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Al Marriott Hotel County Hall di Londra

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Al Marriott Hotel County Hall di Londra

Abbiamo dormito in castelli, vecchie fattorie, ex chiese, fari tra le onde e antiche torri. Ma prendere albergo nell’ex sede del Governo di Londra è un’esperienza ancora più fuori dall'ordinario. È un po’ come trascorrere una notte al museo, o comunque in quei posti monumentali in cui nessuno si sognerebbe di soggiornare.

Il Marriott Hotel County Hall occupa infatti i sei piani dello storico edificio in stile Edwardiano inaugurato nel 1922 da Queen Mary che ospitò il governo della città e i suoi 4700 dipendenti fino a quando fu abolito da Margareth Thatcher nel 1986. Fu allora che, perso il ruolo istituzionale, venne trasformato in cinque stelle nel 1998, con alcune caratteristiche che lo rendono però speciale nel già affollato scenario alberghiero: sette miglia di corridoi labirintici tra cui è facile perdere l’orientamento, almeno i primi giorni; stanze molto grandi, tra le più grandi della città essendo ricavate negli ex uffici e appartamenti dei politici; e soprattutto una posizione incredibile: è affacciato sul South Bank del Tamigi, in una delle zone più vivaci di Londra, con camere e sale che guardano dritto verso il Parlamento, Big Ben, l’abbazia di Westminster alla fine dell’omonimo ponte, dove c’è l’ingresso.

Ma c’è un ulteriore vantaggio per questo edificio monumentale che ospita anche un museo, diversi ristoranti e qualche ufficio pubblico: nel maggio 2016 ha riaperto completamente ristrutturato, cosicché tutte le dotazioni a cinque stelle sono allo stato dell'arte, e non è affatto un dettaglio da trascurare, specialmente in una struttura grande. Ed è un rinnovo che parla di Londra ovunque: le pareti con le cover storiche della Penguin davanti agli ascensori, la carta con ombrelli e bombette, i tendoni con gli orologi, la moquette optical con i cerchi arancioni lungo i corridoi interminabili.

E nelle stanze con le boiserie bianche, i muri tortora e sempre una poltrona arancione, hanno soffitti ampi, tagli originali, bagni in marmo e spogliatoi (con asse e ferro da stiro) rivestiti con mappe di Londra anni Trenta. Qualcuna (per esempio la 628) ha un balconcino dove si possono fare colazione e aperitivo salutando i turisti sul London Eye. E se le camere sono nuove, spaziose e moderne, sono rimasti invece intatti, seppur rinfrescati, gli ambienti storici. Ci sono ancora la “Ayes” Room con le vignette e le foto dei politici dell'epoca e le poltroncine per chiacchierare, e la “Noes” Lobby, all’ingresso, dove si riunivano invece gli oppositori, fautori dei “no”, e dove ora si beve qualcosa in attesa del taxi o di ospiti. E sono sempre frequentate la biblioteca storica dove ora si serve il tradizionale Afternoon Tea, e il bar Gillray's, sempre pieno dal pomeriggio tardi per i rinomati cocktail di Sam Mitchell e per la settantina di gin da scegliere. Diversamente dagli italiani, i londinesi frequeno bar, ristoranti e sale dei loro alberghi più belli, quotidianamente, ed è un tale piacere vederli così vivaci, da volersi fermare proprio lì, perché è già uno dei posti più cool della città.

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