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Salone di Basilea, il rilancio degli orologi si gioca all’export

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Salone di Basilea, il rilancio degli orologi si gioca all’export

Si aperta ieri l’edizione 2017 di Baselworld, la centesima per la pi importante fiera europea dedicata ai gioielli e, soprattutto, agli orologi. Il quadro che si delinea a Basilea fatto di luci e ombre: da un lato si conferma l’importanza del settore e di questo salone mondiale annuale, dall’altro ci sono le difficolt degli ultimi due anni, con flessioni delle vendite su molti dei principali mercati, arrivate dopo una lunga fase di espansione. A Baselworld quest’anno gli espositori sono 1.300, contro i 1.500 del 2016. Ci siamo lasciati alle spalle un anno difficile, ha detto Jean Daniel Pasche, presidente della Fh, la Federazione dell’industria orologiera svizzera, tra i pi importanti comparti manifatturieri del Paese e sinonimo di prodotti di alta gamma: si calcola che sia Swiss made il 90% degli orologi di lusso venduti nel mondo. I dati del Worldwide Market Monitor di Bain&Co. e di Fondazione Altagamma confermano le parole di Pasche: nel 2016 il segmento hard luxury (alta orologeria e gioielleria) ha perso il 5% rispetto al 2015: continua ad assorbire il 22% dei consumi di beni di lusso personali (vale cio 16 miliardi di euro), ma in difficolt soprattutto per il rallentamento asiatico.

In linea con il presidente della Fdration horlogre l’opinione di Eric Bertrand, presidente del Comitato degli espositori di Baselworld, e quella di Francois Thibaud, presidente degli espositori svizzeri. La situazione attuale – ha detto Bertrand – un’opportunit per chi ha lavorato correttamente in questi anni e ha basi solide sul mercato. Thibaud ha ricordato, oltre al rallentamento di mercati come la Cina, la forza del franco svizzero, un ostacolo per l’export, che nel 2016 calato del 9,9% rispetto al 2015.

Sylvie Ritter, managing director di Baselworld, ha sottolineato durante l’inaugurazione che l’obiettivo della fiera osservare e rispecchiare i mutamenti del mercato, cambiando a sua volta. Abbiamo ad esempio il nuovo spazio Les Ateliers, dedicato ai marchi indipendenti, e il Design Lab, pensato per i designer di orologi.

Aperta quest’anno dal ministro degli Interni Alain Berset, Baselworld si conferma un mix di tradizione e modernit. Accanto all’offerta di orologi tradizionali, che gi incorpora buone dosi di innovazione, c’ lo sviluppo della wearable tecnology, a partire dagli smartwatch. Tag Heuer (gruppo Lvmh) ha sviluppato un orologio con Intel e Google. Ma ci sono novit importanti anche da Victorinox, Movado e Mondaine. In collaborazione con la controllata EM Microelectronic e con il Centro svizzero di elettronica e di microtecnica (Csem), Swatch Group ha sviluppato il chip elettronico blue tooth pi piccolo al mondo ( poco pi grande di un chicco di riso), confermando l’importanza degli investimenti in tecnologia. Strategici pure per l’altro big player del settore, il gruppo Richemont, che per ha creato la sua fiera, il Sihh di Ginevra, e non partecipa a Baselworld.

Il futuro dell’industria orologiera, in particolare di quella svizzera di alta gamma, passa per innovazione e diversificazione dei mercati, anche se l’Asia rester un’area strategica. Nei primi due mesi del 2017 sono arrivati segnali positivi dall’export verso la Cina, grazie alla ripresa dei consumi interni, e da quello verso il Regno Unito, favorito dalla debolezza della sterlina scaturita dalla Brexit, che ha fatto aumentare i turisti e i rispettivi acquisti di lusso. Le esportazioni verso gli altri principali mercati europei, asiatici e americani hanno continuato a calare.

Tra gli operatori presenti a Basilea, alcuni prevedono il segno negativo anche per il 2017, altri ritengono che il peggio sia alle spalle. A dire chi ha ragione saranno i dati dei prossimi mesi. Ma gi il 30 marzo, in chiusura di Baselworld, si potr avere qualche indicazione in pi sulle prospettive per l’inerno anno, perch questa fiera centenaria non solo occasione di networking e comunicazione, bens appuntamento per firmare ordini e tastare il sentiment del canale wholesale.

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