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I brand italiani della moda curvy crescono con export ed e-commerce

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I brand italiani della moda curvy crescono con export ed e-commerce

Reggio Emilia, 1980: Achille Maramotti, fondatore del Gruppo Max Mara, crea un marchio dedicato alle taglie oltre la 46 e lo chiama Marina Rinaldi, omaggiando la bisnonna sarta alla fine dell’Ottocento. Alba, 1985: il Gruppo Miroglio (allora Vestebene) lancia una linea di abbigliamento per donne con una fisicità morbida. Elena Mirò, questo il nome del marchio, arriva a metà anni Duemila sulle passerelle di Milano Moda Donna (in calendario e non) accanto ai big della moda mondiale.

A Milano, nel 2016, trovare una collezione di capi curvy che siano anche glamour non è difficile come negli anni Ottanta, quando le griffe crearono linee in grado di esaltare le curve senza mortificarle: basta fare due passi in centro, dove sia Miroglio Fashion Group, in Piazza della Scala, sia Marina Rinaldi, in Corso Vittorio Emanuele, hanno i propri negozi e dove le aziende del fast fashion, H&M e Mango soprattutto, hanno lanciato con successo collezioni per donne formose. Oppure un giro virtuale: Asos produce una linea Curvy, Zalando aggrega quelle di marchi internazionali tra cui New Look Curves, Junarose.

L’Italia, del resto, è un mercato di successo per le collezioni di moda curvy. A confermarlo sono le stesse aziende: «Quello domestico è il mercato in cui abbiamo iniziato - spiega Alberto Damian, direttore dell’unità di business Premium di Miroglio Fashion Group - e resta il nostro mercato di riferimento. Nel tempo a Elena Mirò, che ha compiuto 30 anni, abbiamo affiancato altri marchi di moda curvy: Fiorella Rubino, più accessibile, pensato per un pubblico più giovane, Luisa Viola (ieri è stata lanciata la capsule Mara Venier for Luisa Viola, ndr) e Per Te By Krizia». Oggi la divisione, che nel 2015 ha generato ricavi per 250 milioni di euro circa, ha un orizzonte globale: «All’estero lavoriamo molto in Spagna e in Francia, poi in Russia. A breve apriremo un monomarca Elena Mirò a Dubai e in seguito in Polonia».

Anche il business di Marina Rinaldi - sotto il cui cappello rientra anche il brand Persona - è internazionale. Ed è in crescita: «I monomarca - spiega Lynne Webber, managing director di Marina Rinaldi - stanno ottenendo risultati positivi con un incremento delle vendite della P-E 2016 rispetto alla P-E 15. Alcuni mercati come il Regno Unito stanno crescendo a doppia cifra». Per il futuro il brand del gruppo Max Mara - che nel complesso ha chiuso il 2015 con ricavi per 1,34 miliardi di euro - guarda a due mercati chiave: gli Usa, dove aprirà l’e-commerce, già attivo in 28 paesi europei, e Medioriente. «Un’area nella quale vogliamo rafforzarci con nuove aperture dal 2017. Poi c’è la Russia dove, nonostante i problemi monetari , l'espansione dei monomarca continua» chiosa Webber.

A determinare il successo della moda curvy, in Italia e all’estero, sono i prodotti: curati nei dettagli per la clientela più esigente; cheap&chic per le nuove generazioni attente ai trend (e al portafogli). Giovani che comprano sempre di più online: «Asos Curve è una categoria molto importante per noi e sta avendo ottimi risultati - fanno sapere da Asos , 1,15 miliardi di sterline di ricavi nel 2015, circa1,5 miliardi di euro -. Abbiamo registrato una crescita degli acquisti soprattutto tra i nostri clienti più giovani e, in particolare, nei segmenti denim, casual e streetwear. Per la stagione A-I 16/17 speriamo di ampliare i consensi sul fronte abiti ricamati e da sposa».

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