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Kaos rafforza la strategia retail

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Kaos rafforza la strategia retail

Kaos punta a sviluppare il mercato domestico, e in un secondo tempo anche quello oltreconfine, attraverso l’apertura di flagshipstore. Il negozio di Firenze inaugurato sabato scorso – 110 metri quadrati in via della Vigna Nuova con pareti dall’effetto trompe l’oeil, colori chiari e arredi lineari e minimal come le collezioni di abbigliamento Kaos - sarà infatti la cartina di tornasole del marchio bolognese per tarare le strategie retail tra monomarca di proprietà e in franchising.

«Firenze è il nostro quinto negozio diretto, dopo quello di Bari e i tre aperti in Emilia (Bologna, Modena e Ferrara), ma è il primo passo per valorizzare il nostro brand e per capire che cosa deve essere per noi il mercato al dettaglio. Dopo trent’anni di presenza nei multibrand (700 negozi in Italia, ndr) dobbiamo definire format e soluzioni più efficaci per fidelizzare la nostra clientela», spiega Marco Calzolari, titolare di Kaos, brand da lui fondato nel 1987 all’interno del Centergross, l’hub bolognese del pronto moda.

Il brand nasce come prodotto dedicato al fast fashion di tendenza per la linea donna (da 20 anni in su), giocato sul miglior rapporto qualità-prezzo, ma negli anni Novanta amplia l’offerta al ready-to-wear con le linee più di design Kaos Donna (total look) e Kaos Uomo (solo maglieria) per poi allargare il target anche alle teenager con le collezioni “Twenty Easy” e “Kaos Jeans”. «Nel 2016 abbiamo lanciato la linea Kaos Accessories e Icona Kaos, capsule di maglie dai filati pregiati che richiama lo stile degli inizi», racconta il titolare, che guida di fatto una commerciale di 90 persone, perché l’azienda si occupa di disegno, stile, prototipazione e acquisto dei tessuti e poi della distribuzione finale, ma le lavorazioni sono tutte esternalizzate: al 95% a una rete di subfornitori nel raggio di 100 chilometri e in piccola quota anche all’estero, in particolare per articoli in ecopelle, pellicce ecologiche, accessori.

L’esperienza non manca a Calzolari, seconda generazione di una famiglia da mezzo secolo attiva nell’abbigliamento pronto moda con il marchio Paquito: «Spazio sul mercato c’è nella fascia della qualità al giusto prezzo, anche la crisi non ci ha mai messo in ginocchio e quest’anno stiamo registrando tassi di crescita superiori al 6%», aggiunge Calzolari, che ha chiuso l’ultimo bilancio con oltre 50 milioni di euro di fatturato, con un peso dell’export attorno al 25%. «All’estero va molto forte il pronto moda, che oggi incide per un 40% sui volumi complessivi (il resto è campionario), e la ricettività del mercato è in forte crescita», assicura Calzolari.

Firenze è la tappa intermedia per arrivare all’empireo del fashion, Milano. «Stiamo valutando l’apertura nel Quadrilatero della moda – spiega il titolare - ma i prezzi sono molto alti e noi siamo una piccola azienda che ha la sua identità in un prodotto moda di tendenza alla portata di tutti e quindi dobbiamo stare molto attenti alla struttura dei costi». Dopo Milano toccherà sicuramente a Roma, «e perché no anche località come Forte dei Marmi, Rimini, Verona, ma attraverso partnership e negozi in franchising, il piano è ancora tutto da costruire», conclude Calzolari.

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