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Smi-Ice, balzo dell’export verso Mosca (40%) a…

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Smi-Ice, balzo dell’export verso Mosca (40%) a gennaio

(Olycom)
(Olycom)

Una ripresa marcata, che fa ben sperare, e che assume contorni sempre meglio delineati. È quella della Russia, importante cliente della moda made in Italy, da cui arrivano segnali incoraggianti dopo un momento di pesante crisi.

A gennaio 2017, infatti, le esportazioni di prodotti di moda e accessori realizzati in Italia hanno subito un’impennata: +40,4%, oltre un punto sopra la media dell’export italiano in Russia nel medesimo periodo (+39,1%). A fornire questa cifra è il report “Flash Russia – gennaio 2017” elaborato da ITA –Agenzia ICE su dati forniti dalle Dogane Russe e diffuso da Sistema Moda Italia. «Il comparto moda e accessori – commenta Gianfranco Di Natale, direttore generale Smi – ha coperto ben il 15% delle importazioni totali in Russia dall’Italia con una quota a valore per il solo mese di gennaio di 66 milioni di euro».

L’auspicio è quello «di una riapertura fluida delle esportazioni verso la Russia», un mercato da sempre interessante per il made in Italy, specialmente per la moda di fascia alta. Le aziende italiane, ben consapevoli della potenzialità della clientela russa, hanno scelto di non abbandonare il Paese nonostante le difficoltà, arrivando a cedere (talvolta) sulla marginalità pur di andare incontro a clienti storici, da sempre affezionati alla moda italiana. In attesa della ripresa.

Che il vento stesse cambiando, in Russia, lo si era capito già qualche mese fa: alle fiere – Pitti Uomo a Firenze, ma soprattutto Cpm, tenutasi a febbraio a Mosca – i buyer moscoviti e di San Pietroburgo avevano cominciato ad acquistare mossi da una rinnovata fiducia. Un mercato che dal 2014 al 2016, complici le sanzioni internazionali, il crollo del prezzo del petrolio e la svalutazione del rublo, aveva rallentato fortemente gli acquisti di capi e accessori made in Italy (nel 2015 l’export è calato di oltre il 32%), ma che oggi, dopo una piccola ripresa nella seconda metà del 2016, guarda al settore con rinnovato interesse, forse lontano dagli eccessi di un tempo ma a caccia di prodotti di eccellenza venduti a un prezzo corretto. I cittadini di Mosca e San Pietroburgo, ma anche di Sochi, dunque, subiscono meno il fascino del brand e del logo, a vantaggio delle lavorazioni più complesse o dei materiali più ricercati.

Che in Russia sia in atto un vero e proprio ritorno all’acquisto è la tesi del report Luxury in Russia: the comeback, realizzato da ContactLab ed Exane Bnp Paribas. La ricerca stima che nel 2016 le vendite di prodotti di lusso in loco abbiano registrato un aumento tra il 5 e il 10%, toccando i 3,5 miliardi. Se si considerano anche gli acquisti fatti all’estero, i russi realizzano il 5% dello shopping di lusso a livello globale. Non è tutto: spendono in media il 60% in più rispetto ai clienti del resto del mondo.

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