copyright The Financial Times Limited 2018
(Traduzione di Anna Bissanti)

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