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Venezia silenziosa al Relais Alberti, albergo di fascino (tra orti…

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Venezia silenziosa al Relais Alberti, albergo di fascino (tra orti biologici )

Il Relais Alberti (http://www.cadelborgo.com/it/index.html) non è il solito hotel di lusso nel centro storico di Venezia. Inaugurato il 4 maggio è un albergo di fascino a Malamocco, in una zona di orti biologici, strade silenziose e gatti sonnecchianti, sull’isola del Lido.

Ha 20 camere divise in due dimore del Tre e Quattrocento: 7 a Ca’ del Borgo, davanti al molo d’attracco, e 13 a Cà Alberti, in una bella piazza qualche passo di più in là. È il progetto di Michela Cafarchia e Micaela Salmasi, entrambe già albergatrici, appassionate di ospitalità e convinte che il Lido, e ancor più l’estremo borgo di Malamocco, può diventare una rilassante alternativa alla confusione di Venezia, che comunque dista venti minuti.

I due edifici tipici veneziani erano già piccoli hotel, e anzi Ca’ Alberti, da dove nel 1635 partì quel Pietro Alberti che per primo emigrò dall’Italia agli Stati Uniti, veniva spesso prenotata in toto dalla famiglia reale svedese che amava trascorrere le vacanze in Laguna. All’interno mobili d’epoca, tappezzerie di seta, quadri di valore, lampadari di Murano. Pur conservando lo stile originale delle case, le due moderne locandiere hanno idee di ospitalità innovative: «Vogliamo coinvolgere i nostri ospiti, farli sentire a proprio agio in ogni momento. Prima dell’arrivo chiediamo la taglia dell’accappatoio, il tipo di cuscino che preferiscono, e se gradiscono un profumo per l’ambiente».

Nella loro casa di campagna, seppur in sontuoso stile veneziano, si vive ogni spazio e non solo quello intimo della stanza. Se un ospite di Ca’ del Borgo ha voglia di un caffè, a qualunque ora, può prepararselo nella vecchia cucina con camino, mentre a Ca’ Alberti ogni giorno alle cinque, servono il tè (nero o verde e tisane di Via del Tè), e alle 19 si fa l’aperitivo con vino e “cichéti” (snack veneziani), davanti al camino o in giardino se il tempo è bello.

Michela e Micaela, accomunate da una visione femminile ed emozionale dell’accoglienza, hanno individuato diverse esperienze per far immergere i loro ospiti nella quotidianità del borgo, e farli sentire più residenti temporanei che turisti di passaggio. In bici li portano all’orto di casa, a raccogliere rosmarino, maggiorana, menta e salvia da pestare con il sale grosso per aromatizzarlo. Oppure a prendere i pomodori per preparare la salsa e condire gli spaghetti e poi mangiarli lì, sul prato.

A cinque chilometri dalla mondanità del Palazzo del Cinema e del Casinò, si sprofonda in un mondo campagnolo, lento, antico. L’approdo a Malamocco è un viaggio nel tempo, in una Venezia di cinquant’anni fa, autentica, pulita, e senza confusione, con il salone del parrucchiere, la chiesa, il bar dove si sente parlare veneto stretto e si beve prosecco al prezzo popolare di 2 euro e 50.

Al Relais però si sta da signori, con il maggiordomo a disposizione sempre, e tante attenzioni, a cominciare dalla prima colazione in camera, al buffet o à la carte, con il comun denominatore del “fatto in casa”, la torta del giorno, lo yogurt, il pane, le marmellate, il burro. «Nessuno lo sa – dice Micaela – anche il burro si fa in un minuto, con panna e frullatore. Chi vuole può imparare da noi». A Ca’ Alberti, supervisiona che il buffet sia sempre a posto e rifornito, mentre Michela sta a Ca’ del Borgo, dove l’aiuta una graziosa e sorridente cameriera con la divisa che ricorda la maschera di Colombina.

Le sale al mattino sono inondate di luce. Le camere hanno letti XXL, cassettoni e armadi degli ultimi tre secoli e finestre che incorniciano scorci poetici. Fiori di campo decorano la casa. L’atmosfera bucolica dell’isola è contagiosa, e anche se l’auto si può usare, con la bici è tutto più comodo: i murazzi e la spiaggia sono a dieci pedalate sì e no, e con qualcuna in più si arriva alla Tavernetta (http://www.latavernettalido.com/), il ristorante preferito di Hugo Pratt e di tutti al Lido, con il giovane erede Ottavio Venditto alla guida, miglior sommelier d’Italia nel 2014. Ottavio è amico delle locandiere, organizza per loro degustazioni e abbina i vini per le serate gourmet.

«Non abbiamo un ristorante al Relais, bensì collaboratori a richiesta, come cuoca Francesca che fa cucina vegana, e consulenti come chef Giorgio Trovato che ha preparato la nostra cena di inaugurazione lo scorso 4 maggio. Altrimenti ci appoggiamo ai catering della zona. Crediamo molto nel territorio e invitiamo i nostri ospiti a scoprire quante cose belle e buone ci sono nei dintorni. Chi si innamora, torna», dicono le hotelier. «Qui vicino c’è un bellissimo campo da golf storico (http://www.circologolfvenezia.it/), un 18 buche con 6mila alberi del 1928, il quarto più antico d’Italia, dove si può giocare anche alla giornata. Abbiamo avviato una partnership anche con la remeria del campione di regate Bepi Fongher (https://remierasanmarco.wordpress.com/), che noleggia gondole, caorline e altre barche e offre lezioni di voga alla veneta (cioè in piedi)».

Il programma è fitto e trasversale. Spazia dai laboratori di cucina alle gite in motoscafo anni Ottanta a Pellestrina o alle altre isole della Laguna, pacifiche e agresti come Malamocco. È proprio l’atmosfera di una volta che rende il borgo speciale. Ristrutturato con molta cura negli ultimi anni, è talmente silenzioso, che i passi rimbombano di notte e ci si sveglia con il cinguettio degli uccellini e il tocco delle campane. Ricorda Venezia prima del gran turismo, l’Italia dell’aristocrazia rurale di fine Ottocento, le vacanze di quando si era bambini. Eppure l’originale di tutte le Venice del mondo, con le gondole e i souvenir, le mostre d’arte e i ristoranti, è presto raggiungibile e non ad anni luce di distanza.

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