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Bizzarri: «Per Gucci metà del business arriva dai Millennials»

Il 2016 è stato un anno da incorniciare per Gucci, ma ora l'asticella si alza ancora di più e l'obiettivo della maison-locomotiva del gruppo francese Kering è ripetersi andando controcorrente: «Il mercato del lusso si manterrà piatto nei prossimi anni, visto che il +2% stimato significa “flat” considerando l'aumento dei costi – ha spiegato Marco Bizzarri, presidente e ceo di Gucci dal gennaio 2015, parlando agli studenti della scuola Polimoda di Firenze – ma noi vogliamo continuare a crescere ancora per diventare la migliore fashion company del mondo». Paura delle politiche protezionistiche di Trump? «Siamo preoccupati, ma il mondo del lusso è abituato a doversi riposizionare su mercati che vanno su e giù. Più che i numeri, fa paura l'incertezza», ha aggiunto a margine dell'incontro.

Dopo aver messo a segno un risultato insperato («Non mi aspettavo questo successo»), con +12,7% di vendite 2016, arrivate a 4,37 miliardi di euro (a cambi costanti), e un'accelerazione registrata nel quarto trimestre (+21,4%), Bizzarri intende continuare a far leva sulle “chiavi” che considera strategiche per Gucci: cultura del cambiamento, innovazione, flessibilità, organizzazione aziendale. «L'attività giornaliera e l'attenzione alle singole cose sono fondamentali - ha detto - così come lo è il fatto di essere aperti ai cambiamenti e alla diversità». E per assorbire gli stimoli che arrivano anche dai più giovani e dai talenti presenti in azienda, il ceo ha raccontato di aver costituito un comitato esecutivo-ombra, formato appunto dalle nuove generazioni, che suggerisce e propone idee e progetti o commenta quelli decisi dal board.

Del resto le nuove generazioni rappresentano clienti sempre più importanti per Gucci: «Il 50% del nostro business oggi arriva dai Millennials – ha sottolineato Bizzarri – cioè da clienti che due anni fa non sapevamo neppure chi fossero».
A proposito di riorganizzazione aziendale, il ceo ha annunciato per fine anno l'apertura del centro d'eccellenza di Scandicci, nell'ex area Matec di 50mila metri quadrati vicino al quartier generale Gucci di Casellina, che ospiterà, per la prima volta, tutte le funzioni di sviluppo prodotto, prototipia e logistica legate alla filiera pelle. «Per la prima volta – ha spiegato Bizzarri – mettiamo insieme pelletteria e scarpe (sia da uomo che da donna, ndr):
sarà un centro strategico in cui riuniremo le best practice attuando una innovazione che nessun altro marchio ha».

Infine, Bizzarri ha raccontato la scelta, fatta poco dopo il proprio insediamento, di affidare la direzione creativa ad Alessandro Michele, nell'ufficio design di Gucci dal 2002, e dunque la decisione di scommettere su una professionalità interna che conosceva bene il marchio. «Abbiamo messo Alessandro nelle condizioni migliori di esprimersi. Che poi è il mio compito nei confronti di tutti».

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