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Abiti da sposa, le Millennials li scelgono sul web

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Abiti da sposa, le Millennials li scelgono sul web

Sono passati sessant’anni da quando Grace Kelly percorse la navata della Cattedrale di Montecarlo per sposare il Principe Alberto di Monaco. L’attrice americana indossava un abito di Helen Rose, capo costumista della Mgm. Un vestito rimasto impresso nell’immaginario, tanto da ispirare, nel 2011, quello indossato da Kate Middleton, firmato da Sarah Burton per Alexander McQueen. Il matrimonio più atteso di questa primaverà sarà quello dell’allora damigella d’onore: Pippa Middleton. E i rumor su chi vestirà la sorella della Duchessa di Cambridge si susseguono senza sosta. La scelta dell’abito, del resto, è una delle decisioni più “critiche” nell’organizzazione di un matrimonio. Secondo il report America Wedding Study 2016 del magazine Brides, l’11% delle spose americane, per esempio, è alla ricerca di un pezzo che sia più possibile unico e in media spende oltre 1.500 dollari, poco meno di 1.400 euro, per acquistarlo (contro i 1.380 dollari del 2014). In Italia, le nozze rivestono da sempre un ruolo importante. E, sebbene l’istituto sia in crisi rispetto al passato, nel 2015 ha segnato un ritorno alla crescita: secondo l’Istat, infatti, i matrimoni sono stati 194.373, in crescita del 2,4% rispetto al 2014. Per l’abito nuziale, poi, le spose sono sempre disposte a spendere: secondo le stime di Sì Sposaitalia Collezioni, fiera dedicata al matrimonio la cui 40esima edizione si terrà a Fieramilanocity dal 19 al 22 maggio 2017, con 8mila buyer internazionali attesi, il mercato interno vale circa 600 milioni di euro l’anno. Lo scontrino medio va dai 1.400 euro nella grande distribuzione ai 3.500 euro nei contesti più ricercati.

La rivoluzione, a livello mondiale, arriva dalla rete. Le spose di oggi sono per la maggior parte Millennials e, come tali, hanno comportamenti d’acquisto digitalizzati. Secondo un’elaborazione della Barcelona Bridal Fashion Week (dal 25 al 30 aprile) su dati Abn Metrics, il 99% delle spose si informa su Internet, preferendo la ricerca online alle fiere (43%), ai consigli dei commessi in negozio (19%) e a quelli dei wedding planner (14%). Se la ricerca online si concentra sullo stile del vestito (65%) oppure sugli stilisti (50%), l’acquisto vero e proprio viene fatto in negozio. In Spagna, per esempio, le spose-Millennials provano tra i 5 e i 14 abiti prima di scegliere quello giusto. La multicanalità, dunque, rappresenta una formula sempre più vincente anche nel settore matrimonio.

Tra le ricerche più effettuate online c’è anche quella sul catering e sulla location ideale. L’Italia è tra le mete più ambite: secondo uno studio della società di consulenza turistica JFC riportato da Sì Sposaitalia, in Italia si celebrano circa 6mila matrimoni di cittadini stranieri ogni anno. La spesa media delle coppie straniere è di circa 51 mila euro, il 40% dei quali viene speso per il soggiorno e il restante 60% per i servizi, tra cui spiccano abiti e accessori.

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