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La moda sfila a Dubai, dall’Italia Balestra e Antonio Marras

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La moda sfila a Dubai, dall’Italia Balestra e Antonio Marras

Da sempre culla di una clientela attenta alle ultime tendenze, amante del lusso in ogni sua forma, il Medio Oriente sta rafforzando il proprio ruolo all’interno del sistema moda internazionale. E non solo sul fronte degli acquisti. La dimostrazione arriva dalla quarta edizione della sempre più nutrita Arab Fashion Week, aperta lo scorso 16 maggio e in calendario fino a sabato a Dubai. Una manifestazione fortemente radicata nel territorio – partner della settimana della moda, infatti, è la Mbm, holding della famiglia reale – ma di respiro internazionale.

Ad aprire la cinque giorni di sfilate è stata infatti Marchesa, brand di abiti che veste le celebrities sui red carpet più importanti del mondo, espressione della creatività dell’americana Georgina Chapman. E a chiuderla sarà un importante nome della moda italiana: Antonio Marras, presenza fissa nel calendario ufficiale della settimana della moda di Milano e per la prima volta protagonista della kermesse negli Emirati. Tra gli italiani in calendario anche Renato Balestra, storico nome della couture romana che ha sempre avuto esponenti di ricche famiglie mediorientali tra le proprie clienti.

Alla settimana della moda sono attesi 15mila visitatori che, oltre a sedere nel parterre degli show, possono partecipare a workshop ed eventi dedicati alle mille sfaccettature del mondo del lusso: il retail, per esempio. L’Arab Fashion Week è stata ideata come imponente vetrina del lavoro dell’Arab Fashion Council, organizzazione non profit fondata a Londra nel 2014 con l’intento di favorire lo sviluppo e la regolamentazione dell’industria della moda in ben 22 paesi arabi. Un ruolo da collettore che punta a creare, entro il 2030, un fashion system unico per tutta la regione, unendo in modo sinergico le competenze e le sensibilità creative dei diversi paesi. Complice il sostegno all’educazione, lo sviluppo culturale e sociale. Nel calendario dell’Arab Fashion Week, per esempio, non manca uno show dedicato ai talenti “Next Generation”, protagonisti della moda araba del futuro.

Mentre a Dubai, dunque, prende forma questo nuovo sistema della moda araba, il 2017 si apre con un leggero calo degli acquisti tax free da parte dei turisti provenienti dagli Oil Countries, forse meno invogliati a viaggiare dall’andamento del prezzo del petrolio e dall’adozione di misure di sicurezza più aspre come quelle che vietano di portare dispositivi digitali sui voli verso Usa e Uk. Secondo Global Blue, infatti, nel trimestre febbraio-aprile gli acquisti tax free effettuati in Italia dai cittadini del Golfo (Emirati, Arabia Saudita, Kuwait e Qatar) hanno registrato una flessione dell’1% rispetto allo stesso trimestre 2016. Chi arriva nel nostro Paese, tuttavia, spende di più: lo scontrino medio è stato pari a 1.052 euro in crescita del 5% sullo stesso periodo del 2016.

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