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Novavision cresce con le apparecchiature elettromedicali grazie all’export

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Novavision cresce con le apparecchiature elettromedicali grazie all’export

«Siamo un’industria 4.0, attenta ai bisogni dei propri dipendenti, al corretto smaltimento dei materiali, la maggioranza biocompatibile e all’utilizzo dell’energia solare e per fare questo ci affidiamo a macchine intelligenti, automatizzate, collegate a internet». A parlare è Flavio Peralda, al timone della Novavision Group, azienda nata negli anni 80, che dopo un passato glorioso nella videoproiezione, è diventata leader nella produzione di dispositivi medici e apparecchiature elettromedicali.

«Novavision è un’azienda tutta italiana, ogni singolo pezzo è made in Italy - racconta Peralda -. Siamo presenti in oltre 20 paesi, tra cui Russia, Australia, Cina, Far East, Middle East, con una grande possibilità di crescita, entro l’anno dovremmo raggiungere la quota di 32 paesi stranieri, con le nostre tecnologie elettromedicali supportate da oltre 35 brevetti. Abbiamo chiuso il 2016 a 12 milioni di euro, con una crescita del 30% rispetto all’anno precedente e contiamo di avere un altro incremento del 25 per cento».

Nell’azienda lavorano 46 dipendenti, di cui il 68% sono donne. Per loro è stato creato un asilo nido, a pochi chilometri dalla sede (Misinto provincia di Monza), che segue gratuitamente i bambini dai sei ai trentasei mesi, durante le ore di lavoro. Non solo, all’interno dell’azienda per i dipendenti c’è una palestra con attrezzi Technogym, una mensa e un’area ludica con play station e lavagne digitali per i momenti di relax.

«L’attenzione al welfare aziendale è nel nostro DNA – continua il manager – sul volto dei miei dipendenti vedo il sorriso e non volti imbronciati. Ho voluto creare una squadra, tutti sono importanti, da chi svolge la mansione più semplice fino a quella più specializzata».

Il mercato della bellezza è in continua espansione. Il desiderio di vedersi giovani non riguarda solo le donne, ma anche il 38% degli uomini, sempre più attenti al loro aspetto. Il fatturato della medicina estetica nel mondo ha raggiunto la quota di 6,6 miliardi di dollari di cui 2,4 riguardano i medical devices, secondo i report di Medical Insight . «Dalla chirurgia plastica invasiva, che ha fatto molti danni, siamo passati a una bellezza senza bisturi, grazie a delle tecnologie avanzate. Il nostro fiore all'occhiello è la radiofrequenza quadripolare dinamica frazionata, in grado di trattare, in poche sedute: la lassità cutanea di viso e corpo, le rughe, le discromie cutanee e la cellulite. Questa tecnologia è stata applicata anche ad “Eva”, il nuovo macchinario che contrasta i disturbi intimi femminili, come la secchezza vaginale, il dolore vulvare e l’incontinenza».

L’azienda investe ogni anno in ricerca e sviluppo circa l’8% del fatturato e collabora con diverse università. «L’eccellenza dei nostri macchinari ci ha permesso di imporci in mercati un tempo inavvicinabili, come la Cina e la Russia – conclude Peralda – La quota estero nel nostro fatturato incide per il 75% e a breve esporteremo anche in America Latina, Tailandia e in alcuni paesi europei difficili da penetrare, come la Francia. Per il futuro stiamo sviluppando dei nuovi prodotti, come un farmaco “digitale” e una nuova linea dermocosmetica con attivi ancora più concentrati per un risultato sorprendente».

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