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TheMicam (calzature): riparte l’Italia - Il dollaro traina gli Usa

La nuova Fashion Square del padiglione 1 della Fiera di Milano-Rho è affollata di compratori internazionali a caccia di prodotti che sappiano abbinare stile e alta qualità.

L’area, che per la prima volta theMicam dedica ad alcuni top brand del lusso - Gucci, Prada, Tod’s, Fendi e Ferragamo –, assolve bene al compito che le è stato affidato: dare lustro alla manifestazione dedicata alle calzature che, in scena fino a domani, riunisce poco più di 1.400 espositori di cui oltre la metà sono aziende italiane. Tutte alle prese con uno scenario internazionale in continuo cambiamento.

Tutte decise a sfruttare, anche grazie alle politiche messe in campo in sinergia con Mise e Ice, la fiera come vetrina: «Quest’edizione è partita bene - dice Andrea Tomat presidente di Stonefly - con un incremento delle presenze dall’Italia, un mercato che per noi assorbe più del 50% del fatturato, e una conferma delle presenze straniere. La fiera dà lustro al made in Italy anche grazie al coinvolgimento di alcuni top brand. L’allineamento con le sfilate, poi, ci permetterà di fare sistema in modo ancora più efficace». Il primo cliente straniero dell’azienda veneta, che ha chiuso il 2016 con 80 milioni di ricavi circa, è la Spagna: «un mercato che si sta riprendendo, insieme al Portogallo», dice Tomat. Il focus di Stonefly per il 2017 è rafforzarsi sul fronte delle calzature maschili e potenziare la propria presenza in Italia – con sei nuovi monomarca in apertura – e in Europa.

Ha un respiro internazionale anche la strategia di sviluppo di Keys, storico marchio che da un anno fa capo a Opera, società da 6 milioni di euro di ricavi che oltre alle calzature del brand produce private label per aziende italiane e straniere: «La nostra realtà punta sulla tecnologia che rende più flessibile le produzioni e la gestione degli ordini - dice Carlo Cavaciocchi, amministratore delegato di Opera – e ci permette di rispondere in maniera più pronta ed efficace alle esigenze dei consumatori. E con un ottimo rapporto qualità-prezzo». Un esempio su tutti, gli Usa: «Abbiamo la tecnologia per realizzare calzature con le misure per il mercato americano. Il made in Italy in America ha sempre il suo fascino e il dollaro forte spinge all’acquisto».

È soddisfatto dell’andamento di theMicam anche Stefano Peruzzi, tra i soci fondatori della pisana CafèNoir, 32 milioni di euro di ricavi nel 2016 e un importante piano di sviluppo multicanale: «Credo nella contaminazione: tra canali di vendita – dice Peruzzi – ma anche tra merceologie. Per questo vorrei che a theMicam venissero presentati prodotti diversi. Quest’anno percepisco più vitalità,anche grazie alla “qualificazione” portata dai brand del padiglione lusso».

Maggiore vitalità si percepisce anche alla 111esima edizione di Mipel-the Bag show, manifestazione dedicata alle borse e alla pelletteria che occupa il padiglione 10 della Fiera con oltre 300 aziende. L’attenzione dei compratori – se ne attendono 12mila – sono orientate ai nuovi brand, riuniti nell’area Scenario e all’artigianalità.

Le presenze di lungo corso non mancano: «Abbiamo uno showroom di proprietà ma non rinunciamo al Mipel», spiega Francesca Orlandi, responsabile prodotto di Valentino Orlandi. L’azienda marchigiana, che deve oltre il 90% dei 3 milioni di euro di ricavi ai mercati stranieri, ha dovuto sopperire al calo della Russia puntando su nuovi mercati: «La Nigeria ci sta dando grandi soddisfazioni: è una piazza in pieno boom, noi siamo in una fase delicata di posizionamento del marchio». Tra le novità di Valentino Orlandi per il 2017 ci sarà il lancio «di un nuovo brand, dedicato ad una clientela più giovane, nel solco del nostro Dna aziendale e della tradizione made in Italy».

Oltre 500 marchi

Con 511 marchi di cui 189 new entry, White Milano (dal 25 al 27 febbraio) si conferma una delle manifestazioni di riferimento della moda contemporary. Il salone, perno del Tortona Fashion District grazie a una sinergia di lungo corso con il Comune di Milano, occuperà quest’anno una superficie espositiva di 20mila mq, in aumento dell’11% rispetto al febbraio 2016. L’obiettivo di White Milano è attirare circa 22 mila visitatori, complici ben 145 marchi internazionali tra gli espositori e un focus sui giovani talenti dalla Cina al Belgio. Per la prima volta, poi, lo Special Guest di White, il georgiano Situationist, sfilerà nel calendario della Cnmi.

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