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Orologi, agli anni 40 e 80 i record delle aste

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Orologi, agli anni 40 e 80 i record delle aste

A tutto vintage. Potrebbe essere questo il filo conduttore che caratterizzerà la stagione delle aste del 2017. Un mercato, che a dispetto della crisi che sta attanagliando il settore orologiero, sembra invece vivere un momento di grande forma grazie anche al crescente apprezzamento registrato dai segnatempo realizzati in un arco di tempo compreso tra gli anni 40 e 80. Bisognerà comunque aspettare maggio, mese caldo per le vendite all’incanto, quando l’attenzione si concentrerà sugli appuntamenti in programma sulle piazze di Ginevra, Londra e Hong Kong, per capire se il trend per l’anno in corso sarà in linea con quanto registrato nel 2016, passato alla storia per il prezzo raggiunto da un Heuer Autavia (Ref. 2446), che all’asta di Christie’s di New York ha raggiunto la ragguardevole cifra di 118mila euro partendo da una base di 9.500 euro. E proprio Tag Heuer è il marchio che insieme a Zenith, Universal Geneve e Omega trova sempre più apprezzamenti da parte di una nuova generazione di collezionisti. Un gradimento che viaggia al traino, ed è sostenuto, anche dalle tante novità dal look vintage che hanno tenuto banco sia a gennaio al Sihh di Ginevra sia a marzo a Baselworld.

Ma il 2017 potrebbe vedere anche la consacrazione di segnatempo commissionati in passato per le forze armate e oggi finiti al centro di un interesse crescente da parte di estimatori di tutto il mondo. Come ha evidenziato anche il Financial Times questo tipo di offerta ha conosciuto negli ultimi cinque anni una crescita del 300 per cento. Basti pensare che un Heuer Autavia realizzato negli anni 80 per le forze armate israeliane se prima del 2016 poteva valere tra i 9 e gli 11mila euro, a novembre dello scorso anno all’asta di Christie’s di Ginevra ha trovato un compratore disposto a sborsare quasi 60mila euro pur di averlo. In uno scenario che saluta l’ingresso di nuove realtà, i punti di riferimento restano comunque Rolex e Patek Philippe. A quest’ultimo spetta il merito di aver stabilito, con i 10 milioni e 231mila euro spesi per la ref. 1518 del 1943 all’asta di Phillips di novembre scorso, il nuovo record per un segnatempo da polso. E sempre un Patek Philippe, questa volta ref. 2499/100 del 1981, è stato battuto a circa 470mila euro all’asta di Christie’s che si è tenuta a Dubai a marzo, stabilendo così il nuovo primato per un segnatempo venduto all’incanto in quell’area.

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