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Zegna apre l’atelier del «lusso lento»

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Zegna apre l’atelier del «lusso lento»

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Si chiama Atelier Zegna il nuovo progetto nato dalla comune visione di breve e medio termine, forse persino di lungo, di Gildo Zegna e Alessandro Sartori. Visione alla quale si aggiunge l’affinità di formazione e origini, forse persino di carattere, tra i due, rispettivamente ceo e direttore creativo di Ermenegildo Zegna. Atelier Zegna è nato insieme a tanti altri progetti il giorno in cui Sartori, all’inizio del 2016,incontrò Zegna per accettare la proposta di tornare all’azienda biellese dopo cinque anni alla guida stilistica di Berluti. «In quell'incontro, nato come un caffè che avrebbe dovuto rubare a entrambi solo pochi minuti ma che è poi durato quasi sette ore, abbiamo gettato le basi per progetti di ogni genere, dando le relative priorità – spiega Sartori –. Nel gennaio 2017 c’è stata la presentazione a Pitti di Z Zegna, poi la sfilata Couture a Milano e la presentazione a New York della campagna con Robert De Niro. Ora, finalmente, è arrivato il momento di Atelier Zegna».

«Sono vent’anni che offriamo il “su misura” e siamo stati i primi a estenderlo a ogni tipologia di prodotto – conferma Gildo Zegna -. Il “bespoke” che prende vita a Milano ci porta in un altro universo, parallelo al su misura, ispirato dalla stessa filosofia, ma con tempi e regole un po’ diverse». All’Atelier si può accedere sia dal negozio di via Monte Napoleone, sia da un discretissimo portone di via Bigli: ai clienti la scelta. Ecco le caratteristiche degli universi paralleli citati dal ceo del gruppo: per un abito su misura si parte da mille euro, per il bespoke si va da 5 a 10mila. Il primo richiede una prova e dieci ore di lavoro, per il secondo sono previsti quattro incontri con i sarti (che possono anche volare dai clienti, ovunque essi si trovino) e 75 ore di passaggi manuali. «Diversi sono pure i tempi – sottolinea Zegna –. Il su misura è un lusso lento, che comporta otto settimane di attesa, il bespoke è lusso lentissimo: i sarti hanno bisogno di almeno tre mesi. Le lavorazioni da fare sono 200 e i componenti di ogni abito 150». Uguale la quantità di tessuto, 4 metri, diversa la fattura: «Per il bespoke il cliente può personalizzare persino il tessuto, scegliendo tra quelli del nostro immenso archivio o portandoci un campione di qualcosa che già possiede. O ancora – precisa Sartori – può chiedere una consulenza stilistica, che va oltre il fit dell’abito. Al progetto Atelier abbiamo dedicato dieci telai degli anni 60 e che rispondono a logiche artigianali, al confine con il fatto a mano».

Il bilancio 2016 deve ancora essere approvato; nel 2015 il gruppo Zegna era cresciuto a 1,261 miliardi, con un export vicino al 90% e per il 2017 Gildo Zegna è cautamente ottimista, citando la sintonia con Sartori. Le recenti cronache della moda insegnano che non esistono più “manager supermen” o “stilisti star”. Quel che conta davvero è l’intesa ai vertici, quasi un pasodoble tra ceo e direttore creativo che rende reali sogni e passioni.

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