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Caruso apre il primo negozio in Italia e s'ispira al teatro

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Caruso apre il primo negozio in Italia e s'ispira al teatro

Non è affatto scontato il riferimento letterario scelto da Umberto Angeloni per spiegare la sua idea di eleganza maschile. Viene dal romanzo Un'estate pericolosa di Ernest Hemingway, scritto tra il 1959 e il 1960 ma pubblicato postumo nel 1985. «Il grande scrittore americano parlava di “good Italians”, due parole che racchiudono un mondo, quello degli uomini italiani che vivono, mangiano e si vestono in quel modo, quello stile, che tanto affascinavano Hemingway», racconta Angeloni, ceo del brand sartoriale maschile Caruso.

Oggi Angeloni coronerà un piccolo grande sogno: aprire il primo monomarca nel quadrilatero della moda milanese, 400 metri in via Gesù, con un arredamento che si ispira ai teatri d'opera. Il negozio è all'inizio di una strada che, proprio grazie a un'idea di Angeloni, si trasformerà in “Via dell'uomo”, coinvolgendo in progetti speciali e di comunicazione tutte le insegne presenti, compresi l'hotel Four Seasons e il Museo Bagatti Valsecchi. «Ci sono voluti nove mesi, ma alla fine tutti sono stati coinvolti e convinti dal progetto: via Gesù, con la sua architettura intatta da 200 anni, può diventare un punto di riferimento mondiale per gli uomini alla ricerca di qualità e stile nel vestire e nel vivere».

Il marchio Caruso è in realtà solo una parte dell'azienda guidata da Angeloni (che ha sede a Soragna, alle porte di Parma) e assorbe il 25% del fatturato (60 milioni nel 2014, stabile rispetto al 2013 e con un export dell'80%). Il restante 75% è diviso tra produzione di abiti da uomo per altre maison del lusso, soprattutto francesi, e per negozi multimarca che hanno anche un private label.
«Lavorare per tre tipi di clienti ci insegna a essere versatili e reattivi – spiega il ceo di Caruso –. Inoltre ci dà disciplina e ci consente di compensare eventuali cali in un canale con gli altri». Angeloni è orgoglioso del percorso fatto in «appena cinque anni».

Dal 2009, quando è diventato ceo, è successo di tutto, aggiunge: «Due recessioni, scossoni valutari, crisi geopolitiche: a volte mi sembra quasi un miracolo di avere, di fatto, costruito un house brand da zero e di avere già due monomarca, accanto alla distribuzione wholesale, fatta di 100 multimarca in Italia e 200 all'estero. Due mesi fa abbiamo aperto a New York e nel 2015 sarà la volta di Shanghai, nello spazio che il nostro socio cinese, il gruppo Fosun, sta costruendo sul Bund, disegnato da Norman Foster».

Nel 2013 Fosun (che in Francia ha appena acquisito Club Med) è entrato in Caruso con il 35% e Angeloni è entusiasta del partner. «Siamo l'unico investimento che questo colosso ha fatto in Italia e abbiamo grandi progetti per Expo: Fosun è il secondo azionista, dopo il Governo, della China International Travel Service (Cits), la più grande agenzia di viaggi cinese, che sta organizzando i flussi in Italia per Expo. L'idea è preparare itinerari da Milano a Soragna, per vedere la fabbrica e fare degustazioni enogastronomiche, partendo dai formaggi e dal famosissimo culatello».

Nel 2014 i mercati più importanti, dopo l'Italia, sono stati Germania e Giappone, ma nel 2015 Angeloni prevede un'ulteriore accelerazione degli Stati Uniti e una crescita stabile della Cina. «Nei primi due mesi, a New York abbiamo avuto clienti americani, arabi, asiatici, nonché italiani residenti lì. È il mio sogno che si realizza: Caruso come calamita per chi vuole diventare un good Italian, per tornare a Hemingway».

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