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Orologi, i colossi accelerano su lusso e innovazione contro la crisi

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Orologi, i colossi accelerano su lusso e innovazione contro la crisi

I maggiori gruppi del settore orologi stanno cercando di capire meglio in che misura l’attesa risalita stia prendendo forma. Il mercato mondiale ha conservato comunque valori ragguardevoli e i risultati per molti degli attori del settore restano a livelli notevoli. Indubbiamente, però, nel complesso l’industria degli orologi nel 2015 e nel 2016 ha registrato alcune contrazioni, dopo la fase di ascesa tra il 2010 e il 2014. La Svizzera è il polo orologiero principale per fatturato, con un export pari a circa il 90% della sua produzione. E l’export di orologi elvetici è sceso sia negli ultimi due anni sia nei primi mesi del 2017. Il rallentamento di mercati importanti e la forza del franco svizzero si sono fatti sentire. Molti esperti del settore si aspettano ora una graduale ripresa. Swatch Group e Richemont, quotati alla Borsa svizzera, sono i gruppi rossocrociati di maggiori dimensioni nel settore, insieme al gruppo Rolex che però non è in Borsa. Dal canto suo la francese Lvmh, leader internazionale nel lusso e quotata a Parigi, ha acquisito marchi elvetici e ha una forte presenza nel settore.

Swatch Group punta da sempre su una marcata diversificazione nei prodotti. Il gruppo guidato da Nick Hayek è presente lungo tutta la filiera, dai componenti sino ai prodotti di prestigio e lusso (Omega e Breguet tra gli altri), passando per la gamma di base (Swatch il marchio più noto), e per le fasce media (Tissot ad esempio) e alta (Longines e Rado tra i marchi). La presenza diretta nella microlettronica consente al gruppo di giocare parecchie carte sulle tecnologie, anche se Nick Hayek e il management hanno ribadito che intendono mantenere una chiara linea di demarcazione tra il prodotto orologio e quelli di un altro settore, l’elettronica di consumo. Nel 2016 il fatturato del gruppo è sceso del 10,8%, a 7,53 miliardi di franchi, e l’utile netto è calato a 593 milioni (contro 1,1 miliardi). Secondo Hayek la parentesi negativa sta per finire: il ceo del gruppo ha annunciato progressi nelle vendite a inizio 2017 versol’Asia e in particolare in Cina.

Il gruppo Richemont mira tradizionalmente all’area del lusso, con orologi e gioielli a fare da rami principali. Negli orologi conta tra gli altri su marchi come Baume&Mercier, IWC, Panerai, Vacheron Constantin. Nella gioielleria ha marchi come Cartier, Van Cleef&Arpels, Giampiero Bodino. Il gruppo fa il bilancio in euro, con chiusura annuale a marzo, e i risultati dell’ultimo esercizio saranno resi noti a metà maggio. Intanto, la fotografia dei primi nove mesi (a fine dicembre) indica un fatturato complessivo pari a 8,17 miliardi di euro (-7% rispetto a un anno prima): il ramo gioielleria nel periodo si è attestato a 4,5 miliardi (-6%), i ricavi del ramo orologi sono stati di 2,25 miliardi (-12%). Nel solo terzo trimestre il fatturato del gruppo presieduto da Johann Rupert ha peraltro registrato una variazione positiva a livello complessivo (+6%) e per il ramo gioielli (+9%), mentre gli orologi hanno avuto una contrazione più contenuta (-2%). Pur indicando le molte sfide presenti nel quadro mondiale, anche Richemont ha messo nel radar l’eventualità di un passo più sostenuto nella prossima fase.

Il gruppo Lvmh ha decine di brand nel segmento del lusso e nel comparto orologi e gioielli ha in portafoglio marchi,tra gli altri, come Bulgari, Hublot, Tag Heuer. Il fatturato complessivo del gruppo francese nel 2016 è stato di 37,6 miliardi di euro (+5%), l’utile da attività ricorrenti di 7 miliardi (+6%). La divisione orologi e gioielli ha realizzato nell’anno un fatturato di 3,46 miliardi (+5%). Nel primo trimestre del 2017 la compagine Lvmh ha raggiunto un fatturato di 9,88 miliardi (+15% in rapporto a dodici mesi prima) e la sola divisione orologi e gioielli ha realizzato ricavi per 879 milioni (+14%). Dopo queste cifre con il segno positivo, il gruppo guidato dal presidente e ceo Bernard Arnault ha riaffermato l’obiettivo di rafforzare ulteriormente, anche nel 2017, la sua posizione di leadership nel lusso, nonostante, ha aggiunto, le incertezze ancora presenti nel contesto internazionale.

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