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In Sicilia per Donna Coraly, bio-resort di campagna per turisti di…

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In Sicilia per Donna Coraly, bio-resort di campagna per turisti di lusso

Donna Coraly è un esempio riuscito di come si può trasformare una proprietà familiare in business. Innanzitutto bisogna avere una storia e lungimiranza, quindi tante, tantissime, energia e passione. Doti che non mancavano certo a Lucia Pascarelli quando tornando alla tenuta di famiglia in Contrada San Michele, vicino a Siracusa, abbandonata da qualche anno, ha sentito l'urgenza di sistemarla, e riportarla alla vitalità originale. Ricordava le idilliache le estati trascorse nella casa di campagna di Nonna Coraly, tra gli agrumeti e l’uliveto, a bere latte appena munto nella stalla.

Ricordava la luce siciliana, i profumi, i giochi da bambini. Fino a 35 anni, Lucia andava sempre alla villa della nonna, poi - «i casi della vita - a un certo punto si prendono altre direzioni, si viaggia, ci si trasferisce all’estero, e pur senza dimenticare i luoghi del cuore, non si frequentano più».

Fatto è che la casa è rimasta vuota per diversi anni fino al 2014, e alla vista di quel posto tanto amato e ormai inselvatichito, la signora Pascarelli ha convocato il suo architetto di fiducia Manuela Schioppa Salvadego, e insieme hanno iniziato a progettarne il recupero per tornare ad abitarci, almeno per qualche giorno all’anno. Salvo poi immaginare che poteva diventare piuttosto un country resort, e accogliere turisti e viaggiatori amanti della Sicilia.

«Cosa che d’altra parte già accadeva nella tenuta - racconta -. Ogni giorno arriva qualcuno alla ricerca del luogo dove, il 3 settembre 1943, durante la seconda guerra mondiale, era stato firmato l'armistizio tra il Regno d’Italia e gli alleati. Ed è accaduto proprio lì, nella nostra terra, all’ombra di piante secolari».

Nell’estate del 2016, Donna Coraly apre ai primi ospiti, raffinato ed elegante come d’altra parte è la signora Pascarelli. Ha cinque suite, una diversa dall’altra, un ristorante per gli ospiti, un parco botanico di 5mila mq, che è l’orgoglio della proprietaria: «Era un campo coltivato, come tanti qua intorno, e lo abbiamo trasformato in un giardino suddiviso in aree tematiche: l’agrumeto con piante rare come la “Mano di Budda” e il limone “Caviar”, il bosco con un carrubo di oltre cinquant’anni, il roseto, l’hortus conclusus, che produce pomodori, melanzane, fave, carote, broccoli biologici per la cucina».

Gli ospiti trascorrono molto tempo nei dehor profumati di zagare e gelsomini, con musica diffusa tutto il giorno, con playlist diverse a seconda dell’orario. Leggono, pranzano sotto il gazebo, prendono il sole sul bordo del laghetto artificiale che funge da piscina, e sembra quasi di essere al mare. Mare che tra l’altro dista massimo mezz'ora, se si cerca quello dai colori caraibici, ma molto meno per le spiagge attrezzate vicine a Siracusa.

La signora Lucia sovrintende a ogni cosa, cura il resort come la sua casa, tratta i clienti come gli ospiti dei sui ricevimenti. In camera fa trovare una scatola di biscotti fatti in casa e un bouquet di fiori freschi raccolti in giardino, lenzuola e spugne di alta qualità. Soprattutto, avendo viaggiato molto e in tutto il mondo, sa cosa ci si aspetta dall’albergo ideale: un phon vero con diffusore, adattatori per le prese, spugnette struccanti e schiuma da barba, ciabattine da camera e infradito per la piscina. E ovviamente, in camera c’è tutto.

Inoltre, la sua presenza in hotel è rassicurante. Al tramonto offre l'aperitivo in veranda, ed è l'occasione per conoscere gli ospiti, ascoltare le loro impressioni, scambiare qualche chiacchiera informale. Davanti a un drink e stuzzichini molecolari colorati, l’atmosfera diventa amichevole, ed è più facile allora dare consigli personalizzati per esplorare quel tratto meraviglioso di Sicilia orientale, i borghi marini e quelli barocchi, le aree archeologiche, le pasticcerie squisite, i laboratori di artigiani e gli artisti locali.

Al proposito, le opere appese nelle suite sono di pittori siciliani, i vasi di ceramica e le maioliche sono fatti a Caltagirone, le cure di bellezza e trattamenti sono a base di agrumi, zagare, mandorle e gelsomino. Insomma, ogni piccolo dettaglio offre un appiglio per parlare dell'isola, e non è altro che un indizio delle sue inesauribili ricchezze.

In sintesi, facendo leva sull'eredità storica e culturale della tenuta di San Michele, sulle bellezze dei dintorni, sul turismo culturale, Lucia Pascarelli ha creato un nuovo business, che da un lato preserva il passato e la tradizione di famiglia, dall'altro apre a nuove prospettive. Dopo il resort, il prossimo passo sarà infatti realizzare un’azienda agricola biologica che produce e vende marmellate, sughi, olio d’oliva, con ciò che cresce in tenuta.

All’inizio della seconda stagione, Donna Coraly è già un piccolo ma importante vòlano economico per la proprietà e, grazie all'indotto, anche per il territorio, e rappresenta un modello di business che si può adattare ad altri luoghi con una storia da preservare e condividere.

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