Moda24

BasicNet corre negli Usa

casualwear

BasicNet corre negli Usa

Una trasformazione industriale, che in quattro anni ha portato la progettazione di tutti gli uffici stile del Gruppo BasicNet alla dimensione 3D, con il primo campionario, quello del brand Kappa, completamente realizzato grazie all’additive manifacturing. Per Marco Boglione, fondatore e presidente di BasicNet, parlare di rivoluzioni è trattare un argomento familiare. «Questa trasformazione – racconta – affonda le sue radici negli anni Ottanta, nelle invenzioni di Steve Jobs e Bill Gates e nell’arrivo dei “popular computer”. Oggi raccogliamo i frutti di quella rivoluzione che è stata anzitutto una rivoluzione informatica e tecnologica». Le tecnologie per la progettazione e la produzione in 3D, aggiunge Boglione, «sono oggi tecnologie disponibili per fare moltissime cose all’interno di un processo produttivo in maniera più veloce, più flessibile, più economica e affidabile».

Il “nuovo corso” è stato avviato nel corso del 2013, in maniera soft, con un ufficio di progettazione 3D composto da due persone che, nel corso del tempo, è cresciuto con il passare dei mesi. «Abbiamo prima scommesso sulla creazione di una cultura nuova tra i nostri addetti, per stimolare la voglia di lavorare con modalità di progettazione nuove che in realtà non aggiungono complessità, al contrario permettono di disegnare, finalmente, così come naturalmente percepiamo il mondo, in versione tridimensionale». Un processo culturale prima che tecnologico, spiega Boglione, che ha semplificato il processo produttivo di capi e collezioni: «la novità per la rete dei nostri fornitori ha significato una maggiore velocità di progettazione, una maggiore precisione e una riduzione decisa degli errori».

L’innovazione resta un “vezzo” radicato in casa BasicNet, che mercoledì ha approvato i dati di bilancio per il 2016, un anno in cui i ricavi dalle vendite aggregate di prodotti in capo ai marchi del gruppo si sono assestati a 740 milioni di euro, in crescita dell’1,3% rispetto al 2015. Per il gruppo con sede a Torino il 2016 ha portato ad una crescita dell’1% anche del mercato Italia mentre parla da solo il risultato registrato negli Stati Uniti, dove prosegue lo sviluppo del mercato americano con un +45,4% dei ricavi. L’Europa cresce del 2,4%, «mentre l’instabilità politica e il calo dei consumi hanno comportato il rallentamento di alcuni paesi asiatici, condizionando il fatturato dei rispettivi licenziatari» sottolinea il Gruppo in una nota diffusa subito dopo il Cda. Nel quadro dell’analisi dei risultati economico-finanziari, promette bene la performance dell’ultimo trimestre dell’anno, con un fatturato dei licenziatari commerciali cresciuto del 16,2% rispetto allo stesso periodo del 2015. Tra i brand si segnala il +3,3% di Kappa® e Robe di Kappa® e il +7,3 di K-Way®, che registra la maggior crescita commerciale in Asia (+37,4%) grazie a sviluppi positivi in Giappone e al rafforzamento delle vendite sul mercato sud-coreano, oltre a un aumento dei ricavi in Europa del 6,2%. Ebitda in calo a 21,5 milioni (da 32 milioni) e risultato ante imposte diminuito a 14,9 milioni (da 26,4 milioni). Flessione spiegata, nella nota diffusa dopo il cda, dall’aumento degli investimenti in sponsorizzazioni e media (+25,6%), del costo del lavoro per nuove assunzioni e dei costi di struttura.

© Riproduzione riservata