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A Milano i cinesi trainano lo shopping di lusso: +13% nel 1°…

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A Milano i cinesi trainano lo shopping di lusso: +13% nel 1° trimestre

Una tazza di tè caldo come gesto di benvenuto; suggerimenti sui regali da portare ad amici e colleghi, purché non riguardino cappelli verdi da uomo né ombrelli, oggetti dal significato negativo. Bastano pochi e piccoli accorgimenti per stabilire un’ottima relazione con i turisti cinesi che arrivano in Italia con un preciso intento: fare incetta di prodotti griffati. Una clientela che assorbe il 30% delle vendite tax free realizzate ogni anno nel nostro Paese e che, dopo un anno negativo, il 2016, nel 2017 è tornata a crescere. Secondo Global Blue, società leader nel tax free shopping, tra gennaio e marzo 2017 gli acquisti dei turisti cinesi sono aumentati del 12% rispetto allo stesso periodo del 2016. In salita anche lo scontrino medio, arrivato a 964 euro, (+4% ). Il trend è particolarmente positivo a Milano, dove i cinesi hanno speso il 13% in più rispetto al periodo gennaio-marzo 2016, con il Quadrilatero, cuore del lusso milanese, a +10 per cento.

«Nel 2016 abbiamo assistito a una tempesta perfetta, legata alla valuta, ai visti biometrici che hanno rallentato gli accessi e agli attacchi terroristici che hanno reso l’Europa meno sicura, almeno nella percezione dei cinesi – spiega Antonella Bertossi, marketing manager di Global Blue Italia –. Oggi stiamo assistendo a una ripresa e, allo stesso tempo, a un’evoluzione della tipologia di turista cinese».

Di fronte alla flessione dei viaggi i tour operator hanno allargato il bacino di riferimento ai residenti delle città di seconda e terza fascia, ben diverse da Pechino e Shanghai: «Chi vive nelle città più grandi e internazionali in media è più raffinato nei gusti, poiché più esposto alla moda occidentale e abbiente – continua Bertossi – mentre chi arriva da metropoli di seconda e terza fascia (tier, in inglese) non punta per forza al lusso estremo. Piuttosto al segmento premium». Una buona notizia per i marchi del made in Italy di fascia medio-alta, che potrebbero vedere aumentare gli acquisti da parte dei cinesi.

L’alto potenziale d’acquisto senza dubbio c’è, occorre però – ricorda Global Blue – gestire i turisti cinesi con consapevolezza e lungimiranza. Con questo scopo la società, in collaborazione con il Montenapoleone District, ha organizzato a Milano l’edizione 2017 del Sales Cultural Training China, un format dedicato agli addetti alla vendita e agli store manager. I quali, in primis, devono capire chi hanno di fronte: turisti in gruppo alla loro prima visita in Europa, e quindi meno abituati a usi, costumi e lingue occidentali, o giovani globetrotter che parlano inglese fluentemente e si sono già informati online sui prodotti da acquistare. Da tenere ben presenti: le tradizioni cinesi e le abitudini a queste connesse. Dunque, mai mostrare le proprie emozioni di fronte al cliente dalla Repubblica Popolare né spingere all’acquisto in modo vistoso. I turisti cinesi apprezzano educazione ed efficienza, unite a qualche suggerimento, se appropriato.

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