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Al Pascià, bottega storica di pipe nel centro di Milano

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Al Pascià, bottega storica di pipe nel centro di Milano

Resistere indenni dal 1906 in una delle strade più commerciali di Milano, dove le insegne cambiano a ogni stagione, è un’impresa quasi eroica. E chissà quante proposte allettanti avrà ricevuto la famiglia Sportelli per cedere i suoi preziosi locali a qualche retail shop low cost? Nonostante il circondario di patatine fritte e abbigliamento cheap di via Torino, strada centralissima e storica della città, il negozio per fumatori di pipa Al Pascià è sempre lì, con le vetrine lustre, gli ottoni lucidi e la moquette che attutisce il frastuono esterno. Se è successo, è perché la famiglia Sportelli, proprietaria dal 1988, non ha vissuto su nostalgici allori.

Infatti, la signora Adele, titolare del negozio, ha trasformato l’originale laboratorio dove si aggiustavano pipe in un negozio per fumatori da meditazione, aggiungendo alle pipe dei marchi più prestigiosi, gli accessori di corredo, come posacenere, porta fiammiferi, porta tabacco, fatti realizzare da selezionati pellettieri della Toscana, terra d’origine di parte della famiglia. Poi si sono aggiunte le borse, i secchielli che letteralmente spopolarono in quegli anni, i portafogli, i portabiglietti, le scatole in cuoio battuto a caldo, una lavorazione molto rara e pregiata rifinita con colorazione lucidissima fatta a mano.

Insomma la boutique di via Torino 61 è da oltre un secolo il punto di riferimento milanese per i sofisticati fumatori di pipa. Sembra storia e gente d’altri tempi, invece il negozio non solo è ancora aperto, ma rappresenta una nuova generazione di fumatori slow, che coltivano il proprio hobby con ritualità, ricerca e meticolosità. E non si immagini una clientela dai settanta in su che col cappello di feltro e il bastone va traballando al suo santuario. Tutt’altro.

Quando la signora Adele ha passato il testimone ai figli Leonardo e Cosimo alla fine degli anni Novanta, loro lo hanno saputo adeguare ai tempi. Come prima cosa, ed era abbastanza all'avanguardia per una boutique nel 1999, hanno realizzato il sito di e-commerce, ampliando così la clientela milanese a 154 Paesi.

E hanno aggiunto un blog sulla pipa e il suo immaginario, scritto da due professionisti: per l’aspetto narrativo, Morena Rossi, autrice delle affascinanti storie di «Destini Incrociati» di Radio24, ed Enrico Castruccio per i racconti storici.

Leonardo e Cosimo sono andati personalmente a conoscere i produttori di pipe, per ampliare e aggiornare la loro collezione, attualmente 10mila pezzi da 16 a 19.800 €, e per realizzare la “Curvy”, loro progetto di una pipa in radica italiana, super maneggevole, unisex che infine hanno fatto produrre da un’azienda olandese. Morale della favola: la piccola reverse calabash, il cui prezzo varia da 99.50 a 125 €, ha registrato il sold out negli Stati Uniti con una bella lista d’attesa da assecondare, e ha ringiovanito l’immagine di un oggetto d’antan, che in versione colorata e sensualmente rotondetta (questo significa curvy) viene fotografato nelle mani di giovani modelli e modelle e non solo vecchi presidenti, lupi di mare o ispettori d’un altro secolo.

E chi fuma allora? «Guardi, al momento Curvy è almeno in un paio di missioni Onu, e ha sicuramente contribuito ad ampliare il nostro pubblico», dice Leonardo Sportelli. Al proposito quanti anni ha il vostro cliente più giovane? «Lei non crederebbe ai suoi occhi se stesse qui per qualche giorno. Entrano uomini, donne – sì molte fumano, tra cui la sommelier Sandra Ciciriello e la signora Adele, quando è nervosa -, intenditori e amatori, intellettuali e politici, sportivi e gente della tv. Comunque, per rispondere alla sua domanda: il nostro cliente più giovane ha sei anni». Sei anni? «Ovviamente non fuma; però viene sempre con il nonno e quando c’è l'occasione, si fa regalare un accessorio per la sua piccola collezione». Se la storia procede secondo i presupposti, tra 15-20 anni, probabilmente, avrà un vasto corredo che potrà continuamente aggiornare al Pascià di via Torino.

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