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Ancorotti esporta make-up di lusso

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Ancorotti esporta make-up di lusso

Nel 2016 ha registrato una crescita del fatturato di quasi il 70%, dà lavoro a 200 dipendenti che, con l’indotto, arrivano a 400 e produce 200 milioni di pezzi all’anno: Ancorotti Cosmetics è un’azienda del polo cosmetico dell’area di Crema che produce make-up per conto terzi e punta su innovazione ed esportazioni per continuare a crescere.

«Siamo nati nel 2009 - racconta il suo presidente Renato Ancorotti - e siamo passati da 28 milioni di euro di ricavi nel 2014 a 43 milioni nel 2015 fino ai 72 milioni con cui abbiamo chiuso l’anno scorso. L’export rappresenta l’87% del nostro fatturato con l’Europa che è il nostro mercato principale, seguita dagli Stati Uniti. Produciamo tutto il make-up, tranne le matite e gli smalti che richiedono competenze diverse dalle nostre, per i grandi marchi del lusso nazionali e internazionali».

Ancorotti - che può contare su un laboratorio interno di ricerca e sviluppo dove lavorano 25 persone e che all’ultimo Cosmopack si è aggiudicato il Wall Award, il premio per l’innovazione cosmetica, per la categoria Design con le sue polveri estruse, polveri compattate unite con una tecnologia unica con effetto perlante e motivi decorativi - ha da poco acquistato l’ex-capannone della Olivetti a Crema costruito dall’architetto Renzo Piano «che sarà pronto tra un anno e mezzo - spiega l’imprenditore - e si aggiungerà allo stabilimento di produzione che già abbiamo in zona».

Gli obiettivi dell’azienda sono ambiziosi: raggiungere i 100 milioni di ricavi quest’anno conquistando nuovi clienti, anche multinazionali, puntando su nuovi prodotti ed entrando in nuovi mercati.

Export e innovazione, dopotutto, sono le prerogative della maggior parte delle aziende del polo della cosmetica di Crema, una ventina, dove, spiega Ancorotti, «esiste un’altissima concentrazione di terzisti che però fanno anche molta ricerca, quindi possiamo considerarci più sviluppatori che semplici produttori per conto terzi. Il tasso medio di esportazione è dell’80% sul fatturato, soprattutto verso Usa, Europa, soprattutto Francia, Russia, Paesi Arabi e asiatici che rappresentano la terra di conquista del futuro, assieme all’Africa, un Paese molto complicato, ma che col tempo comincerà a chiedere sempre più cosmetici. C’è poi l’India, che con oltre un miliardo di consumatori, è un mercato dal potenziale altissimo».

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