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Max Mara con Woolmark lancia il denim prezioso in pura lana merino

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Max Mara con Woolmark lancia il denim prezioso in pura lana merino

Date ai marchi ciò che è dei marchi e ai tessuti ciò che è dei tessuti. Non sembri blasfemo scomodare il Vangelo per spiegare in poche parole il progetto che unisce Max Mara a Woolmark Company, l’associazione che tutela e certifica la lana merino australiana. Il gruppo emiliano (1,4 miliardi il fatturato 2015, ultimo dato disponibile) ha scelto il suo brand di punta, Max Mara, per creare una capsule di capi in denim al 100% in lana merino e su ogni giacca, vestito, pantalone ci sarà per la prima volta una doppia etichetta, di Max Mara e di Woolmark, come accade a volte con gli abiti da uomo su misura o comunque di alta gamma. Non era mai successo però che un grande marchio della moda donna desse questa rilevanza al tessuto di cui è fatto un capo, comunicandolo con tanta attenzione alla cliente finale. Il tessuto riesce a unire la resistenza del jeans alla preziosità e morbidezza della lana ed è tinto con ricette ecologiche, che limitano l’uso dell’indaco, colorante potenzialmente nocivo per l’ambiente.

La mini collezione Wool Denim è pensata per l’autunno-inverno prossimo, ma sarà già in vendita in uno dei più rappresentativi negozi Max Mara, quello di corso Vittorio Emanuele a Milano, spazio inaugurato nel 2009, quando ancora nessuno parlava di negozi con caratteristiche uniche, diversi da città a città e andavano ancora per la maggiore le boutique “fatte con lo stampino”.

«Il gruppo Max Mara ha sempre avuto estrema attenzione per le materie prime, dal cotone alla seta, ai filati pregiati come cashmere e alpaca – spiega Laura Lusuardi, Max Mara fashion coordinator –. La lana merino però è davvero speciale, anche grazie alla cura riservata alle pecore australiane. Mi piace pensare alla lana come a un essere vivente che si è nutrito di aria, acqua, erba e sole. Il tessuto che se ne ricava è quindi sostenibile, biodegradabile e, aspetto cruciale per chi si occupa di stile, estremamente duttile». Sull’importanza della doppia etichetta Laura Lusuardi aggiunge: «Credo che oggi non ci si possa limitare a un giudizio estetico su un capo di moda. Bisogna capire cosa c’è dietro: è una responsabilità che dobbiamo prenderci come aziende ma è anche un impegno che i consumatori, specie i Millennials, quasi pretendono».

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